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Disciplina dell’apprendistato, chiarimenti applicativi

Disciplina dell’apprendistato, introdotta dal dlgs 15 settembre 2011 n. 167 (T.U. dell’apprendistato), e dalla l. n. 92/2012. Chiarimenti applicativi apportati dalla circolare Inps n. 128 del 2/11/2012.

Con circolare n. 128 del 2/11/2012, rubricata “Apprendistato Dlgs 15 settembre 2011 n. 167 (T.U. dell’apprendistato). Legge 12 novembre 2011 n. 183, art. 22”, l’Inps, a fronte del riordino della materia dell’apprendistato, attuato con una sequela di interventi legislativi – Dlgs n. 167/2011, L. n. 92/2012, L. n. 134/2012 (di conversione del D.L. n. 83/2012) – riassume i principali aspetti dell’istituto contrattuale, con particolare interesse ai tratti più marcatamente contributivi.

Di seguito, si ripercorrono gli aspetti salienti della disciplina.

L’art. 1 Dlgs n. 167/2011 definisce l’apprendistato come un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani. Tre sono le tipologie di apprendistato:

– apprendistato per la qualifica professionale. Esso è applicabile a tutti i settori di attività, è rivolto a giovani in età compresa tra 15 anni e 25 anni ed è finalizzato al conseguimento di una qualifica o di un diploma professionale;

– apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere. Esso è applicabile a tutti i settori di attività, pubblici e privati, è finalizzato al conseguimento di una qualifica professionale ai fini contrattuali, si rivolge a soggetti in età compresa tra i 18 anni ed i 29 anni, ha durata non superiore a 3 anni, ovvero a 5 anni per i profili caratterizzanti la figura dell’artigiano, individuati dalla contrattazione collettiva di riferimento;

– apprendistato di alta formazione e ricerca. Anch’esso applicabile a tutti i settori di attività, pubblici e privati, si rivolge a giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, ed è finalizzato al conseguimento di un titolo di studio di livello secondario superiore, ovvero a titoli di studio universitari e di alta formazione, compresi i dottorati di ricerca, alla specializzazione tecnica superiore, al praticantato per l’accesso e professioni ordinistiche o per esperienze professionali;

– apprendistato per lavoratori in mobilità. Esso si rivolge ai lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, e prescinde dai requisiti di età del lavoratore, previsti dalla disciplina generale.

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Sul fronte della tutela previdenziale ed assistenziale, la sopracitata disciplina nulla innova rispetto alla previgente normativa (L. 296/2006, D.M. 28/3/2007) nel senso che gli apprendisti rimangono tutelati dall’IVS, malattia, maternità, assegno per il nucleo familiare, Inail.

A seguito delle modifiche, introdotte dalla L. n. 92/2012, dal 1/1/2013 anche gli apprendisti saranno destinatari dell’ASPI (Assicurazione sociale per l’impiego), la quale si aggiunge alle sopra elencate assicurazioni.

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Quanto ai limiti numerici nelle assunzioni di apprendisti, la L. n. 92/2012 ha fissato nuovi parametri quantitativi (fino al 31/12/2012 il numero di soggetti che un datore di lavoro può assumere con contratto di apprendistato non può superare il 100 per cento delle maestraenze; a partire dal 1/1/2013 la relazione non può superare il rapporto di 3 a 2, mentre è mantenuto il rapporto del 100 per cento per il caso di aziende che occupino un numero inferiore a 10 unità.

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Da ultimo, il Dlgs 167/2011 ribadisce l’esclusione degli apprendisti dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l’applicazione di particolari normative ed istituti, fatte salve specifiche previsioni di legge o di contratto collettivo.

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Per ulteriori approfondimenti in tema di istruzioni operative, si rinvia alla circolare Inps n. 128/2012.

Avv. Emanuela Manini

CONTRATTO DI APPRENDISTATO TRA PROFESSIONISTA E LAVORATORE DIPLOMATO

EM/mg commento su contratto di apprendistato, illegittimità, pagamento contribuzione, sentenza n. 19834.2010 corte di cassazione

CONTRATTO DI APPRENDISTATO STIPULATO DA UN PROFESSIONISTA CON UN LAVORATORE MUNITO DI DIPLOMA RILASCIATO DALL’ISTITUTO PER GEOMETRI.ILLEGITTIMITA’ DEL CONTRATTO CON CONSEGUENTE OBBLIGAZIONE A CARICO DEL PROFESSIONISTA DI PAGARE LA CONTRIBUZIONE RELATIVA AL RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO NELLA MISURA ORDINARIA ANZICHE’ AGEVOLATA. BREVE COMMENTO ALLA SENTENZA N. 19834/2010 DELLA CORTE DI CASSAZIONE.

La Corte di Cassazione, con la recentissima sentenza n. 19834/2010, confermando la pronuncia nel merito della Corte d’Appello, ha statuito che il lavoratore in possesso di diploma dell’Istitituto Geometri, al quale viene impartita durante la frequenza scolastica una preparazione in materia di disegno tecnico, non può essere assunto con contratto di apprendistato volto al conseguimento di formazione specifica in tale materia, con la conseguenza che l’Inps ha diritto al recupero della contribuzione nella misura differenziata tra la misura ordinaria e la misura agevolata, da escludersi nel caso di specie.

La vicenda prende avvio a seguito dell’invio di cartella esattoriale ad un professionista, volta al recupero della contribuzione dovuta nella posizione assicurativa Inps di un lavoratore, munito di diploma di geometra, nonché assunto con contratto di apprendistato volto allo svolgimento di mansioni di disegnatore tecnico.

A seguito della instaurazione del giudizio avverso la predetta cartella esattoriale, il Tribunale adito accoglieva il ricorso presentato dal professionista, ma la Corte di Appello, adita dall’Istituto previdenziale, riformava la statuizione assunta in primo grado, stabilendo la illegittimità del contratto di apprendistato stipulato con un lavoratore munito di diploma di geometra, ammesso all’apprendimento di attività di disegnatore tecnico.

La Corte di Cassazione, adita in terzo grado, ha confermato la pronuncia in grado di appello, ribadendo la valutazione di illegittimità di tale contratto alle concrete statuizioni contenute nel rapporto di lavoro.

In tale contesto, ha proseguito la Suprema Corte, alcun contrasto è configurabile con il disposto legislativo dell’art. 16, comma 2, L. 196/1997, secondo cui è consentito un minore impegno formativo “per i soggetti in possesso di titolo di studio post obbligo o di attestato di qualifica professionale idonei rispetto all’attività da svolgere”, atteso che l’accesso al regime contributivo agevolato deve essere riservato solo ai casi in cui l’addestramento pratico consenta la acquisizione di conoscenze specifiche di cui il lavoratore non sia munito, con esclusione, pertanto, dei casi, quali l’odierno, in cui tale addestramento si riveli del tutto inutile.

Avv. Emanuela Manini