Ultime novità in materia di lavoro e di famiglia

ASSEGNO DI DIVORZIO, LE NUOVE CONDIZIONI PER IL RICONOSCIMENTO. La Corte di Cassazione, con la sentenza 25697 del 27/10/2017 ha confermato l’orientamento espresso con la sentenza 11504 del 10/5/2017 in tema di Leggi tutto »

Ultimi aggiornamenti in materia di lavoro e previdenza

LAVORI GRAVOSI ESENTATI DALL’ATTESA DEI 67 ANNI, QUESTE LE CATEGORIE. Di seguito si indicano le categorie, ad oggi proposte, da inserire tra i lavori gravosi, esentati dall’aumento dell’età pensionabile a 67 anni Leggi tutto »

Illegittimità del licenziamento disciplinare intimato ad un dipendente di Trenitalia Spa per non avere ottemperato ad un trasferimento

Licenziamento disciplinare di un dipendente di Trenitalia spa, che aveva rifiutato di recarsi in un impianto diverso da quello di assegnazione, a seguito di un trasferimento. Legittimo esercizio di autotutela, di cui Leggi tutto »

TEMPO IMPIEGATO PER INDOSSARE LA DIVISA

IL TEMPO IMPIEGATO PER INDOSSARE LA DIVISA E’ DA CONSIDERARE LAVORO E VA PERTANTO RETRIBUITO? IL PUNTO ALLA LUCE DELLA RECENTISSIMA GIURISPRUDEN-ZA (Cass. Civ. Sez. Lav. 3/2/2017 N. 2965). —°— Disciplina Legislativa. Leggi tutto »

Mansioni superiori per un dipendente di Trenitalia Spa

Dipendente di Trenitalia Spa con inquadramento nel livello D, operatori specializzati, CCNL della Mobilità 20/7/2012. Svolgimento di mansioni superiori nel livello professionale B, tecnici specializzati. Riqualificazione del dipendente. Commento alla sentenza n. Leggi tutto »

Società di gestione di immobili ed iscrizione alla gestione commercianti Inps

Società di gestione di immobili, in proprietà della società, niente obbligo di iscrizione alla Gestione Commercianti dell’Inps da parte dei soci. Con avviso di addebito, l’Inps invocava nei confronti del socio accomandatario Leggi tutto »

Ordine giudiziale di reintegra del lavoratore, illegittimamente licenziato, ed inadempimento da parte del datore di lavoro.

Ordine giudiziale di reintegra del lavoratore, illegittimamente licenziato, ed inadempimento da parte del datore di lavoro. Esecuzione coattiva della sentenza quanto agli adempimenti formali del rapporto di lavoro. Breve commento ad ordinanza Leggi tutto »

Decesso del familiare di lavoratore per esposizione all’amianto

Decesso del familiare di lavoratore dipendente di FS Spa/RFI Spa per mesotelioma pleurico a seguito di esposizione indiretta all’amianto. Risarcimento del danno agli eredi. Breve commento alla sentenza del Tribunale di Bologna Leggi tutto »

Alternanza scuola lavoro. Circolare INAIL 44/2016

Studenti impegnati in attività di alternanza scuola lavoro. Legge n. 107/2015. I chiarimenti apportati in materia dalla circolare Inail n. 44 del 21/11/2016. Con circolare n. 44 del 21/11/2016, l’Inail è intervenuta Leggi tutto »

Illegittimità della sanzione disciplinare inflitta ad un dipendente di Trenitalia Spa

Illegittimità della sanzione disciplinare inflitta ad un dipendente di Trenitalia Spa per omessa effettuazione della condotta nella giornata di sciopero. Tardiva affissione dei treni garantiti. Breve commento alla sentenza n. 4276/2016 del Leggi tutto »

Licenziamento disciplinare e rifiuto di condurre il treno con modalità ad agente unico

Licenziamento disciplinare di un dipendente di Trenitalia Spa, intimato a seguito del reiterato rifiuto del lavoratore a condurre il treno con modalità “ad agente unico”. Declaratoria di illegittimità del licenziamento ed ordine Leggi tutto »

Superamento del comporto per malattia nel settore ferroviario e dichiarazione di illegittimità del licenziamento.

COMPORTO PER MALATTIA NEL SETTORE FERROVIARIO. CORRETTA INTERPRETAZIONE DELLA CLAUSOLA COLLETTIVA IN MATERIA (ART. 32 CCNL ATTIVITA’ FERROVIARIE 2012) DICHIARAZIONE DI ILLEGITTIMITA’ DEL LICENZIAMENTO PER SUPERAMENTO DEL PERIODO DI COMPORTO. Si segnala Leggi tutto »

Tutto sulle pensioni ai superstiti

 TUTTO SULLE PENSIONI AI SUPERSTITI La pensione ai superstiti è di due categorie: 1) pensione di reversibilità, la quale spetta al coniuge di persona deceduta, già in pensione al momento della morte; Leggi tutto »

Intermediazione illecita di manodopera negli appalti ferroviari. Prescrizione dei crediti retributivi

Intermediazione illecita di manodopera nell’ambito degli appalti ferroviari. Prescrizione delle differenze retributive maturate nei confronti della società intermittente. Insussistenza. Breve commento alla sentenza n. 146/2016, pronunciata in data 16/2/2016 dalla Corte di Leggi tutto »

Legge di Stabilità 2016, le novità più rilevanti

Legge di Stabilità 2016, le novità più rilevanti. 1) Nuove regole per la contribuzione Inps artigiani/commercianti. Viene modificato il regime previdenziale di vantaggio per gli artigiani e i commercianti iscritti alle relative Leggi tutto »

Tassazione separata delle somme percepite nell’ambito di una transazione novativa

Tassazione separata delle somme percepite nell’ambito di una transazione novativa, ancora una conferma dalla Commissione Tributaria provinciale di Firenze. Con sentenza n. 1332 del 26/10/2015 la Commissione Tributaria provinciale di Firenze consolida Leggi tutto »

Società di gestione di immobili ed obbligo contributivo

Iscrizione alla gestione commercianti presso l’Inps. Svolgimento di attività di impresa, consistente nella gestione di immobili di proprietà. Esclusione dall’obbligo contributivo. Breve commento alla sentenza n. 1079/2015 del Tribunale di Firenze, sez. Leggi tutto »

Transazione novativa e regime di tassazione separata

Somme corrisposte al lavoratore nell’ambito di transazione novativa. Regime di tassazione separata. Breve commento alla sentenza n. 1259/2015 pronunciata dalla Commissione Tributaria Provinciale di Firenze. Con sentenza n. 1259/2015 la Commissione Tributaria Leggi tutto »

TEMPO IMPIEGATO PER INDOSSARE LA DIVISA

IL TEMPO IMPIEGATO PER INDOSSARE LA DIVISA E’ DA CONSIDERARE LAVORO E VA PERTANTO RETRIBUITO? IL PUNTO ALLA LUCE DELLA RECENTISSIMA GIURISPRUDEN-ZA (Cass. Civ. Sez. Lav. 3/2/2017 N. 2965).
—°—
Disciplina Legislativa.
Per chiarire se il tempo impiegato per indossare e dismettere la divisa sia da considerare attività lavorativa occorre partire dalla definizione di orario di lavoro.
L’art. 3 D.L. n. 692/1923 ha definito lavoro effettivo “ogni lavoro che ri-chieda una applicazione assidua e continuativa”, in seguito, l’art. 1, comma 2, lett. a) Dlgs n. 66/2003 ha circoscritto il campo dell’orario di lavoro “a qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni”.
La sopracitata normativa, stante il carattere generico delle definizioni adotta-te, ha indotto la giurisprudenza, di legittimità e di merito, a ritenere che essa non preclude di ritenere che il tempo impiegato per indossare la divisa sia da considerarsi lavoro effettivo, e che come tale debba essere retribuito, tuttavia occorre che tale operazione sia diretta dal datore di lavoro, il quale ne disci-plina il tempo ed il luogo di esecuzione (Cass. Civ. 2965/2017; 1352/2016, 7396/2015; 9215/2012).
—°—
Eterodirezione ed orario di lavoro.
Una volta risultato chiarito che per qualificare il tempo impiegato per indos-sare la divisa come lavoro è indispensabile la soggezione del lavoratore al da-tore di lavoro, occorre individuare quali sono gli indici rivelatori della etero-direzione nella fase di vestizione/svestizione dell’abito da lavoro.
Le principali caratteristiche delineate dalla giurisprudenza sono:
– dove sia data facoltà al lavoratore di scegliere il tempo ed il luogo dove in-dossare la divisa (anche presso la propria abitazione, prima di recarsi al lavo-ro) la relativa attività costituisce atto preparatorio allo svolgimento della atti-vità di lavoro, e come tale non deve essere retribuito, al contrario, se tale operazione è diretta dal datore di lavoro, che ne disciplina il tempo ed il luo-go della esecuzione, essa rientra nel novero del lavoro effettivo e come tale va retribuita (Cass. Civ. 15734/2003);
– un indice assai rilevante della eterodirezione è costituito dall’obbligo di in-dossare la divisa all’interno del luogo di lavoro (Trib. Taranto 20/12/2012, Trib. Milano 6/6/2006), a maggiore ragione, qualora il datore di lavoro predi-sponga nell’ambiente di lavoro appositi spogliatoi tale circostanza conferma l’assoggettamento del lavoratore ai poteri datoriali anche nella fase prelimi-nare della vestizione.
Sul punto, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con risposta ad interpello n. 13/2010, ha chiarito: “ove l’accesso al punto di raccolta per pre-levare e riporre la divisa ed i dispositivi di protezione individuale costituisca una mera comodità per il lavoratore, l’orario decorre dal momento in cui il lavoratore è a disposizione del datore di lavoro…viceversa, se è richiesto al lavoratore di recarsi al punto di raccolta per utilizzare un particolare mezzo di trasporto o per reperire la strumentazione necessaria, o comunque, di por-si a disposizione del datore di lavoro presso detto punto raccolta entro un de-terminato momento, è da quest’ultimo che deve computarsi l’orario di lavo-ro”.
Conclusivamente, una volta accertata la sussistenza della eterodirezione, il tempo impiegato per indossare e dismettere la divisa, deve essere retri-buito (per tutte Cass. Civ. Sez. U. 11828/2013).
—°—
Quantificazione del tempo per indossare/dismettere la divisa.
La soluzione della quantificazione del tempo – tuta non è univoca e sconta la assenza della disciplina legislativa e contrattualistica in materia.
Per alcuni Tribunali, il riconoscimento della retribuzione deve essere parame-trato al tempo indispensabile per eseguire le operazioni in questione secondo la normale diligenza, esso, inoltre, deve essere retribuito solo in relazione alle giornate di effettiva presenza (Trib. Milano 13/12/2011; Trib. Latina 1/3/2011).
Di contrario avviso la Corte di Cassazione, la quale afferma che la determi-nazione del tempo in questione deve essere effettuata in via equitativa e for-fettaria, stante la difficoltà di accertare con precisione la durata del tempo in questione (Cass. Civ. 13010/2014).
Osservazioni conclusive.
Si può concludere che una volta che risulti accertata: la eterodizione ovvero l’obbligo per il lavoratore di indossare la divisa presso il luogo di lavoro (es-sendo preclusa la vestizione/svestizione presso la propria abitazione, si pensi al personale ferroviario); la dotazione di appositi spogliatoi all’interno del luogo di lavoro; la predeterminazione del tempo e del luogo di esecuzione, il tempo impiegato per indossare la divisa rientra nel lavoro effettivo e di con-seguenza deve essere retribuito.
—°—
Avv. Emanuela Manini

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Mansioni superiori per un dipendente di Trenitalia Spa

Dipendente di Trenitalia Spa con inquadramento nel livello D, operatori specializzati, CCNL della Mobilità 20/7/2012.

Svolgimento di mansioni superiori nel livello professionale B, tecnici specializzati. Riqualificazione del dipendente. Commento alla sentenza n. 302/2017 del Tribunale di Livorno, sez. lav.

Si segnala la sentenza n. 302/2017 del Tribunale di Livorno, sez. lav. pronunciata nell’ambito di controversia promossa da un dipendente di Trenitalia Spa, con inquadramento nel livello professionale D, operatori specializzati, patrocinato dall’Avv. Emanuela Manini, avente ad oggetto il riconoscimento dell’inquadramento nel superiore livello professionale B, tecnici specializzati, CCNL della Mobilità 20/7/2014.

Trattandosi di domanda volta al riconoscimento di mansioni superiori, il lavoratore ha ripercorso nell’ambito del processo le fasi del procedimento logico giuridico richiesto per tali tipi di controversie, ovvero la individuazione delle qualifiche e dei gradi previsti dal contratto collettivo di categoria, l’accertamento in fatto delle attività lavorative in concreto svolte, il raffronto dei risultati di tali due indagini.

All’esito di tale complesso procedimento, è risultato accertato che il lavoratore, inquadrato come operatore specializzato ed ammesso ad attività di manutenzione dei rotabili presso la officina di Livorno, a far data dal mese di maggio 2012 fosse stato trasferito presso l’impianto di Fiorentina di Piombino ed ammesso all’espeltamento dei processi di manutenzione dei carri in dotazione alla Divisione Cargo, effettuando in autonomia le operazioni di check in e check out, la assegnazione del mezzo in riparazione ed il successivo controllo di idoneità del lavoro svolto.

Aspetto qualificante del superiore livello professionale è risultato essere lo svolgimento della attività in piena autonomia operativa, nonché con margini di discrezionalità, e con assunzione della relativa responsabilità, seppure nell’ambito delle procedure ed istruzioni ricevute, proprie della superiore declaratoria contrattuale.

Di qui, il Tribunale ha concluso nel senso del riconoscimento al lavoratore del diritto al superiore livello di inquadramento B CCNL Mobilità a partire dal mese di agosto 2012, ed ha condannato Trenitalia Spa al pagamento delle relative differenze retributive, oltre interessi e rivalutazione, e spese processuali.

Firenze lì, 15 giugno 2017

Avv. Emanuela Manini

Allegati: sentenza 302/2017

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Società di gestione di immobili ed iscrizione alla gestione commercianti Inps

Società di gestione di immobili, in proprietà della società, niente obbligo di iscrizione alla Gestione Commercianti dell’Inps da parte dei soci.

Con avviso di addebito, l’Inps invocava nei confronti del socio accomandatario ed amministratore di una società in accomandita semplice (Sas), gerente il patrimonio immobiliare in proprietà della predetta società, il pagamento della contribuzione pretesa a seguito della iscrizione d’ufficio alla gestione commercianti.

Avverso l’avviso di addebito il socio della società adiva il Tribunale di Firenze, sez. lavoro, con il patrocinio dell’Avv. GianLuca Braschi, richiamando la giurisprudenza di legittimità che nega l’obbligo di iscrizione alla gestione commercianti da parte dei soci di società di persone che abbiano locato a terzi immobili di proprietà e si limitino a riscuotere i canoni, senza esercitare attività commerciali, concludendo per la infondatezza sostanziale della pretesa contributiva per difetto dei requisiti oggettivi e soggettivi richiesti per legge.

Il Tribunale adito accoglieva la opposizione del socio con sentenza, che di seguito veniva appellata dall’Inps.

La Corte di Appello di Firenze, sez. lav., con sentenza 531/2017, ha rigettato l’appello promosso dall’Inps, ed ha confermato la pronuncia in primo grado.

In particolare, la Corte di Appello ha ripercorso i requisiti che devono sussistere per l’obbligo di iscrizione nella gestione commercianti Inps, ovvero:

1) che i soggetti siano titolari o gestori di impresa organizzata e/o diretta prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia; 2) che abbiano la piena responsabilità dell’impresa ed assumano gli oneri ed i rischi relativi alla sua gestione; 3) che partecipino personalmente al lavoro aziendale con carattere di abitualità e previdenza; 4) che siano in possesso, ove previsto, di licenza e/o autorizzazioni e/o siano iscritti in albi o registri.

Con riguardo alle imprese commerciali proprietarie di immobili locati a terzi, richiamando la consolidata giurisprudenza di legittimità, la Corte di Appello di Firenze ha affermato che la attività di mera riscossione di canoni di immobili locati a terzi non costituisce attività di impresa, indipendentemente dal fatto che ad esercitarla sia una attività commerciale, e pertanto non fa insorgere l’obbligo contributivo a carico dei soci.

Di qui, l’integrale rigetto dell’appello promosso dall’Inps.

—°—

allegato: sentenza 530/2017.

Avv. Emanuela Manini

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