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Contributi previdenziali versati in diverse gestioni pensionistiche.

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI VERSATI IN DIVERSE GESTIONI PENSIONISTICHE. LE TRE SOLUZIONI, AL FINE DI UTILIZZARE LA CONTRIBUZIONE ACCREDITATA: A) RICONGIUNZIONE, B) TOTALIZZAZIONE; C) CUMULO.
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Per il caso, assai frequente, che nel corso della propria vita lavorativa siano stati versati contributi in diverse gestioni pensionistiche l’assicurato ha a disposizione tre soluzioni per utilizzare la contribuzione accreditata in più gestioni ovvero: a) ricongiunzione; b) totalizzazione; c) cumulo.
Ricongiunzione.
I lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato (L. 29/1979) ed i lavoratori autonomi iscritti alle casse dei liberi professionisti (L. 45/1990) che abbiano contributi versati in diverse gestioni pensionistiche possono ricorrere alla ricongiunzione dei contributi.
La ricongiunzione è onerosa (a partire dall’anno 2010 è stata eliminata la possibilità di trasferire gratuitamente i contributi) ed è riferita a tutti i periodi assicurativi (contribuzione figurativa, obbligatoria, volontaria, da riscatto), sono esclusi dalla ricongiunzione i contributi versati nella gestione separata Inps.
La facoltà può essere esercitata una sola volta, senza possibilità di deroga, è tuttavia possibile ripresentare la domanda dopo almeno 10 anni dalla prima, con almeno 5 anni di accredito contributivo.
La pensione è liquidata dalla gestione che accentui su di se i contributi, ed il calcolo della pensione è misto a seconda delle regole della gestione accentrante (retributivo, misto, contributivo).
Totalizzazione.
Per chi possegga periodi assicurativi in diverse gestioni previdenziali è possibile ricorrere alla totalizzazione dei contributi, senza oneri aggiuntivi.
Tale facoltà è riservata a chi abbia compiuto 65 anni (sia per gli uomini che per le donne) ed abbia una anzianità contributiva pari a 20 anni (per il conseguimento della pensione di vecchiaia) ovvero non inferiore a 40 anni (per il conseguimento della pensione anticipata, già pensione di anzianità).
E’ bene sapere che le quote di pensione derivanti dalla totalizzazione dei periodi assicurativi vengono liquidate con il sistema di calcolo contributivo, ad eccezione del caso in cui il lavoratore abbia conseguito i requisiti per il diritto a pensione in una delle gestioni previdenziali. La pensione totalizzata non è integrabile al minimo.
Cumulo.
Secondo la L. 228/2012 si può ricorrere al cumulo dei contributi accreditati nelle diverse gestioni al solo fine di conseguire la pensione di vecchiaia (è esclusa la pensione anticipata o di anzianità) il cui conseguimento è legato ai requisiti anagrafici previsti dalla legge Fornero (per il 2014: 66 anni e 3 mesi per i lavoratori e lavoratori del pubblico impiego, 63 anni e 9 mesi per le lavoratrici dipendenti del settore privato, 64 anni e 9 mesi per le lavoratrici autonome).
Per accedere al cumulo dei contributi occorre non essere titolari di trattamento pensionistico presso una delle gestioni di iscrizione e non avere maturato il diritto autonomo al trattamento pensionistico in nessuna delle gestioni oggetto di cumulo.
Il calcolo della pensione è in funzione della anzianità contributiva maturata nelle singole gestioni previdenziali (a differenza della totalizzazione), la domanda di pensione va presentata alla gestione di ultima iscrizione, spetta all’Inps la erogazione degli importi liquidati dalle singole Gestioni (Fonte, il Sole 24 ore).
Avv. Emanuela Manini

 

Ricongiunzione e totalizzazione, facoltà escluse per l’agente di commercio

CONTRIBUZIONE PREVIDENZIALE VERSATA PRESSO L’ENASARCO E PRESSO L’INPS. FACOLTA’ DI RICONGIUNZIONE PRESSO L’INPS DELLA CONTRIBUZIONE ENASARCO, OVVERO DI TOTALIZZAZIONE DEI PERIODI ASSICURATIVI AL FINE DELLA EROGAZIONE DI UN UNICO TRATTAMENTO PENSIONISTICO. ESCLUSIONE.

Ci vengono chiesti chiarimenti da un dipendente del settore privato, iscritto alla assicurazione generale obbligatoria (AGO) presso l’Inps, il quale abbia versato contributi previdenziali presso l’Enasarco, durante il periodo di espletamento di attività di agente di commercio, in ordine alla facoltà, o meno, di ricongiungere presso l’Inps, ovvero di totalizzare la predetta contribuzione, in vista della liquidazione di un unico trattamento pensionistico. Al fine di rispondere al quesito, è necessario ripercorrere i tratti salienti della disciplina legislativa in materia. Preliminarmente, occorre precisare che con legge n. 613/1966, rubricata “Estensione dell’assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti agli esercenti attività commerciali ed ai loro familiari coaudiutori e coordinamento degli ordinamenti pensionistici per i lavoratori autonomi” è stato disposto che il trattamento previdenziale per gli agenti e rappresentanti di commercio, riconosciuto in attuazione degli accordi economici collettivi per la disciplina del rapporto di agenzia e rappresentanza commerciale, assume natura integrativa del trattamento obbligatorio istituito per legge (art. 29). Successivamente, l’art. 2, primo comma, L. n. 12/1973, avente ad oggetto la trasformazione dell’Enasarco in Fondazione, con assunzione di personalità giuridica di diritto privato, ha ribadito la natura integrativa dei trattamenti pensionistici erogati dall’Enasarco in favore degli agenti e rappresentanti di commercio.

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 Sotto altro aspetto, in tema di ricongiunzione di periodi assicurativi, da intendersi come passaggio della contribuzione dalla gestione dove sono stati versati alla gestione accentratrice, erogatrice del trattamento pensionistico per l’intero periodo, l’art. 1 L. n. 29/1979, rubricata “Ricongiunzione dei periodi assicurativi dei lavoratori ai fini previdenziali” ha disposto la facoltà per il lavoratore dipendente, pubblico e privato, che sia o sia stato iscritto a forme obbligatorie di previdenza sostitutive dell’assicurazione generale obbligatoria per la invalidità, vecchiaia, superstiti, gestita dall’Inps, di ricongiungere tutti i periodi di contribuzione presso la sopracitata forma previdenziale mediante costituzione presso l’Inps della corrispondente posizione assicurativa. Stando così le cose, a fronte della natura integrativa e non sostitutiva del trattamento previdenziale Enasarco, di cui alle sopra citate fonti normative, deve escludersi che sia consentita al dipendente, iscritto all’AGO, la facoltà di ricongiungere presso la gestione INPS di appartenenza la contribuzione versata all’Enasarco, atteso che presupposto per il diritto alla ricongiunzione, ai sensi della L. n. 29/1979, è che si tratti di forma di previdenza sostitutiva dell’assicurazione generale obbligatoria, laddove il trattamento previdenziale Enasarco, per espressa statuizione di legge, ha natura integrativa.

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 Quanto alla totalizzazione di periodi assicurativi, da intendersi quale cumulo di contribuzione non coincidente, al fine di acquisire la anzianità assicurativa e contributiva necessaria per il diritto a pensione, con conseguente erogazione a carico di ciascuna gestione di una quota corrispondente al periodo della propria iscrizione (pro rata), occorre dire che ai sensi dell’art. 1, L. n. 42/2006 rubricata “Disposizioni in materia di totalizzazione di periodi assicurativi”, la facoltà di cumulare periodi assicurativi non coincidenti è consentita “agli iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, alle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima…”.

Restano pertanto escluse dalla facoltà della totalizzazione le forme di previdenza integrativa, quali l’Enasarco. Ne discende che per il dipendente privato non è possibile neppure la totalizzazione dei periodi assicurativi, di cui alla sopracitata legge, per effetto di espressa preclusione legislativa.

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Per completezza, si precisa l’art. 36 del Regolamento Enasarco del 1/1/2004 (approvato dal CDA il 30/12/2003, modificato dal CDA il 19/2/2004) espressamente dispone che l’agente, che per effetto del mutamento dell’attività professionale sia obbligato ad iscriversi presso altro fondo di previdenza integrativa obbligatoria per legge, può chiedere il trasferimento in favore di quest’ultimo dei contributi versati, in misura non superiore al 30%, a condizione tuttavia che non possa acquisire il diritto alle prestazioni pensionistiche erogate dalla Fondazione.

Avv. GianLuca Braschi

Ricongiunzione di periodi lavorativi in diverse gestioni assicurative

TRASFERIMENTO DELLE POSIZIONI ASSICURATIVE NEL FONDO PENSIONI LAVORATORI DIPENDENTI IN FAVORE DI SOGGETTI ISCRITTI PRESSO ORDINAMENTI SOSTITUTIVI ED ESCLUSIVI DELL’ASSICURAZIONE GENERALE OBBLIGATORIA (AGO) NONCHE’ NEI FONDI SPECIALI ELETTRICI, TELEFONICI E VOLO. ART. 12, COMMI SEPTIES – UNDECIES D.L. 78/2010, CONVERTITO IN L. 122/2010 IN MATERIA DI RICONGIUNZIONE DEI PERIODI ASSICURATIVI. CHIARIMENTI APPORTATI ALLA NORMA DALLA CIRCOLARE INPS N. 97 DEL 22/7/2011.

Come noto, l’art. 12 rubricato “Interventi in materia previdenziale” commi septies-undecies, D.L. 78/2010, convertito in L. 122/2010 innovando in materia di ricongiunzione dei periodi assicurativi accesi presso Fondi di previdenza, diversi dall’Inps, ha disposto che a decorrere dal 1/7/2010 alle ricongiunzioni di tutti i periodi di contribuzione obbligatoria, volontaria e figurativa presso forme obbligatorie di previdenza sostitutiva dell’Assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti, gestita dall’Inps, o che abbiano dato luogo all’esclusione o all’esonero da detta assicurazione, si applicano le disposizioni in materia di ricongiunzione onerosa, di cui all’art. 2 L. 29/1979, da determinarsi nella misura del 50% della somma risultante dalla differenza tra la riserva matematica, determinata in base ai criteri di cui all’art. 13 L. 1962/1338, necessaria per la copertura assicurativa relativa al periodo utile considerato, e le somme versate nella gestione/gestioni da ricongiungere (art. 2, comma 3, cit.).

Il citato art. 12 ha altresì stabilito che le stesse modalità di ricongiunzione (onerosa) debbano applicarsi, a partire dal 1/7/2010, per il caso di trasferimento della posizione assicurativa dal Fondo di previdenza dei dipendenti dell’Ente Nazionale Energia elettrica e delle aziende elettriche private, nonché dei dipendenti di società addette a servizi di telefonia e del settore Volo.

Ne discende che con effetto dal 1 Luglio 2010 il trasferimento delle contribuzioni dalle predette gestioni previdenziali al Fondo Pensioni dei lavoratori dipendenti, da effettuarsi con le modalità di cui all’art. 12, comma 12 septies, L. 122/2010, comporta il versamento di un onere a carico dei richiedenti, secondo i criteri della ricongiunzione, di cui all’art. 2 L. 29/1979.

L’art. 12 comma undecies della citata legge ha inoltre abrogato tutte le disposizioni che regolavano le operazioni di trasferimento gratuito della contribuzione al FPLD dei vari ordinamenti pensionistici dei dipendenti pubblici, con decorrenza dal 31/7/2010 (data di entrata in vigore della L. 122/2010).

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Fra le disposizioni abrogate, a far data dal 31/7/2010, dall’art. 12, comma undecies, rientra la L. n. 322/1958, rubricata “Ricongiunzione delle posizioni previdenziali ai fini dell’accertamento del diritto e della determinazione del trattamento di previdenza e di quiescenza”, la quale, in un unico articolo, prescriveva agli ordinamenti previdenziali sostitutivi ed esclusivi dell’AGO di costituire la posizione assicurativa nel FPLD in favore dei lavoratori iscritti a dette forme pensionistiche e cessati dal servizio prima di avere raggiunto il diritto a pensione.

Attesa la abrogazione della L. 322/1958, la cui efficacia deve intendersi estesa anche agli iscritti presso i Fondi Elettrici, telefonici e Volo, con decorrenza dal 31/7/2010, ne discende che sarà ancora consentito il trasferimento delle posizioni assicurative nel FPLD dell’Inps, a titolo gratuito, limitatamente ai casi in cui l’obbligo del versamento contributivo nei Fondi di previdenza sostitutivi ed esclusivi dell’AGO, nonché nei Fondi Elettrici, telefonici, Volo, sia venuto meno in data antecedente al 31/7/2010 ed a condizione che l’anzianità contributiva complessivamente maturata dagli interessati alla data dell’ultimo contributo fatto valere nel rispettivo Fondo risulti inferiore a quella prevista per liquidare il trattamento pensionistico a carico dello stesso.

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L’Inps, con circolare n. 97 del 22/7/2011 ha chiarito in materia che “coloro che abbiano concluso il rapporto assicurativo con il Fondo entro la data del 30 luglio 2010 senza avere perfezionato tutti i requisiti richiesti per l’accesso al pensionamento a carico del rispettivo Ordinamento speciale e che – per effetto dell’applicazione della legge n. 322/1958 – acquisiscano il titolo alla costituzione della posizione assicurativa nel FPLD, potranno – a domanda, entro 120 giorni dalla data di pubblicazione della presente circolare – trasferire la contribuzione dal Fondo, laddove la stessa abbia già dato luogo al trasferimento oneroso, in base al disposto dell’articolo 12, comma 12 septies, della legge n. 122/2010 ed alla liquidazione della pensione a carico del FPLD.

Analogamente, coloro che – non avendo perfezionato il diritto a pensione sulla base della sola contribuzione maturata nel Fondo speciale – si siano invece avvalsi dell’art. 2 della legge n. 29/1979 per ricongiungere nel Fondo stesso i periodi contributivi fatti valere in altre gestioni pensionistiche, potranno – esclusivamente a domanda ed entro il suddetto termine di 120 giorni – chiedere l’applicazione della legge n. 322/1958, per trasferire la contribuzione dal Fondo all’AGO anche se la contribuzione ricongiunta sia già stata utilizzata per liquidare la pensione a carico del Fondo stesso, sempre che i requisiti di trasferibilità risultino perfezionati entro la medesima data del 30 luglio 2010, ed a condizione che l’operazione di ricongiunzione non si sia perfezionata con il pagamento dell’intero onere”.

Da ultimo ha precisato l’Inps che in tutti i casi in cui le condizioni di trasferibilità della contribuzione risultino perfezionate alla data del 30/7/2010, dovrà farsi luogo alla costituzione della posizione assicurativa nel FPLD in base alla L. 322/1958, su richiesta degli interessati, ovvero all’atto di definizione della domanda di pensione.

Avv. Emanuela Manini