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Ricongiunzione di periodi lavorativi in diverse gestioni assicurative

TRASFERIMENTO DELLE POSIZIONI ASSICURATIVE NEL FONDO PENSIONI LAVORATORI DIPENDENTI IN FAVORE DI SOGGETTI ISCRITTI PRESSO ORDINAMENTI SOSTITUTIVI ED ESCLUSIVI DELL’ASSICURAZIONE GENERALE OBBLIGATORIA (AGO) NONCHE’ NEI FONDI SPECIALI ELETTRICI, TELEFONICI E VOLO. ART. 12, COMMI SEPTIES – UNDECIES D.L. 78/2010, CONVERTITO IN L. 122/2010 IN MATERIA DI RICONGIUNZIONE DEI PERIODI ASSICURATIVI. CHIARIMENTI APPORTATI ALLA NORMA DALLA CIRCOLARE INPS N. 97 DEL 22/7/2011.

Come noto, l’art. 12 rubricato “Interventi in materia previdenziale” commi septies-undecies, D.L. 78/2010, convertito in L. 122/2010 innovando in materia di ricongiunzione dei periodi assicurativi accesi presso Fondi di previdenza, diversi dall’Inps, ha disposto che a decorrere dal 1/7/2010 alle ricongiunzioni di tutti i periodi di contribuzione obbligatoria, volontaria e figurativa presso forme obbligatorie di previdenza sostitutiva dell’Assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti, gestita dall’Inps, o che abbiano dato luogo all’esclusione o all’esonero da detta assicurazione, si applicano le disposizioni in materia di ricongiunzione onerosa, di cui all’art. 2 L. 29/1979, da determinarsi nella misura del 50% della somma risultante dalla differenza tra la riserva matematica, determinata in base ai criteri di cui all’art. 13 L. 1962/1338, necessaria per la copertura assicurativa relativa al periodo utile considerato, e le somme versate nella gestione/gestioni da ricongiungere (art. 2, comma 3, cit.).

Il citato art. 12 ha altresì stabilito che le stesse modalità di ricongiunzione (onerosa) debbano applicarsi, a partire dal 1/7/2010, per il caso di trasferimento della posizione assicurativa dal Fondo di previdenza dei dipendenti dell’Ente Nazionale Energia elettrica e delle aziende elettriche private, nonché dei dipendenti di società addette a servizi di telefonia e del settore Volo.

Ne discende che con effetto dal 1 Luglio 2010 il trasferimento delle contribuzioni dalle predette gestioni previdenziali al Fondo Pensioni dei lavoratori dipendenti, da effettuarsi con le modalità di cui all’art. 12, comma 12 septies, L. 122/2010, comporta il versamento di un onere a carico dei richiedenti, secondo i criteri della ricongiunzione, di cui all’art. 2 L. 29/1979.

L’art. 12 comma undecies della citata legge ha inoltre abrogato tutte le disposizioni che regolavano le operazioni di trasferimento gratuito della contribuzione al FPLD dei vari ordinamenti pensionistici dei dipendenti pubblici, con decorrenza dal 31/7/2010 (data di entrata in vigore della L. 122/2010).

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Fra le disposizioni abrogate, a far data dal 31/7/2010, dall’art. 12, comma undecies, rientra la L. n. 322/1958, rubricata “Ricongiunzione delle posizioni previdenziali ai fini dell’accertamento del diritto e della determinazione del trattamento di previdenza e di quiescenza”, la quale, in un unico articolo, prescriveva agli ordinamenti previdenziali sostitutivi ed esclusivi dell’AGO di costituire la posizione assicurativa nel FPLD in favore dei lavoratori iscritti a dette forme pensionistiche e cessati dal servizio prima di avere raggiunto il diritto a pensione.

Attesa la abrogazione della L. 322/1958, la cui efficacia deve intendersi estesa anche agli iscritti presso i Fondi Elettrici, telefonici e Volo, con decorrenza dal 31/7/2010, ne discende che sarà ancora consentito il trasferimento delle posizioni assicurative nel FPLD dell’Inps, a titolo gratuito, limitatamente ai casi in cui l’obbligo del versamento contributivo nei Fondi di previdenza sostitutivi ed esclusivi dell’AGO, nonché nei Fondi Elettrici, telefonici, Volo, sia venuto meno in data antecedente al 31/7/2010 ed a condizione che l’anzianità contributiva complessivamente maturata dagli interessati alla data dell’ultimo contributo fatto valere nel rispettivo Fondo risulti inferiore a quella prevista per liquidare il trattamento pensionistico a carico dello stesso.

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L’Inps, con circolare n. 97 del 22/7/2011 ha chiarito in materia che “coloro che abbiano concluso il rapporto assicurativo con il Fondo entro la data del 30 luglio 2010 senza avere perfezionato tutti i requisiti richiesti per l’accesso al pensionamento a carico del rispettivo Ordinamento speciale e che – per effetto dell’applicazione della legge n. 322/1958 – acquisiscano il titolo alla costituzione della posizione assicurativa nel FPLD, potranno – a domanda, entro 120 giorni dalla data di pubblicazione della presente circolare – trasferire la contribuzione dal Fondo, laddove la stessa abbia già dato luogo al trasferimento oneroso, in base al disposto dell’articolo 12, comma 12 septies, della legge n. 122/2010 ed alla liquidazione della pensione a carico del FPLD.

Analogamente, coloro che – non avendo perfezionato il diritto a pensione sulla base della sola contribuzione maturata nel Fondo speciale – si siano invece avvalsi dell’art. 2 della legge n. 29/1979 per ricongiungere nel Fondo stesso i periodi contributivi fatti valere in altre gestioni pensionistiche, potranno – esclusivamente a domanda ed entro il suddetto termine di 120 giorni – chiedere l’applicazione della legge n. 322/1958, per trasferire la contribuzione dal Fondo all’AGO anche se la contribuzione ricongiunta sia già stata utilizzata per liquidare la pensione a carico del Fondo stesso, sempre che i requisiti di trasferibilità risultino perfezionati entro la medesima data del 30 luglio 2010, ed a condizione che l’operazione di ricongiunzione non si sia perfezionata con il pagamento dell’intero onere”.

Da ultimo ha precisato l’Inps che in tutti i casi in cui le condizioni di trasferibilità della contribuzione risultino perfezionate alla data del 30/7/2010, dovrà farsi luogo alla costituzione della posizione assicurativa nel FPLD in base alla L. 322/1958, su richiesta degli interessati, ovvero all’atto di definizione della domanda di pensione.

Avv. Emanuela Manini

Assegno straordinario per il sostegno a reddito dipendenti Gruppo Ferrovie dello Stato Spa

FONDO PER IL PERSEGUIMENTO DI POLITICHE ATTIVE A SOSTEGNO DEL REDDITO E DELL’OCCUPAZIONE PER IL PERSONALE DELLE SOCIETA’ DEL GRUPPO FERROVIE DELLO STATO. IL PUNTO DEL QUADRO NORMATIVO E DI PRIMA APPLICAZIONE DEL FONDO ISTITUITO CON LEGGE N. 449/1997, CONTENUTO NELLA CIRCOLARE INPS N. 78 DEL 6/6/2011.

La circolare Inps n. 78 del 6/6/2011, rubricata: “Fondo per il perseguimento di politiche attive a sostegno del reddito e dell’occupazione per il personale delle società del Gruppo Ferrovie dello Stato. Quadro normativo e prime istruzioni relative alla liquidazione dell’assegno straordinario per il sostegno del reddito da corrispondere al personale del Gruppo FS”, consente di fare il punto della situazione del quadro normativo e di prima applicazione del Fondo istituito con L. n. 449/1997, che di seguito si illustra nei punti salienti.

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Come noto, l’art. 59, comma 6, seconda parte, L. n. 449/1997, ha previsto la costituzione di un Fondo a gestione bilaterale, volto al perseguimento di politiche attive di sostegno del reddito e dell’occupazione nell’ambito di processi di ristrutturazione aziendale che saranno avviati all’interno di aziende erogatrici di servizi di pubblica utilità.

Successivamente, con Accordo del 21/5/2008, stipulato tra Ferrovie dello Stato ed Organizzazioni sindacali stipulanti è stato istituito il Fondo per il perseguimento di politiche attive a sostegno del reddito e dell’occupazione per il personale della società del gruppo FS, in seguito modificato ed integrato con Accordo del 15/5/2009, recepito dal Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti n. 510/2009.

Da ultimo, con apposita convenzione, stipulata in data 25/6/2010, tra Inps e società del Gruppo Fs, sono state approvate le modalità di erogazione e di gestione delle prestazioni previste a carico del Fondo.

La scadenza del Fondo è prevista decorsi 10 anni dalla data di entrata in vigore del decreto ministeriale n. 510 del 23 giugno 2009, ovvero alla data del mese 30 giugno 2019.

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Destinatari degli interventi del Fondo sono tutti i dipendenti (con esclusione dei dirigenti) iscritti ai fini previdenziali al Fondo Speciale FS o all’Assicurazione Generale Obbligatoria delle società, facenti parte del Gruppo FS, ovvero Ferrovie dello Stato Spa, Trenitalia Spa, RFI Spa, Italferr Spa, Ferservizi Spa, FS Sistemi Urbani Srl, TLN Srl.

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Quanto alle caratteristiche delle prestazioni erogate dal Fondo, questi corrisponde, su richiesta della società datrice di lavoro, un assegno straordinario per il sostegno al reddito in favore di lavoratori delle società del Gruppo FS, sopra elencate, che siano stati dichiarati in esubero, ovvero che aderiscano volontariamente al piano di esodo, e che maturino i requisiti per la pensione di vecchiaia o di anzianità, entro un periodo massimo di 48 mesi dalla data di risoluzione del rapporto di lavoro, ivi compreso il periodo mancante alla decorrenza della pensione (12 mesi) (cd. finestra).

L’assegno straordinario è corrisposto fino alla fine del mese antecedente a quello di decorrenza della pensione, mentre la contribuzione correlata è versata dal Fondo alla competente gestione assicurativa obbligatoria fino alla data di maturazione dei requisiti richiesti per il perfezionamento del diritto.

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Quanto ai requisiti per l’accesso alla prestazione, essi sono quelli anagrafici e contributivi utili per il conseguimento del diritto a pensione al termine del periodo di fruizione dell’assegno.

Ai fini del perfezionamento dei requisiti contributivi sono computabili anche periodi di lavoro all’estero (Unione Europea e Svizzera per gli iscritti al Fondo FS, Paesi esteri con i quali l’Italia ha stipulato apposita convenzione per gli iscritti la Fondo AGO).

Sono altresì computabili periodi di contribuzione nelle gestioni da lavoro autonomo INPS (colt. dir., coloni, mezzadri, artigiani e commercianti), ma in tal caso ai fini dell’accertamento del diritto a pensione si dovrà avere riguardo ai requisiti propri delle predette gestioni.

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Quanto alle modalità di calcolo, occorre precisare che l’assegno si calcola con le stesse modalità utilizzate per il calcolo della pensione teoricamente spettante all’interessato al momento dell’accesso al Fondo, con la precisazione che esso non è soggetto a perequazione automatica, non spettano gli assegni familiari, né interessi e rivalutazione.

E’ così, per i lavoratori che al 31/12/1995 abbiano maturato almeno 18 anni, di anzianità contributiva, l’assegno è quantificato con il metodo retributivo, per i lavoratori che abbiano maturato una anzianità contributiva inferiore a 18 anni, l’assegno è quantificato con il metodo misto (retributivo e contributivo).

L’assegno non è reversibile, dunque, per il caso di decesso del beneficiario spetta ai superstiti la pensione indiretta, liquidata secondo la disciplina legislativa in materia, tenuto altresì conto della contribuzione versata durante il periodo di fruizione dell’assegno.

L’assegno è corrisposto a cadenza mensile per 13 mensilità, in rate mensili anticipate.

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Da ultimo, quanto al regime di cumulabilità tra assegno e reddito, si precisa che l’assegno è incumulabile con redditi da lavoro dipendente o autonomo derivanti da attività lavorativa prestata in favore di soggetti che svolgono attività in concorrenza con le società del gruppo FS, è parzialmente cumulabile con redditi da lavoro dipendente svolto in favore di aziende non in concorrenza (nel limite massimo dell’ultima retribuzione mensile ragguagliata ad anno), è totalmente cumulabile con reddito da lavoro autonomo.

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Ulteriori precisazioni possono essere attinte dalla disciplina normativa in materia, nonché dalla sopra citata circolare Inps n. 78/2011.

Avv. Emanuela Manini

Riduzione contributo previdenziale dovuto dai lavoratori autonomi pensionati presso le gestioni Inps, nella misura della metà. (Art. 59 comma 15 L. n. 449.1997)

Riduzione del contributo previdenziale dovuto dai lavoratori autonomi pensionati presso le gestioni Inps, nella misura della metà. Una riflessione sulla disciplina, introdotta dall’art. 59, comma 15, L. n. 449/1997.

Ci vengono chiesti chiarimenti sulla possibilità per i lavoratori autonomi, già titolari di pensione presso le gestioni Inps, con più di 65 anni di età, di invocare la riduzione del contributo previdenziale, nella misura del 50% del dovuto.

Sul punto, si precisa che la innovazione legislativa in materia di contribuzione ridotta è stata introdotta dall’art. 59, comma 15, L. 449/1997 (“Misure per la stabilizzazione della finanza pubblica”), rubricato “Disposizioni in materia di previdenza, assistenza, solidarietà sociale e sanità”, il quale ha disposto che a decorrere dal 1 gennaio 1998 la contribuzione previdenziale dovuta dai lavoratori autonomi già pensionati presso le gestioni Inps può essere, a domanda dell’interessato, applicata nella misura del 50% dell’importo dovuto. La citata disposizione ha previsto che per i lavoratori per i quali la pensione è liquidata in tutto od in parte con il sistema retributivo, a fronte della riduzione del versamento contributivo, il relativo supplemento di pensione è corrispondentemente ridotto alla metà all’atto della sua liquidazione (decorsi 5 anni dalla data di decorrenza della pensione, ovvero, per una sola volta, decorsi 2 anni dalla decorrenza della pensione o del precedente supplemento).

La riduzione ha ad oggetto i contributi pensionistici (con esclusione, quindi, della contribuzione della tutela per la maternità e per gli orfani dei lavoratori) dovuti sia sul minimale di reddito che sulla quota eccedente il minimale, da parte dei pensionati ultrasessantacinquenni, siano essi titolari di impresa che collaboratori familiari.

In sintesi, a fronte del sopra citato quadro legislativo, al fine di potere usufruire della riduzione della contribuzione è necessaria la sussistenza delle seguenti condizioni:

1) la percezione di trattamento pensionistico presso le gestioni Inps (sono esclusi dalla applicazione della norma i titolari di pensione di reversibilità; 2) la continuazione della prestazione della attività lavorativa dopo la percezione del trattamento pensionistico; 3) il compimento di 65 anni di età.

Poiché la disciplina in commento prevede la facoltà di applicare il contributo previdenziale nella misura della metà, cui corrisponde la riduzione nella stessa misura del supplemento di pensione, il contribuente interessato dovrà presentare domanda di riduzione alla sede Inps, competente per territorio, con decorrenza del beneficio a far data dal mese successivo alla presentazione della domanda (non già dal compimento del sessantacinquesimo anno di età).

Conclusivamente, non si trascuri di considerare, prima della presentazione della domanda, che al risparmio dell’onere contributivo per il lavoratore/pensionato fa da contrappunto la riduzione (nella metà) del supplemento di pensione.

Avv. Emanuela Manini