Category Archives: commenti a sentenze

Novità Luglio 2018 in materia di lavoro e previdenza

DA TEMPO DETERMINATO A TEMPO INDETERMINATO, RICONOSCIMENTO DELLA ANZIANITA’ DI SERVIZIO.
Il lavoratore che, a seguito della stipulazione di un contratto di lavoro a termine, venga assunto con un nuovo contratto a tempo indeterminato, ha diritto a vedersi riconosciuto il tempo in cui la attività lavorativa è stata svolta a tempo determinato. In particolare, qualora siano riconosciute maggiorazioni retributive in base alla anzianità di servizio, le stesse spettano al lavoratore inizialmente assunto con un contratto a termine ( Cass civ 7112/2018).
Avv Emanuela Manini.#contrattotermine

TRASFERIMENTO DI AZIENDA , AI SENSI DELL’ART 2112 CC, SECONDO IL TRIBUNALE DI ROMA.
Si configura come trasferimento di ramo di azienda, ai sensi dell’art 2112 cc, la fattispecie della cessione di un gruppo organizzato di lavoratori per fornire un servizio caratterizzato ed economicamente valutabile,senza che assuma rilevanza la eventuale incapacità del ramo di azienda a produrre un risultato finale autonomo nell’appalto accedente alla cessione. I lavoratori “trasferiti” conservano i diritti economici e normativi maturati al momento del trasferimento. ( Trib Roma 1647/2018).
Avv Emanuela Manini.#trasferimentoazienda

LICENZIAMENTO INDIVIDUALE PER MOTIVI OGGETTIVI, CRITERI DI SCELTA COLLETTIVI.
Nel caso di licenziamento intimato ad un lavoratore per motivi oggettivi( riduzione dell’appalto di pulizia), in presenza di altri lavoratori con mansioni fungibili, devono trovare applicazione in via analogica i criteri dei carichi di famiglia e della anzianità di servizio, applicati nei licenziamenti collettivi. Il licenziamento è pertanto illegittimo se non si sono stati rispettati tali criteri ed il lavoratore ha diritto alla indennità risarcitoria.( Cass Civ 19732/2018).
Avv Emanuela Manini.

RIDUZIONE DELLA RETRIBUZIONE PER I SOCI LAVORATORI DI COOPERATIVE, LEGITTIMA SOLO SE DI DURATA LIMITATA.
La riduzione del trattamento economico dei soci lavoratori di cooperative, previsto dall’art 6 legge 142/2001, sotto i valori minimi previsti dal contratto collettivo, è legittima solo se costituisce una misura per contrastare la crisi aziendale ed ha durata limitata nel tempo. Qualora la riduzione dello stipendio non abbia una indicazione di durata, la delibera di riduzione adottata dalla cooperativa è illegittima, con conseguente diritto del lavoratore al ripristino della retribuzione piena. ( Cass civ 19096/2018).
Avv Emanuela Manini.#retribuzionesociolavoratore

ASSEGNO DI INVALIDITA’ CIVILE, A CHI SPETTA?
L’assegno mensile di assistenza agli invalidi civili spetta agli invalidi parziali di età compresa tra i 18 ed i 66 anni e 7 mesi, con una riduzione della capacità lavorativa tra il 74 ed il 99%, che siano titolari di un reddito personale inferiore, per il 2018, ad euro 4853,29, con la conseguenza che l’assegno mensile, per i titolari di reddito sotto la soglia sopraindicata, viene ridotto fino al raggiungimento del limite reddituale previsto.
Avv Emanuela Manini. #invaliditàcivile

RIEPILOGO DELLE NOVITA’ IN MATERIA DI LAVORO( DL 87/2018).
Queste le novità in materia di contratti a termine e di licenziamenti: scende da 3 a 2 anni la durata massima del contratto a termine; è ridotto da 5 a 4 il numero dei rinnovi; vengono reintrodotte le causali per i contratti di durata superiore a 12 mesi; sono esclusi i contratti stagionali; è innalzato da 120 a 180 giorni il termine di decadenza per la impugnazione; la indennità per licenziamento ingiustificato viene innalzata, da un minimo di 6 ad un massimo di 36 mensilità; il contributo a carico del datore di lavoro è aumentato di 0,5 punti percentuali per ciascun rinnovo del contratto.
Avv Emanuela Manini.#decretodignità

CONTRATTI A TERMINE, DAL 14 LUGLIO 2018 TORNANO LE CAUSALI. Con la entrata in vigore del DL 87/2018 il contratto a termine “libero” potrà essere stipulato solo per i primi 12 mesi; successivamente si potrà stipulare un contratto a termine per due motivazioni: 1) “ esigenze connesse ad incrementi temporanei, significativi e non programmabili della attività ordinaria” 2) “necessità temporanee ed oggettive, estranee alla attività ordinaria, o per esigenze sostitutive di altri lavoratori”. La novità si applica ai nuovi contratti ed a quelli in corso in caso di proroghe o rinnovi. Avv Emanuela Manini. #contrattiatermine

REGIME DELLA TRASFERTA DEI LAVORATORI, ANCORA UNA PRONUNCIA SULLA ESENZIONE.
Quando nel contratto di lavoro è specificata la sede di lavoro e la indennità di trasferta è corrisposta in relazione alle giornate effettive di lavoro all’esterno, si applica l’art 51, comma 5 del TUIR, ovvero esenzione fiscale e contributiva della indennità corrisposta fino ad euro 46,48 ( euro 77,47 per le trasferte all’estero).Lo ha stabilito la Corte di cassazione con sentenza 16263/2018. Le aziende che hanno sottoposto la indennità di trasferta al regime fiscale e previdenziale proprio dei trasfertisti ( per cui la indennità di trasferta concorre a formare il reddito nella misura del 50% del suo ammontare, art 51,comma 6, TUIR) possono chiedere il rimborso dei contributi previdenziali versati in eccesso nel limite di prescrizione di cinque anni.
Avv Emanuela Manini. #indennitàtrasferta

OPZIONE DONNA, UNA SCELTA PENSIONISTICA ANCORA VIGENTE.
Con legge di bilancio 2017 è stata estesa la applicabilità della opzione donna alle lavoratrici che al 31 dicembre 2015 non avessero raggiunto il requisito dell’adeguamento alla speranza di vita di 3 mesi (nella età anagrafica). Pertanto, a partire dal 2017 possono ricorrere alla opzione donna le lavoratrici che al 31 dicembre 2015 avessero compiuto i 57 anni, se dipendenti, 58 se autonome, con una anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni, a condizione che la lavoratrice opti per il sistema di calcolo contributivo.
Avv Emanuela Manini. #opzionedonna

TUTELA DEL FAMILIARE DISABILE DEL LAVORATORE E SEDE DI LAVORO.
Il diritto del familiare lavoratore di persona disabile di scegliere la sede più vicina al proprio domicilio e di non essere trasferito ad altra sede senza il suo consenso ( art 33, comma , L 104/1992) non è assoluto od illimitato, ma presuppone la compatibilità con l’interesse della impresa, fermo restando che incombe sul datore di lavoro l’onere di dimostrare in modo specifico e puntuale quali siano le concrete ragioni che rendono impossibile la assegnazione ad una sede più vicina.
Avv Emanuela Manini.#sedelavoratorefamiliaredisabile

NUOVI INDENNIZZI STABILITI DAL DECRETO DIGNITA’ PER I LICENZIAMENTI DI LAVORATORI ASSUNTI DOPO IL 7 MARZO 2015.
Il decreto dignità aumenta il limite minimo e massimo degli indennizzi in caso di licenziamento di lavoratori alle dipendenze di aziende con più di 15 dipendenti, assunti dopo il 7 marzo 2015 Le soglie minime passano da 4 a 6 mensilità, quelle massime da 24 a 36 mensilità. Il decreto non modifica la disciplina dei licenziamenti, introdotta dalla Legge Fornero del 2012, che continua ad applicarsi ai lavoratori assunti prima del 7 marzo 2015. Quanto ai lavoratori alle dipendenze di aziende con meno di 15 dipendenti, il decreto Dignità ha elevato la soglia minima dell’indennizzo da 4 a 6 mensilità, lasciando invariata la soglia massima di 6 mensilità.
Avv Emanuela Manini.#decretodignità

DIFFERENZE RETRIBUTIVE NELLA ILLECITA INTERMEDIAZIONE DI MANODOPERA FERROVIARIA, LA PRONUNCIA DELLA CORTE DI APPELLO DI TORINO.
Una volta accertata la illecita intermediazione di manodopera da parte di società del gruppo ferroviario ( Trenitalia, RFI) queste sono tenute a corrispondere al lavoratore, per il periodo della intermediazione, le differenze retributive ,che si calcolano ponendo a confronto la retribuzione mensile percepita dalla società appaltatrice e quella che sarebbe stata spettante da parte delle società ferroviarie committenti, con la conseguenza che qualora la retribuzione percepita superi quella spettante la somma eccedente resta acquisita al lavoratore, senza che possa essere detratta dalla retribuzione dovuta dalle committenti. ( Corte appello Torino, sez lav, sent 429/2018). Avv Emanuela Manini. #intermediazioneillecitaferrovie

SPALLATA DEL DECRETO DIGNITA’ AL JOBS ACT, PIU’ ALTI GLI INDENNIZZI IN CASO DI LICENZIAMENTO ILLEGITTIMO. A seguito della entrata in vigore del Decreto Dignità, pubblicato il 2 luglio scorso, in caso di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, l’indennizzo economico, attualmente da un minimo di 4 ad un massimo di 24 mensilità, passa da un minimo di 6 ad un massimo 36 mensilità. Resta immodificata la offerta conciliativa, contenuta nel dlgs 23/2015.
Avv Emanuela Manini.#decretodignità

LE NOVITA’ SUL CONTRATTO A TERMINE CONTENUTE NEL DECRETO LEGGE DIGNITA’.
In base al decreto legge varato il 2 luglio 2018 il contratto a termine può essere stipulato senza causali fino a 12 mesi ( rispetto agli attuali 36 mesi) e raggiungere fino a 24 mesi con il rinnovo, che può essere giustificato da 1) ragioni temporanee ed oggettive, estranee alla ordinaria attività del datore di lavoro;2) ragioni sostitutive, connesse ad incrementi temporanei, significativi e non programmabili della attività ordinaria; 3)relative a lavorazioni e a picchi di attività stagionali.Le proroghe dei contratti a termine scendono da 5 a 4. La nuova normativa si applica ai contratti a termine di nuova sottoscrizione , e nei casi di rinnovo dei contratti in corso all’entrata in vigore del nuovo decreto.
Avv Emanuela Manini. #decretodignitE

CONTRIBUTI VERSATI IN GESTIONI DIVERSE NEL CORSO DELLA CARRIERA, CHE FARE?
Gli strumenti da utilizzare per sommare gli spezzoni contributivi della vita lavorativa sono la ricongiunzione, la totalizzazione ed il cumulo. La ricongiunzione consente di trasferire i contributi da una gestione pensionistica ad un’altra, con un onere economico a carico del richiedente,deducibile dal reddito e rateizzabile per un periodo pari alla metà di quello oggetto di ricongiunzione. La totalizzazione ed il cumulo non comportano oneri per il richiedente, tuttavia possono scattare penalizzazioni determinate dal metodo di calcolo contributivo della pensione. Il cumulo e la totalizzazione sono consentiti solo al momento del pensionamento.
Avv. Emanuela Manini. #spezzonicontributi

DAL 1° LUGLIO 2018 DIVIETO DI PAGAMENTO IN CONTANTI DELLA RETRIBUZIONE.
Dal 1° luglio 2018 il datore di lavoro, quale che sia la tipologia di lavoro instaurato, non può più corrispondere la retribuzione in denaro contante direttamente al lavoratore ( art 1 , commi 910-914 L 2015/2017). Il datore di lavoro può corrispondere la retribuzione tramite le seguenti modalità: bonifico su c/c del lavoratore; strumenti di pagamento elettronico; contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro ha aperto un c/c di tesoreria con mandato di pagamento; assegno intestato al lavoratore ed a questi consegnato o ad un suo delegato. Sono esclusi da tale regime i rapporti di lavoro domestico.
Avv Emanuela Manini. #divietoretribuzionecontanti

Le novità nel mondo del lavoro e della previdenza di giugno 2018

MOBBING, IL GIUDICE DEVE VALUTARE OGNI SINGOLO COMPORTAMENTO VESSATORIO.
Nel caso in cui il lavoratore chieda il risarcimento del danno alla salute in conseguenza di una pluralità di comportamenti del datore di lavoro e dei colleghi di lavoro di natura vessatoria, il giudice, pure nella insussistenza di un intento persecutorio idoneo ad unificare tutti gli episodi, deve valutare se alcuni comportamenti possano essere considerati mortificanti per il lavoratore, e come tali siano imputabili a responsabilità del datore di lavoro, che dovrà risponderne ( Cass civ 16256/2018).
Avv Emanuela Manini. #mobbing

IL COLLOCAMENTO A RIPOSO DEL PUBBLICO DIPENDENTE PER RAGGIUNGIMENTO MASSIMA CONTRIBUZIONE DEVE ESSERE MOTIVATO.
La facoltà di collocamento a riposio nel pubblico impiego, in ragione del raggiungimento della anzianità contributiva massima di 40 anni, richiede una motivazione, che consenta di controllare la legalità del collocamento a riposo rispetto ala riorganizzazione amministrativa, diversamente il provvedimento è illegittimo.( Cass civ 15526/2018).
Avv Emanuela Manini. #collocamentoriposodipendentepubblico

INDENNITA’ DI MATERNITA’ IN ASSENZA DI LAVORO.
La lavoratrice ha diritto alla indennità di maternità qualora tra la cessazione del rapporto di lavoro e la data di inizio del periodo di astensione obbligatoria non siano decorsi più di 60 giorni. La stessa indennità spetta anche qualora detto limite sia superato, purchè l’interessata risulti godere, nello stesso periodo, della indennità di disoccupazione. Quest’ultima indennità sarà sostituita dalla indennità di maternità.( Cass civ 7675/2017).
Avv Emanuela Manini. #indennitàmaternità

REGIME FISCALE E CONTRIBUTIVO DELLA INDENNITA’ DI TRASFERTA, LA DEFINITIVA SOLUZIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE.
I datori di lavoro che per le caratteristiche della attività svolta inviano i lavoratori in trasferta e corrispondono una indennità legata ai giorni di effettiva prestazione, applicano il regime fiscale e previdenziale di esenzione sulla intera somma corrisposta nei limiti previsti dall’ art 51 co 5 DPR 917/1986, ovvero, per le trasferte in Italia euro 46,48 al giorno, per le trasferte all’estero euro 77,47 al giorno. Tale indennità non è soggetta al regime proprio dei “trasfertisti” di cui al comma 6 del citato decreto. Lo ha stabilito la Corte di cassazione con sentenza 16263/2018.
Avv Emanuela Manini. #indennitàtrasferta

INFORTUNIO SUL LAVORO E DOPPIO PART TIME.
Nel caso di lavoratore che abbia un doppio part time e che subisca un infortunio sul lavoro presso uno dei due datori di lavoro, la assenza dovrà essere considerata infortunio anche presso l’altro datore di lavoro. Entrambi i datori di lavoro sono tenuti a corrispondere la somma a loro carico prevista dal TU 1124/1965 sugli infortuni , ovvero le prime 3 giornate al 100%, le altre al 75%, nonché, in proporzione alla quota di lavoro di loro competenza, la quota restante rispetto a quanto dovuto dall’ Inail.( circolare Ministero Lavoro 2/2003).
Avv Emanuela Manini.#doppiopartimeinfortunio

ASSEGNO ORDINARIO DI INVALIDITA’, RIDUZIONE A MENO DI UN TERZO DELLA CAPACITA’ LAVORATIVA.
La riduzione a meno di un terzo derlla capacità lavorativa in occupazioni confacenti alle attitudini dell’assicurato, quale presupposto per fruire di assegno ordinario di invalidità Inps, si verifica facendo riferimento non solo alle attività svolte in precedenza, ma anche a quelle occupazioni che non presentano “una rilevante divaricazione rispetto al lavoro precedente”( Cass civ 15303/2018).
Avv Emanuela Manini. #assegnoordinarioinvalidità

LA MALATTIA NON E’ SCARSO RENDIMENTO.
Un lavoratore non può essere licenziato per scarso rendimento determinato da numerose assenze per malattia, laddove le stesse non superino il periodo di comporto. In proposito,le assenze per malattia non costituiscono uno scarso rendimento, ma sono giustificate dalla necessità di tutelare la salute del lavoratore. Pertanto, è illegittimo il licenziamento intimato dal datore di lavoro per reiterate assenze per malattia.( Cass civ 2072/2018).
Avv Emanuela Manini. #scarsorendimentomalattia

LICENZIAMENTO PER MOTIVI OGGETTIVI, QUANDO E’ ILLEGITTIMO?
Nella nozione di licenziamento per giustificato motivo oggettivo rientra sia l’esigenza della soppressione del posto di lavoro, sia l’impossibilità di ricollocare altrove il lavoratore, pertanto il riferimento legislativo alla “manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento”,ai sensi dell’art 18 L 300/1970, va inteso con riferimento ad entrambi i presupposti di legittimità della fattispecie. (Cass civ 10435/2018).
Avv Emanuela Manini. #licenziamentomotivioggettivi

INAPPLICABILITA’ DELLA RESPONSABILITA’ SOLIDALE AI SENSI DELL’ART 29 DLGS 276/2003 AL CONDOMINIO COMMITTENTE.
Il condominio è un ente di gestione sprovvisto di personalità giuridica rispetto ai singoli condomini, i quali sono persone fisiche operanti per scopi estranei ad attività imprenditoriali o professionali. Ne discende che, in applicazione dell’art 29 co 3 ter dlgs 276/2003, è esclusa la responsabilità solidale tra appaltatore e committente per il pagamento delle retribuzioni dovute ai lavoratori dipendenti dell’appaltatore.( Tribunale Torino sent 98/2018).
Avv Emanuela Manini.

PENSIONE AL GEOMETRA, SPETTA ANCHE SE NON HA VERSATO TUTTI I CONTRIBUTI.
La pensione di vecchiaia dei geometri si consegue con 65 anni di età e 30 anni di effettiva contribuzione presso la Cassa di previdenza dei geometri. Il requisito pensionistico si raggiunge anche se non tutti i contributi siano stati versati, in quanto “ effettivo” non vuol dire che la contribuzione debba essere versata integralmente. Spetta alla Cassa verificare la regolarità dei versamenti Lo ha stabilito la Corte di cassazione con sentenza 15643/2018.
Avv Emanuela Manini.#pensionegeometra

LAVORI GRAVOSI, PUBBLICATO IL DECRETO PER LA DOMANDA DI PENSIONE.
Il Decreto ministeriale 18 aprile 2018, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 12 giugno detta le regole per la presentazione della domanda di pensione per i lavori cd gravosi. Si tratta di 15 categorie di lavori, alle quali è riconosciuta la possibilità di chiedere l’Ape sociale con 63 anni e 36 di contributi, oppure, se più favorevole, la pensione anticipata al raggiungimento di 41 anni di contributi a prescindere dall’età ,a condizione di vantare almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del compimento dei 19 anni.
Avv Emanuela Manini. #lavorigravosi,

LAVORO STRAORDINARIO NEL PUBBLICO IMPIEGO, NESSUNA RETRIBUZIONE SENZA AUTORIZZAZIONE.
Nel rapporto di pubblico impiego vale la regola che subordina il lavoro straordinario alla preventiva e formale autorizzazione , quale elemento essenziale per la corresponsione della retribuzione. Ne discende che in assenza di autorizzazione viene meno la possibilità che il lavoro st5raordinario sia retribuito. La pubblica amministrazione potrà riconoscere turni di riposo compensativo a fronte di prestazioni straordinarie. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato con sentenza 3322/2018.
Avv Emanuela Manini. #straordinariopubblicoimpiego

MALATTIA, COME SI CALCOLA AI FINI DELLA SUA INDENNIZZABILITA’?
Laddove il contratto collettivo preveda la indennizzabilità e la tutela del posto di lavoro in caso di malattia che abbia una durata massima di 180 giorni, occorre calcolare i giorni di malattia con riguardo a ciascun anno solare, che inizia il 1 gennaio e termina il 31 dicembre. Ne discende che in caso di malattia che si protrae a cavallo di due anni, le giornate di malattia devono essere attribuite ai rispettivi anni solari.
Avv Emanuela Manini. #calcologiornimalattia

LICENZIAMENTO DEGLI OPERAI DI POMIGLIANO D’ARCO, LEGITTIMO SECONDO LA CORTE DI CASSAZIONE.
Un finale amaro per i cinque operai dello stabilimento di Pomigliano d’ Arco di FCA ( ex Fiat), licenziati per avere realizzato una rappresentazione scenica del suicidio dell’amministratore delegato della società tramite impiccagione e del successivo funerale. Il tribunale in primo grado aveva ritenuto legittimo il licenziamento, ma la corte di appello, in riforma della sentenza, aveva ordinato la reintegra dei lavoratori. La doccia fredda è arrivata dalla Corte di cassazione , che ha ritenuto che i dipendenti avessero esorbitato i limiti di continenza formale, attribuendo all’amministratore qualità riprovevoli e disonorevoli, esponendolo al pubblico dileggio. Di qui, la legittimità del licenziamento. ( bCass civ 14527/2018).
Avv Emanuela Manini.#licenziamentopomiglianodarco

QUALE REAZIONE AD UN DEMANSIONAMENTO ILLEGITTIMO?
Il lavoratore che sia adibito a mansioni inferiori, in violazione dell’art 2103 cc, può rifiutare lo svolgimento della attività. Tuttavia, occorre essere cauti, poiché il giudice, investito della questione, deve valutare se il rifiuto sia proporzionato rispetto all’inadempimento datoriale, e sia conforme a buona fede. Laddove non sia accertata una tale proporzione, il licenziamento, che fosse stato nel frattempo intimato, potrebbe risultare legittimo, se il giudice rilevi un comportamento arbitrario e sprezzante del lavoratore ( Cass civ 1912/2017).
Avv Emanuela Manini

PRESCRIZIONE DELL’ASSEGNO PER IL NUCLEO FAMILIARE.
Il diritto del lavoratore a percepire l’assegno per il nucleo familiare si prescrive nel termine di cinque anni decorrenti dal primo giorno del mese successivo a quello in cui è compreso il periodo di lavoro cui l’assegno si riferisce. La prescrizione viene interrotta dalla intimazione della Direzione provinciale del lavoro al datore di lavoro ovvero dalla richiesta avanzata per iscritto dal lavoratore all’Inps o alla stessa direzione provinciale. ( DPR 797/1955).
Avv Emanuela Manini. #prescrizioneassegnonucleofamiliare

TRASFERIMENTO CONTESTATO DAL LAVORATORE, ATTENZIONE AL RIFIUTO ALL’ADEMPIMENTO DEL PROVVEDIMENTO.
In caso di trasferimento del lavoratore, seppure ritenuto illegittimo,il dipendente non ha un diritto automatico di rifiutare la esecuzione della prestazione. La scelta di non recarsi presso la sede di destinazione può esporre il lavoratore al rischio di dichiarazione di legittimità del provvedimento da parte del giudice, e di conseguenza di legittimità del licenziamento che sia stato frattanto intimato dal datore di lavoro ( Cass civ 11408/2018).
Avv Emanuela Manini. #trasferimentolavoratore

ADEGUAMENTO DEI REQUISITI DI ACCESSO ALLA PENSIONE AGLI INCREMENTI ALLA SPERANZA DI VITA A PARTIRE DAL 1 GENNAIO 2019.
Di seguito si riportano i nuovi requisiti di pensionamento a partire dal 1 gennaio 2019: 1)PENSIONE DI VECCHIAIA 67 ANNI; 2) PENSIONE ANTICIPATA, uomini 43 anni e 3 mesi; donne 42 anni e 3 mesi; 3) PENSIONE ANTICIPATA PRECOCI: 41 anni e 5 mesi; 4) PENSIONE IN TOTALIZZAZIONE: pensione vecchiaia 66 anni; pensione di anzianità 41 anni ( circolare Inps 62 del 4/4/2018).
Avv Emanuela Manini. #pensionisperanzavita

Novità lavoro e previdenza Maggio 2018

LICENZIAMENTO E RISARCIMENTO DEL DANNO, LA INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE NON SI DETRAE.
In caso di licenziamento, dichiarato illegittimo in sede giudiziale, la indennità di disoccupazione percepita dal lavoratore non deve essere detratta dal risarcimento del danno, atteso che tale indennità ha natura previdenziale e la stessa può essere richiesta dall’Inps. Ne discende che il relativo importo non può configurarsi come incremento patrimoniale del lavoratore, detraibile dall’ammontare del risarcimento del danno ( Cass civ 11835/2018).
Avv Emanuela Manini.

CONDOTTA ANTISINDACALE,SI CONFIGURA SE HA CONSEGUENZE DUREVOLI.
Il caso prende le mosse da uno sciopero indetto da un sindacato autonomo di lavoratori dipendenti di Trenitalia spa, la quale aveva sostituito gli scioperanti con altri dipendenti di qualifica superiore, e ciò anche attraverso il ricorso allo straordinario. La Corte di cassazione, investita della questione nell’ambito di procedimento per condotta antisindacale, ha dato ragione al sindacato ( patrocinato dallo studio Braschi e Manini), nel senso che l’esaurimento del comportamento non preclude la condanna se esso ha effetti durevoli nel tempo, nel merito della questione,la sostituzione di lavoratori scioperanti con altri di qualifica superiore è possibile solo se marginale ed occasionale e comunque per compiti accessori e complementari, ciò che non si era verificato nel caso in esame. Di qui, la dichiarazione di condotta antisindacale da parte di Trenitalia spa ( Cass. civ 12551/2018).
Avv Emanuela Manini.

CONTROLLO DEL COMPUTER DEL LAVORATORE DA PARTE DEL DATORE DI LAVORO, LEGITTIMO SE A TUTELA DEI BENI AZIENDALI.
Il datore di lavoro può controllare il computer del dipendente al fine di verificare se esso venga utilizzato per scopi non rientranti nella attività di lavoro, senza che ciò costituisca un controllo a distanza della attività, in violazione dell’art 4 Statuto dei lavoratori. La acquisizione di dati personali del lavoratore ( connessioni ad internet, posta elettronica..), se finalizzata a tutelare il patrimonio e l’immagine aziendale, può essere utilizzata ai fini disciplinari contro il lavoratore.( Cass civ 13266/2018).
Avv Emanuela Manini. #controllocomputerlavoratore

QUOTA DI TFR ALL’EX CONIUGE, QUANDO SPETTA?
Ai sensi dell’art 12 bis L 898/ 1970 il coniuge, legalmente separato, ha diritto di ricevere dall’altro coniuge una quota di TFR da quest’ultimo maturata, purchè la maturazione avvenga in un momento antecedente al ricorso per la cessazione del matrimonio. La quota di TFR non spetta se il ricorso sia stato proposto successivamente alla maturazione del beneficio economico, a nulla rilevando il momento della effettiva disponibilità delle somme in capo all’ex coniuge ( Cass civ 7239/2018).
Avv Emanuela Manini.#quotatfrconiuge

PROCACCIATORE DI AFFARI E CESSAZIONE DEL RAPPORTO.
Al procacciamento di affari si applicano in via analogica le disposizioni relative al contratto di agenzia, in particolare le provvigioni, che non presuppongono un carattere stabile e predeterminato del rapporto, e non anche quelle, di legge e di contratto, che lo presuppongono, quali la indennità di mancato preavviso, la indennità suppletiva di clientela e la indennità di cessazione del rapporto ( Tribunale Bari 1/3/2018).
Avv Emanuela Manini.#procacciatoreaffaricessazione

CUMULO TRA RENDITA PERMANENTE INAIL E RISARCIMENTO DEL DANNO, IL CHIARIMENTO DELLE SEZIONI UNITE.
Un lavoratore subiva un infortunio sul lavoro durante il tragitto di andata e ritorno dalla abitazione al lavoro. L’Inail liquidava una rendita da invalidita’ permanente, la compagnia di assicurazioni del terzo investitore liquidava il risarcimento del danno. La Corte di Cassazione SSUU, investita della questione, ha chiarito che l’importo della rendita Inail va detratto dall’ammontare del risarcimento del danno, corrisposto per lo stesso titolo dal terzo responsabile dell’illecito, negando il cumulo tra le due indennità risarcitorie ( Cass Civ SSUU 12566/2018).
Avv Emanuela Manini.

ATTIVITA’ LUDICA DURANTE LA MALATTIA, LEGITTIMO IL LICENZIAMENTO. Lo svolgimento di qualsiasi attività, non solo lavorativa ma anche ludica, da parte di un lavoratore durante il periodo di malattia può giustificare il licenziamento potendo pregiudicare o ritardare la guarigione. Ciò determina una violazione dei doveri di correttezza e buona fede, nonchè degli obblighi contrattuali di fedeltà a carico del dipendente. ( Cass Civ 6047/2018). Avv Emanuela Manini. #malattiaattivitàludica

IL LICENZIAMENTO INTIMATO PRIMA DEL SUPERAMENTO DEL COMPORTO E’ NULLO, LO DICONO LE SEZIONI UNITE DELLA CASSAZIONE.
Un lavoratore veniva licenziato per superamento del periodo di comporto ( in relazione alla certificazione medica di prognosi oltre il periodo di comporto) nonostante tale arco temporale non fosse esaurito al momento del licenziamento. La Corte di appello riteneva il licenziamento valido, seppure inefficace fino all’ultimo giorno di malattia. La Corte di cassazione a Sezioni Unite, investita della questione, ha ritenuto il licenziamento nullo perchè disposto al di fuori delle fattispecie previste dalla legge e come tale privo di efficacia. ( Cass civ SS UU 12568/2018).
Avv Emanuela Manini.#licenziamentocomporto

LEGITTIMO IL BLOCCO DELLA PEREQUAZIONE DELLE PENSIONI SUPERIORI A SEI VOLTE IL TRATTAMENTO MINIMO.
La Corte Costituzionale, investita della questione di legittimità costituzionale delle norme contenute nel DL 201/2011 e nella legge 147/2013, che hanno disposto il blocco della rivalutazione automatica delle pensioni di importo superiore a sei volte il trattamento minimo Inps, ha dichiarato la legittimità delle leggi, a fronte di esigenze finanziarie sulla base delle quali il legislatore può decidere di sacrificare parzialmente l’interesse dei pensionati ( Corte Cost 11 maggio 2018 n 96).
Avv Emanuela Manini. #bloccoperequazione

APE VOLONTARIA, COSA C’E’ DA SAPERE. Può presentare all’Inps domanda di rilascio di certificazione di Ape chi abbia compiuto i 63 anni di età e non disti più di 3 anni e 7 mesi dal raggiungimento del diritto alla pensione di vecchiaia. Non è necessario cessare la attività lavorativa. Solo dopo il rilascio di certificazione si può presentare domanda di Ape, da effettuarsi entro il 31/12/2019. Con la domanda il soggetto accetta il finanziamento bancario e la assicurazione contro il rischio premorienza. Avv Emanuela Manini.#apevolontaria volontaria

SOSPENSIONE DEL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI ALLA GESTIONE SEPARATA.
La legge 81/2017 ha introdotto la possibilità, per il caso di malattia o di infortunio che non consenta al lavoratore iscritto alla gestione separata lo svolgimento del lavoro per oltre 60 giorni, di sospendere il versamento della contribuzione per l’intera durata della malattia o dell’infortunio, fino ad un massimo di due anni. Al termine della sospensione il lavoratore deve versare i contributi ed i premi non versati in rate mensili pari a tre volte i mesi di sospensione. La norma si applica ai titolari di partita Iva ed ai collaboratori coordinati e continuativi.
Avv Emanuela Manini. #contributigestioneseparatasospensione

CONTRIBUZIONE AOOBLIGATORIA ANCHE SENZA ISCRIZIONE ALLA CASSA.
Il professionista, quando emette fattura per i compensi percepiti, deve maggiorare l’importo della percentuale da versare alla Cassa quale contributo integrativo, a carico del committente,il quale è tenuto in concreto a sostenere il costo del predetto contributo. Il professionista è tenuto al versamento del contributo alla Cassa anche se non iscritto alla stessa, attesa la funzione solidaristica assegnata a tale contribuzione. ( Trib Salerno 5 ottobre 2017).
Avv Emanuela Manini. #contribuzioneobbligatoriacassa

OPERATIVO L’ACCORDO TRA INPS E CASSA FORENSE PER IL CUMULO DEI CONTRIBUTI.
Dal 15 maggio 2018 è operativo l’accordo tra la Cassa Forense e l’Inps per il cumulo gratuito dei contributi. Si ricorda che sono già operativi gli accordi con le casse di medici, ingegneri e architetti, infermieri, farmacisti, veterinari, psicologi, periti industriali, geometri, giornalisti e ragionieri. Il cumulo è gratuito e consente di sommare i periodi contributivi non coincidenti. ( comunicato Inps 15 maggio 2018).
Avv Emanuela Manini.#cumulocassarorenseinps

TUTELA REINTEGRATORIA, POSSIBILE ANCHE IN CASO DI LICENZIAMENTO PER MOTIVI OGGETTIVI. Nel caso di licenziamento per motivi oggettivi il lavoratore licenziato, che soggiace alla applicazione della legge Fornero, può essere reintegrato nel caso di manifesta insussistenza del fatto posto a base dello stesso. La verifica del requisito della manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento riguarda sia le ragioni inerenti alla attività produttiva, l’organizzazione del lavoro ed il regolare funzionamento di essa, sia la impossibilità di ricollocare il lavoratore altrove .Laddove il datore di lavoro non provi di avere effettuato il tentativo di ricollocazione, il lavoratore deve essere reintegrato ( Cass civ 10435/2018). Avv Emanuela Manini. #reintegralicenziamento

ASSUNZIONE DEL CONIUGE, SOLO SE C’E’ SUBORDINAZIONE.
Nel caso di una società, dove il socio di maggioranza sia anche amministratore, la assunzione con contratto di lavoro subordinato del coniuge da parte della predetta società potrebbe esporre il rapporto di lavoro a contestazione da parte dell’Inps, in applicazione del principio generale della volontarietà e della gratuità del rapporto tra coniugi. Affinchè il rapporto sia considerato autentico è necessario il requisito della subordinazione, inteso come effettiva dipendenza di un coniuge all’altro, con onere della prova a carico dei diretti interessati ( circolare Inps 179/1989).
Avv Emanuela Manini.#assunzioneconiuge

REGISTRAZIONE DI CONVERSAZIONI TRA COLLEGHI A LORO INSAPUTA, ILLEGITTIMITA’ DEL LICENZIAMENTO.
Un dipendente aveva effettuato fonoregistrazioni di conversazioni tra colleghi in orario di lavoro,ed a loro insaputa. Esibita la chiavetta in sede di procedimento disciplinare a suo carico, il datore di lavoro lo aveva licenziato per violazione delle disposizioni sulla privacy. La Corte di Cassazione, adita dopo due gradi di giudizio, ha ritenuto che le registrazioni effettuate dal lavoratore all’insaputa dei colleghi non costituissero una condotta scorretta, poiché essa era stata messa in atto al fine di dimostrare la conflittualità nel posto di lavoro e pertanto di precostituire prove a suo favore. La Corte ha pertanto disposto la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro ( Cass civ 11322/2018).
Avv Emanuela Manini.#registrazionilavoratore

CONTRIBUZIONE FIGURATIVA DURANTE LA ASTENSIONE OBBLIGATORIA, PRECISAZIONI.
I periodi corrispondenti a quelli per i quali è prevista la astensione obbligatoria dal lavoro in relazione alla maternità, ma che si collochino al di fuori del rapporto di lavoro, seppure riconosciuti come periodi contributivi attraverso la contribuzione figurativa, non sono utili ai fini del riconoscimento del diritto alla indennità di disoccupazione ( Cass civ 3042/2017). Avv Emanuela Manini. #contribuzionefigurativamaternità

COLLABORAZIONE O LAVORO SUBORDINATO, IL CASO FOODORA.
Alcuni lavoratori di Foodora, addetti a mansioni di fattorino in base a contratti di collaborazione coordinata e continuativa a tempo determinato, hanno chiesto l’accertamento della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, con corresponsione delle differenze retributive. Il Tribunale di Torino ha rigettato la loro domanda poiché i lavoratori potevano dare la propria disponibilità o meno per uno dei turni indicati dalla società e, viceversa, questa non era obbligata ad assegnare un turno, inoltre mancava un potere direttivo ed organizzativo del datore di lavoro, che non poteva pretendere la prestazione. Di qui, anche se Foodora ha organizzato tempi e modalità di lavoro, senza la subordinazione il contratto resta di collaborazione ( Trib. Torino 778/2018).
Avv Emanuela Manini.

NOZIONE DI LAVORO INTERMITTENTE O ”A CHIAMATA”AI SENSI DELL’ART 13 DLGS 81/2015( JOBS ACT).
Il lavoro intermittente o a chiamata ( detto anche job on call) è un contratto con il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro, esclusivamente privato, per lo svolgimento di una prestazione lavorativa discontinua o intermittente. La legge fissa in 400, nell’arco di 3 anni, il limite massimo di giornate lavorative effettivamente lavorabili a chiamata, al superamento del limite il rapporto si trasforma in ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno ed indeterminato. E’ vietato il ricorso a tale tipo di lavoro per sostituire lavoratori scioperanti,qualora siano in corso interventi di integrazione salariale, per i datori di lavoro che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi.
Avv. Emanuela Manini.#lavorointermittente

CONFLITTO TRA DIPENDENTI, FISIOLOGICO CONTRASTO O MOBBING?
Qualora il luogo di lavoro sia inquinato da condotte, nei rapporti tra colleghi, che perseguono un intento persecutorio nei confronti di un lavoratore, grava in capo al datore di lavoro l’obbligo di garantire un ambiente scevro da tensioni, che possano determinare un danno alla salute psicofisica del lavoratore. Questi, nel momento in cui agisca contro il proprio datore di lavoro, è tenuto a dimostrare la condotta persecutoria ai suoi danni da parte dei colleghi, da non confondere con un fisiologico contrasto tra dipendenti, non concretamente eliminabile ( Cass civ 24358/2017).
Avv Emanuela Manini. #conflittodipendentimobbing

MANCATO GODIMENTO DELLE FERIE PER VOLONTA’ DEL LAVORATORE, NO ALLA INDENNITA’ SOSTITUTIVA FERIE.
Dal mancato godimento delle ferie deriva- una volta che sia divenuto impossibile per l’imprenditore, anche senza sua colpa, di adempiere all’obbligo di consentirne al lavoratore la fruizione- il diritto del lavoratore al pagamento della indennità sostitutiva, che ha natura retributiva e non risarcitoria. Il diritto a tale indennità viene meno qualora il datore di lavoro dimostri di avere offerto al lavoratore un tempo adeguato per il godimento delle ferie, di cui il lavoratore non abbia usufruito ( Cass civ 2496/2018).
Avv Emanuela Manini. #indennitàferie

SOSTITUZIONE DELLA MALATTIA CON LE FERIE, SI’ MA NON IN AUTOMATICO.
Al fine di evitare il superamento del periodo di comporto, ed il conseguente rischio di licenziamento, il lavoratore, che non è in condizione di riprendere il servizio, può sospendere il decorso del termine mediante richiesta di fruizione delle ferie maturate durante la malattia. La domanda del dipendente consente di superare la incompatibilità della malattia con le ferie, in ragione della sua funzione di evitare la perdita della occupazione. Tuttavia la fruizione di ferie non è automatica ma deve essere richiesta al datore di lavoro, cui spetta la decisione ( Cass civ 17538/2014).
Avv Emanuela Manini.#feriemalattia

DEMANSIONAMENTO DOPO LA RIFORMA DELL’ART 2103 CC AD OPERA DEL JOBS ACT.
A seguito della modifica apportata all ‘art 2103 cc ad opera del Jobs Act, il demansionamento è ora consentito in tre casi : 1) modifica degli assetti organizzativi aziendali che incidono sulla posizione del lavoratore; 2) ipotesi previste dalla contrattazione collettiva; 3) accordo in sede protetta. Con riguardo alla ipotesi n 3, ciò è consentito quando l’accordo sia sottoscritto nell’interesse del lavoratore alla conservazione del posto di lavoro; quando l’accordo è funzionale alla acquisizione di una diversa professionalità; quando l’intesa tenda ad un miglioramento delle condizioni di vita del lavoratore ( es, avvicinamento alla residenza).Al di fuori delle ipotesi di legge, il demansionamento è illegittimo ed il lavoratore può chiedere il ripristino delle mansioni nonché il risarcimento del danno. Avv Emanuela Manini

CRITICA DEL DATORE DI LAVORO SU FACEBOOK, LEGITTIMO IL LICENZIAMENTO.
La pubblicazione sulla propria pagina Facebook di un post dai toni fortemente critici e spregiativi nei confronti del datore di lavoro costituisce elemento idoneo a far venire meno il vincolo fiduciario tra lavoratore e datore di lavoro, e tale da giustificare un licenziamento per giusta causa, tenuto altresì conto della possibilità che il social network ha di propagare in maniera illimitata i suoi contenuti. Nè varrà dire che la bacheca FB è accessibile a pochi interlocutori, ammessi al profilo, atteso che, al contrario, proprio l’utilizzo del social è da considerare alla stregua di una diffamazione per essere uno strumento di diffusione sociale pressocchè illimitato. Di qui, la legittimità del licenziamento intimato al lavoratore ( Cass civ 10280/2018).
Avv Emanuela Manini.#criticafbdatorelavoro