Novità in materia di lavoro e previdenza Febbraio 2019


LIMITI DIMENSIONALI DELLA IMPRESA ARTIGIANA.

Affinchè una impresa possa essere considerata artigiana, essa non può avere un numero di dipendenti che ecceda: 1) per l’impresa che non lavora in serie, un massimo di 18 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 9 (il numero complessivo è elevabile a 22); 2) per l’impresa che lavora in serie, purchè non del tutto automatizzata, un massimo di 9 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5 ( il numero complessivo è elevabile a12); 3) lavorazioni artistiche, tradizionali e dell’abbligliamento su misura,un massimo di 32 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a16 ( il numero complessivo è elevabile a 40); 4) per l’impresa di trasporto, un massimo di 8 dipendenti, non è previsto l’impiego di apprendisti); 5) per imprese di costruzioni edili, un massimo di 10 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5 ( il numero complessivo è elevabile a 14).

Avv Emanuela Manini #limitidimensionaliimpresaartigiana

TRATTAMENTO PENSIONISTICO E SISTEMI DI CALCOLO DELLA PENSIONE. La pensione può essere calcolata con le seguenti modalità di calcolo: 1) sistema retributivo, vengono prese a base di riferimento le retribuzioni percepite nei dieci anni meno remoti rispetto alla data di cessazione del versamento della contribuzione; 2) sitema misto, si applica a chi abbia versato almeno 18 anni di contribuzione prima del 31 dicembre 1995, vengono prese a base di riferimento tutte le retribuzioni godute, rivalutate fino alla data del pensionamento; 3) sistema contributivo, viene presa a base di riferimento la contribuzione accreditata durante la vita lavorativa, trasformata in rendita mensile , applicando un coefficiente che tiene conto dell’età e della aspettativa di vita.

Avv Emanuela Manini.#sitemicalcolopensione

PUBBLICATO IN GAZZETTA UFFICIALE IL NUOVO CODICE DELLA CRISI DELL’IMPRESA E DELLA INSOLVENZA.

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 14/2019 recante il nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Il testo normativo sostituirà il RD 267/1942 decorsi 18 mesi dalla sua pubblicazione, ovvero a partire dal 15 agosto 2020, salvo proroghe. Scompaiono dal lessico le parore “fallito” e “ fallimento”, che saranno sostituite dalle parole “debitore” e” liquidazione giudiziale”. Tra le novità una fase di allerta per anticipare la crisi d’impresa, atttraverso un sistema attivabile dal debitore, o d’ufficio dal tribunale, su segnalazione anche della Agenzia Entrate e di enti previdenziali. Sarà attivato un organismo di composizione della crisi presso le Camere di Commercio.

Avv Emanuela Manini. #codicecrisiimpresa

PERMESSI SINDACALI PER DIRIGENTI PROVINCIALI E NAZIONALI, IL DATORE DI LAVORO PUO’ CONTROLLARE LA PARTECIPAZIONE ALLE RIUNIONI.

L’art 30 L 300/1970 ( Statuto Lavoratori) riconosce il diritto dei componenti degli organi direttivi, provinciali e nazionali, dei sindacati, a fruire di permessi retribuiti per partecipare alle riunioni degli organi suddetti. Tali permessi, a differenza di quelli concessi ai sensi dell’art 23 L citata ( finalizzati all’espletamento del mandato) , che non possono essere oggetto di controllo, possono esssere controllati dal datore di lavoro, il quale è autorizzato a verificare la effettiva partecipazione alla riunione. Pertanto,Il dipendente che risulti non avere partecipato alla riunione, è considerato assente dal lavoro per causa ad esso imputabile ( Cass civ lav 4943/2019). Avv Emanuela Manini #permessisindacalicontrolli

LICENZIAMENTO INTIMATO IN RAGIONE DEL TRASFERIMENTO DI AZIENDA E DIFETTO DI GIUSTIFICATO MOTIVO.

In caso di cessione di azienda, l’alienante conserva il potere di recedere dai rapporti di lavoro in essere, dunque il trasferimento di azienda non può impedire il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, tuttavia tale licenziamento deve avere fondamento nella struttura aziendale autonomamente considerata e non nella connessione con il trasferimento o nella finalità di agevolarlo. Ne discende che poichè il trasferimento d’azienda non costituisce in sé motivo di licenziamento, l’atto di recesso, fondato su di esso, è illegittimo ed il lavoratore deve essere reintegrato ( Cass civ lav 3186/2019).

Avv Emanuela Manini.#trasferimentoaziendalicenziamento

PIGNORAMENTO DEL TFR, QUALI SONO I LIMITI?

Per il caso di pignoramento del TFR, notificato al datore di lavoro, l’importo pignorabile è pari al quinto della somma maturata per tale titolo, per il caso di pignoramento successivo all’accredito del TFR, occorre distinguere: – se il TFR è accreditato prima del pignoramento, l’importo è pignorabile per la parte eccedente il triplo dell’assegno sociale ( nel 2019 euro 1359,00);-se l’importo è accreditato dopo la notifica del pignoramento ,esso è pignorabile per l’intero per crediti alimentari( previa autorizzazione del giudice), per la metà se vi siano più cause creditorie, per 1/5 per tutte le altre tipologie di credito.

Avv Emanuela Manini.#pignoramentot

PAGAMENTO DEL TFS/TFS DEI DIPENDENTI PUBBLICI CHE ACCEDONO A QUOTA 100.I dipendenti pubblici, che accedono alla pensione con Quota 100 ( 62 anni di età e 38 di contributi) conseguono il diritto al TFS/TFR al momento in cui tale diritto sarebbe maturato a seguito del raggiungimento dei requisiti per l’accesso alla pensione, con un differimento fino a 6 anni della riscossione. E’ possibile ricevere subito fino a 30.000 euro attivando un finanziamento a carico dell’interessato. ( DL 4/2019).

Avv Emanuela Manini.#quota100tfstfr

PEREQUAZIONE DELLE PENSIONI, ANNO 2019. Nell’anno 2019 il valore provvisorio della inflazione, registrato nel 2018, al quale agganciare la variazione delle pensioni, è pari ad 1,1 per cento. Le pensioni che beneficiano dell’aumento, nella misura sopraindicata, sono gli assegni di importo non superiore a tre volte il trattamento minimo (fino a 1.522,26). Le pensioni di importo superiore sono adeguate al tasso di inflazione in misura decrescente all’aumentare dell’assegno pensionistico.(legge bilancio 145/2018).

Avv Emanuela Manini.#perequazione2019

PACE CONTRIBUTIVA, DI CHE SI TRATTA?

La cd pace contributiva costituisce una forma di riscatto contributivo, richiedibile in via sperimentale dall’anno 2019 e per i due anni successivi dagli assicurati al Fondo pensione Inps dei lavoratori dipendenti e di altre gestioni, inclusa quella separata, che abbiano versato i contributi dal 1996 e che non vantino prima di tale anno alcun periodo di contribuzione, anche figurativa o da riscatto. Tali soggetti possono chiedere il riscatto di periodi non coperti da contribuzione obbligatoria fra il primo contributo versato e l’ultimo accreditato fino ad un massimo di 5 anni, anche non consecutivi. E’ possibile pagare il riscatto in rate mensili ( massimo 60) del valore pari ad almeno 30 euro.

Avv Emanuela Manini. #pacecontributiva

PENSIONE DI REVERSIBILITA’ PER IL FIGLIO SUPERSTITE INABILE, PRESUPPOSTI PER IL RICONOSCIMENTO.

In caso di morte del pensionato, il figlio superstite ha diritto alla pensione di reversibilità, ove maggiorenne, se riconosciuto inabile al lavoro ed a carico del genitore al momento del decesso di questi, laddove il requisito della “vivenza a carico” non si identifica con lo stato di convivenza o con una situazione di totale soggezione finanziaria del soggetto disabile, essendo necessario dimostrare che il genitore provvedeva, in via continuativa ed in misura prevalente, al mantenimento del figlio inabile. ( Cass civ 1861/2019).

Avv Emanuela Manini.#reversibilitàinabile

DEBITI CONTRIBUTIVI, TRASMISSIBILITA’ AGLI EREDI DELLA OBBLIGAZIONE DI PAGAMENTO DI CONTRIBUTI E SOMME AGGIUNTIVE. Per il caso di decesso di persona che non abbia versato la contribuzione previdenziale durante la vita, gli eredi sono tenuti al pagamento dei contributi non versati e delle somme aggiuntive, quale conseguenza automatica dell’inadempimento o del ritardo nell’adempimento della obbligazione contributiva ( circolare Inps 165/2001). Affinchè insorga l’obbligo di pagamento di contributi e somme aggiuntive, dovuti dalla persona deceduta all’Inps, è necessario che il chiamato all’eredità abbia acquistato la qualità di erede,attraverso la accettazione, espressa o tacita, della eredità. La obbligazione di pagamento non fa carico a chi abbia rinunciato all’eredità.

Avv Emanuela Manini.#debiticontributivierede

LAVORATORI USURATI E QUOTA 100.I lavoratori che hanno svolto nella loro vita lavorativa attività usuranti, possono accedere alla pensione con Quota 100, in particolare, la quota minima per il 2019 è di 97,6 con un minimo di 35 anni di contributi e 61 anni e 7 mesi di età. Fermo restando il requisito contributivo, quello anagrafico aumenta se il numero di notti lavorate nel corso dell’anno è inferiore a determinate soglie,ovvero si è svolto come lavoratore autonomo, arrivando in tale caso a 64 anni e 7 mesi. Fino al 2016 non è previsto l’adeguamento dei requisiti alla speranza di vita.

Avv Emanuela Manini. #lavoriusurantiquota100

LAVORI USURANTI, QUALI SONO? Sono considerati lavori faticosi ed usuranti le seguenti attività: 1) lavori in galleria, cava o miniera; 2) lavori in cassoni ad aria compressa; 3)lavori dei palombari; 4) lavori ad alte temperature; 5) addetti alla lavorazione del vetro cavo; 6) lavori espletati in spazi ristretti; 7) lavori di asportazione dell’amianto; 8) lavoratori notturni a turni, coloro che prestano attività per almeno 3 ore nell’intervallo tra le 24 e le 5 del mattino, per periodi pari all’anno lavorativo, gli addetti alla “linea catena”, i conducenti di veicoli, di capienza non inferiore a 9 posti compreso il conducente, adibiti a servizi pubblici di trasporto.

Avv Emanuela Manini.#lavoriusuranti

QUOTA 100, DIMISSIONI NON VALIDE SE CONDIZIONATE. Con messaggio 453/2019 l’Inps ha precisato che le dimissioni che siano state presentate dal lavoratore, al fine di inoltrare la domanda di pensione con Quota 100, contenenti la riserva di ritirare le dimissioni nel caso di cambiamento del testo del DL 4/2019 in sede di conversione, non sono valide ed è come se non fossero state presentate. Questo perchè la revoca delle dimissioni è inidonea ad eliminare l’effetto risolutivo del rapporto di lavoro, anche se presentate durante il preavviso, con la conseguenza che è necessario un nuovo contratto di lavoro per la ricostituzione del rapporto. La invalidità delle dimissioni con riserva comporterà la irricevibilità della domanda di pensione.

Avv Emanuela Manini.#dimissioniconriservapensione

PENSIONE ANTICIPATA 2019. La pensione anticipata è una prestazione erogata a lavoratori, dipendenti e autonomi, iscritti all’Ago o a forme sostitutive , esonerative ed integrative della medesima, nonchè alla gestione separata. Dal 2019 spetta: 1) agli uomini con 42 anni e 10 mesi, alle donne con 41 anni e 10 mesi, di contribuzione. Tali requisiti rimarranno invariati fino al 2026; 2) con il sistema contributivo, al compimento dei 64 anni di età, a condizione che risultino versati ed accreditati almeno 20 anni di contribuzione effettiva ( è esclusa la contribuzione figurativa) e che l’ammontare mensile della pensione risulti non inferiore ad un importo mensile pari a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale.

Avv Emanuela Manini.#pensioneanticipata2019

PENSIONE DI VECCHIAIA 2019.Nell’anno 2019 la pensione di vecchiaia si consegue con 67 anni di età e 20 di contribuzione. Alla pensione di vecchiaia si applica l’adeguamento alla speranza di vita, tuttavia nel 2019 tale adeguamento è stato congelato per chi svolge determinate attività, particolarmente faticose, per essi la pensione è conseguita a 66 anni e 7 mesi di età. Per raggiungere il requisito si possono sommare tutti i contributi versati, se si ricorre alla totalizzazione l’età richiesta è 66 anni. In caso di calcolo contributivo della pensione, essa decorre dal mese successivo al conseguimento dell’importo minimo della pensione.

Avv Emanuela Manini.#pensionevecchiaia

TERMINE DI PRESCRIZIONE DELLA COSTITUZIONE DI RENDITA VITALIZIA INPS. Il diritto del lavoratore alla costituzione di rendita vitalizia, di cui all’art 13 L 1338/1962, per effetto del mancato versamento dei contributi previdenziali, è soggetto al termine di prescrizione di 10 anni, decorrente dalla data di prescrizione del credito contributivo dell’Inps, senza che rilevi la conoscenza o meno, da parte del lavoratore, della omissione contributiva ( Cass civ sez lav 21302/2017).

Avv Emanuela Manini.#prescrizionerenditavitaliziainps

MANCATO VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI E COSTITUZIONE DI RENDITA VITALIZIA INPS, QUALE DOCUMENTAZIONE? Il lavoratore, che verifichi il mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro può chiedere all’Inps la costituzione di rendita vitalizia. La domanda deve essere corredata da idonea documentazione, avente data certa, quale il libretto di lavoro,le buste paga, la dichiarazione scritta resa all’epoca del rapporto di lavoro dal datore di lavoro. Tale documentazione è necessaria per fornire la prova della esistenza del rapporto di lavoro e la sua durata, mentre la misura della retribuzione corrisposta può essere provata anche con dichiarazioni scritte o con prova testimoniale,resa nel corso della causa intrapresa avverso l’Inps, in caso di rigetto amministrativo della domanda.

Avv Emanuela Manini.#renditavitaliziainpsdocumenti

OMESSO VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI DA PARTE DEL DATORE DI LAVORO, CHE FARE? Nel caso in cui il lavoratore verifichi l’omesso versamento dei contributi da parte del datore di lavoro deve denunciare all’Inps la evasione ( o la omissione) contributiva entro il termine di prescrizione di 5 anni, in questo modo il termine di prescrizione dei contributi si allunga a 10 anni, al fine di permettere all’Inps di procedere al recupero dei contributi. Laddove il lavoratore verifichi il mancato versamento dei contributi oltre il termine di prescrizione quinquennale, egli potrà chiedere la costituzione di rendita vitalizia, riscattando il periodo contributivo scoperto, con oneri a suo carico ( salva la facoltà di rivalersi nei confronti del datore di lavoro degli oneri sostenuti).

Avv Emanuela Manini.#omessoversamentocontributi

REDDITO DI CITTADINANZA E COMPATIBILITA’ CON ALTRE FORME DI ASSSISTENZA.

In linea generale, il reddito di cittadinanza, introdotto con DL 4/2019, non è cumulabile con forme di assistenza che richiedono la presentazione di ISEE o la valutazione del reddito ( per es la Naspi).Parimenti, non è cumulabile con prestazioni che aumentano il reddito del nucleo familiare, ad es. gli ammortizzatori sociali. In tutti questi casi, il reddito di cittadinanza integra le risorse già disponibili. Il reddito è invece cumulabile con il “premio alla nascita” ( assegno una tantum da 800,00 euro ), con il “bonus bebè” e con il “bonus nido” ( 1500,00 euro l’anno per rimborso spese asilo).

Avv Emanuela Manini.#redditocittadinanzaaltribenefici

ASSEMBLEA SINDACALE INDETTA DA UN SOLO COMPONENTE DI RSU. Il diritto di indire assemblee, di cui all’art 20 L 300/1970, rientra, quale agibilità sindacale, tra le prerogative attribuite non soltanto alla r.s.u. , quale organo collegiale, ma anche a ciscun componente della r,s.u. stessa, purchè quest’ultimo sia eletto nelle liste di un sindacato che, all’interno della azienda di riferimento, sia dotato di rappresentatività, ai sensi dell’art 19 L 300/1970 ( Cass civ 26011/2018).

Avv Emanuela Manini.#assembleasindacalersu

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