Tag Archives: Giudice del Lavoro

Sentenza di Prato

EM/mg commento sentenza del 21.10.09 del tribunale di prato giudice del lavoro

scarica la sentenza

ESERCIZIO CONTEMPORANEO DI ATTIVITA’ LAVORATIVE AUTONOME ASSOGGETTABILI A DIVERSE FORME DI ASSICURAZIONE PREVIDENZIALE OBBLIGATORIA. VERSAMENTO DELLA CONTRIBUZIONE DA PARTE DELL’ASSICURATO NELLA GESTIONE PREVIDENZIALE DOVE EGLI ESERCITI IN PREVALENZA LA PROPRIA ATTIVITA’ LAVORATIVA. COMMENTO ALLA SENTENZA 21.10.2009 DEL TRIBUNALE DI PRATO, GIUDICE DEL LAVORO.

Una sentenza del Tribunale di Prato, giudice del lavoro, torna sul tema dell’esercizio contemporaneo di attività lavorative autonome soggette a diverse forme di assicurazione previdenziale obbligatoria e dell’obbligo di versamento della contribuzione nella gestione dove l’assicurato svolga attività prevalente ed abituale, a fronte del divieto di coesistenza di due iscrizioni contributive, afferenti lo stesso periodo lavorato.

Il caso prende avvio dalla opposizione di un lavoratore autonomo a cartella esattoriale contenente contributi e somme aggiuntive afferenti la gestione commercianti, riferita agli anni 2006 – 2007, promossa dall’opponente, assistito dall’Avv. GianLuca Braschi, dinanzi al Tribunale di Prato, giudice del lavoro, avverso l’Inps.

Nell’ambito del proprio ricorso giudiziario, sosteneva il ricorrente di avere svolto attività nella società, di cui era socio, in maniera non abituale né prevalente, essendo egli iscritto, per lo stesso periodo e per attività espletata nei confronti di altra società, nella gestione separata Inps.

Per l’effetto, concludeva nel senso di non essere tenuto al versamento della contribuzione nella gestione Inps commercianti, anche in ragione del divieto di doppia contribuzione, ai sensi dell’art. 1, comma 208, L. 662/1996.

Si costituiva in giudizio l’Inps, sostenendo la debenza da parte del ricorrente della contribuzione nella gestione commercianti, non versata, atteso che tale gestione era stata aperta su richiesta dell’assicurato, cui aveva fatto seguito una domanda di cancellazione solo nell’anno 2009, ed, inoltre, proseguiva ancora l’Inps, non era stata fornita alcuna prova in ordine alla gestione, nella quale sarebbe stata svolta dall’opponente in via prevalente ed abituale la attività lavorativa.

Il Tribunale di Prato accoglieva la domanda del ricorrente, facendo proprie le argomentazioni di quest’ultimo, nel senso che non è consentita la coesistenza di due iscrizioni per lo stesso periodo, ed, inoltre, grava sull’ente previdenziale e non sull’assicurato, la prova, non assolta dal primo, della prevalenza dell’esercizio della attività lavorativa nella gestione, nell’ambito della quale è pretesa la contribuzione.

La sentenza in commento offre lo spunto per riflettere sul caso, non infrequente, di chi eserciti contemporaneamente più attività lavorative autonome (si pensi al caso di chi esercita, in una o più imprese, attività commerciale ed artigiana, ovvero all’amministratore di società che operi anche in forza del rapporto di socio) tutte soggette all’obbligo contributivo, ed a fronte di ciò, presso quale gestione contributiva debba essere effettuato il versamento.

Sul punto, la L. 662/1996, art. 1, comma 208, ha disposto che per il caso di esercizio contemporaneo, anche in un’unica impresa, di varie attività autonome assoggettabili a diverse forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia, superstiti, deve effettuarsi la iscrizione nella assicurazione prevista per l’attività alla quale sia dedicata la opera professionale in misura prevalente, spettando all’Inps di decidere sulla iscrizione nella assicurazione corrispondente alla attività prevalente.

Da tale previsione discende la funzione della citata disposizione, ovvero risolvere la pluralità di attività autonome assoggettabili a diverse forme di assicurazione obbligatoria in un unico rapporto assicurativo (l’assicurazione prevista per l’attività alla quale il soggetto dedica personalmente la sua opera professionale in misura prevalente) evitando, con il criterio della prevalenza, una duplicazione di rapporti assicurativi.

Del resto, la giurisprudenza, dopo alcune oscillazioni, ha ritenuto che la finalità della iscrizione prevista dalla l. 662/1996 non è quella di duplicare la posizione assicurativa di un soggetto, neppure consentita (cfr. Cass. Civ. 4676/2008; Cass. Civ. 20886/2008), bensì quella di estendere la copertura assicurativa previdenziale nei confronti di soggetti esclusi da ogni obbligo assicurativo.

Di qui, conclusivamente, dovrà ammettersi l’obbligo di versamento della contribuzione previdenziale, pure a fronte di una pluralità di attività lavorative, nella gestione previdenziale, dove sia svolta la attività in via prevalente e continuativa.

Avv. Emanuela Manini

commento a sentenza del 5-6-09

Scarica la sentenza

Nota a sentenza 5/6/2009 del Tribunale di Firenze, Sez. Lav. nell’ambito di una controversia, instaurata con la procedura dell’art. 700 cpc, da una lavoratrice avverso Trenitalia Spa, volta ad invocare la sospensione della efficacia del provvedimento, con cui, all’atto della sua immissione in servizio, era assegnata ad un impianto di lavoro, diverso da quello da ultimo occupato.

—°—

All’esito di un giudizio, intrapreso dinanzi al Tribunale di Firenze, Giudice del Lavoro, confermato nei successivi gradi di impugnazione, era riconosciuta la illecita intermediazione di mano d’opera, nonché la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato tra una lavoratrice e le Ferrovie dello Stato (in seguito denominate Trenitalia Spa), con diritto della stessa ad essere immessa nei ruoli della società nella sede di origine assegnata (Firenze) e nella qualifica riconosciuta.

All’atto della esecuzione della sopracitata sentenza, Trenitalia Spa, prospettando la impossibilità della collocazione presso la sede di appartenenza, assegnava la dipendente ad altro impianto di lavoro, dove la dipendente era invitata a prendere servizio.

Radicato dalla lavoratrice, rappresentata e difesa dall’Avv. Emanuela Manini, procedimento cautelare, ex art. 700 cpc, dinanzi al Tribunale di Firenze, il Giudice adito, a scioglimento della sua riserva, ordinava a Trenitalia Spa la immediata sospensione del provvedimento di assegnazione della ricorrente a sede di lavoro diversa da quella assegnata con sentenza di accertamento della illecita interposizione di manodopera (Firenze), ordinando alla società la sua adibizione alla predetta sede.

In particolare, ha osservato il Tribunale che risultava evidente la inottemperanza della società alle pronunce giudiziali di riconoscimento del rapporto di lavoro, proprio della lavoratrice, con Trenitalia Spa, a nulla rilevando la prospettata impossibilità di utilizzare presso la sede originaria la prestazione lavorativa della ricorrente, trattandosi di un aspetto da valutare, ai sensi dell’art. 2103 cc., in relazione al successivo corretto esercizio del potere di individuazione della sede di lavoro e della eventuale adozione di un trasferimento, nei limiti della disciplina contrattualistica di settore.

Inoltre, il Tribunale di Firenze, ha rilevato la sussistenza, nella fattispecie in esame, del periculum in mora, trattandosi di una lavoratrice, madre di un bambino in tenerissima età, la cui assegnazione ad una sede di lavoro molto lontana dal nucleo familiare avrebbe provocato pregiudizi irreparabili alla propria situazione familiare.

La ricorrente ha, dunque, potuto fare ritorno presso la propria sede di lavoro, in attesa del pronunciamento della fase di merito.                                                       Avv. Emanuela Manini