Monthly Archives: Ottobre 2018

Novita’ Ottobre 2018 in materia di lavoro e previdenza

PROSSIME NOVITA’ IN MATERIA PENSIONISTICA.
La manovra pensionistica di prossima approvazione prevede quattro finestre trimestrali di uscita per i lavoratori privati, la conferma di due finestre semestrali per quota 100 dei dipendenti pubblici, il divieto di cumulo tra pensione e reddito da lavoro sopra i 5000 euro annui per i primi due anni, restano confermati 42 anni e 10 mesi ( 41 anni e 10 mesi per le donne) per le pensioni anticipate, con differimento della decorrenza della pensione di tre mesi, proroga fino al 20121 per la “opzione donna”( 58 anni di età e 35 di contributi, 59 se autonome) con decorrenza posticipata di 12 mesi per le dipendenti, 18 per le autonome.
Avv Emanuela Manini. #novitàpensioni

CIG ANTICIPATA DAL DATORE DI LAVORO MA NON CONGUAGLIATA CON L’INPS, DIRITTO DEL LAVORATORE ALL’ACCREDITO DEI CONTRIBUTI.
Per il caso in cui il datore di lavoro abbia chiesto la cassa integrazione guadagni (CIG) ed abbia anticipato l’importo in busta paga al lavoratore, salvo, di seguito, non ottenere l’accesso al beneficio da parte dell’Inps, esso è nondimeno obbligato al versamento della contribuzione ( obbligatoria o figurativa) in favore del lavoratore. Infatti, l’anticipo CIG costituisce pur sempre un emolumento retributivo, sul quale occorre versare i contributi.( Trib Firenze sent720/2018).
Avv Emanuela Manini. #contributicig

LICENZIAMENTO DISCIPLINARE INTIMATO OLTRE IL TERMINE PREVISTO DAL CONTRATTO COLLETTIVO, OBBLIGO DI REINTEGRA.
Per il caso in cui il datore di lavoro abbia sollevato una contestazione disciplinare nei confronti del lavoratore, seguita da lettera di giustificazione da parte di quest’ultimo, il licenziamento intimato dopo il decorso del termine per la adozione del provvedimento disciplinare è illegittimo per insussistenza del fatto contestato ed il lavoratore deve essere reintegrato nel posto di lavoro( Cass civ sez lav 21569/2018).
Avv. Emanuela Manini. #licenziamentodisciplinaretermine

CAMBIO APPALTO E TUTELE PER I LAVORATORI.
Per il caso di subentro di un nuovo appaltatore, i lavoratori alle dipendenze della impresa uscente mantengono le tutele dell’art 2112 cc-diritto alla continuità del rapporto di lavoro, riconoscimento della anzianità giuridica ed economica, mantenimento del livello retributivo- solo in caso di effettivo trasferimento di azienda, non essendo sufficiente il semplice trasferimento dei lavoratori al nuovo appaltatore ( Trib Cagliari, ord 33/2018).
Avv Emanuela Manini.#cambioappaltotutele

MATERNITA’ FUORI DAL RAPPORTO DI LAVORO E CONTRIBUZIONE.
I periodi relativi al congedo per maternità verificatisi al di fuori del rapporto di lavoro possono essere accreditati in modo figurativo a carico della gestione previdenziale di iscrizione, tuttavia occorre che al momento della domanda la lavoratrice possa far valere almeno 5 anni di contribuzione versata in costanza di rapporto di lavoro. Affinchè si possa ottenere l’accredito figurativo dei contributi occorre che il periodo non sia coperto da altra contribuzione( messaggio Inps 4988/2017). Avv Emanuela Manini. #contributimaternità

ORDINE DEL GIUDICE DI REINTEGRA DEL LAVORATORE LICENZIATO ED OBBLIGHI CONTRIBUTIVI.
In caso di licenziamento dichiarato illegittimo in sede giudiziale, nel periodo compreso tra la data dell’illegittimo licenziamento e quella della pronuncia giudiziale contenente l’ordine di reintegra del lavoratore, rimangono in vita l’obbligo assicurativo previdenziale ed il corrispondente obbligo contributivo del datore di lavoro,nonostante la mancata erogazione della retribuzione nel periodo predetto od una erogazione a titolo di risarcimento del danno, ex art 18 L 300/1970, inferiore alla retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito se non fosse stato licenziato.( Cass civ sz lav 21371/2018).
Avv Emanuela Manini. #contribuzionelicenziamento

PAGAMENTO IN RITARDO DELLA RETRIBUZIONE, I CONTRIBUTI SONO A CARICO DEL DATORE DI LAVORO ANCHE PER LA QUOTA A CARICO DEL LAVORATORE.
Per il caso in cui il datore di lavoro, pubblico o privato, non paghi alla scadenza del periodo di paga la retribuzione dovuta al lavoratore, la quota di contribuzione a carico del lavoratore deve essere versata dal datore di lavoro, il quale resta obbligato al versamento dei contributi sia per la quota a proprio carico che per quella a carico del lavoratore. Il principio è contenuto nell’art 23 L 218/1952, come interpretato dalla Corte di Cassazione ( da ultimo, Cass civ 28586/2018).
Avv Emanuela Manini. #pagamentoinritardoretribuzione

CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO, SI AVVICINA LA SCADENZA DEL 31 OTTOBRE 2018,QUALE TERMINE DEL REGIME TRANSITORIO.
Il datore di lavoro che al 14 luglio 2018 ha in corso contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, ha termine fino al 31 ottobre per decidere le sorti dei predetti contratti. Tali contratti, oltre a quelli conclusi prima del 14 luglio, possono essere prorogati, senza indicazione di causali, fino ad un massimo di cinque volte ( con la nuova norma si passa a quattro) e fino alla durata massima di 36 mesi ( ridotti a 24 con la nuova legge). Tuttavia, le proroghe ed i rinnovi restano soggette alla vecchia legge solo se sottoscritte entro il 31 ottobre 2018, se sottoscritte dopo tale data si applicano le nuove regole ( DL 87/2018, convertito in L 96/2018).
Avv Emanuela Manini.#contrattiatermineregimetransitorio

TEMPO PER INDOSSARE LA DIVISA AZIENDALE (CD TEMPO TUTA)E RETRIBUZIONE.
Al fine di valutare se il tempo occorrente per indossare la divisa aziendale debba essere retribuito o meno, occorre distinguere:1) ove sia data facoltà al lavoratore di scegliere il tempo ed il luogo dove indossare la divisa stessa ( anche presso la propria abitazione, prima di recarsi al lavoro)la relativa attività non deve essere retribuita; 2) se tale operazione è diretta dal datore di lavoro, che ne disciplina il tempo ed il luogo di esecuzione, rientra nel lavoro effettivo e di conseguenza il tempo necessario deve essere retribuito (caso di dipendenti addette al servizio mensa) ( Cass. civ 7738/2018). Avv Emanuela Manini.#tempotuta

LICENZIAMENTO COLLETTIVO, OCCORRE TENERE CONTO DELLA PROFESSIONALITA’ EQUIVALENTE. Nel caso di licenziamento collettivo,il datore di lavoro non può limitare la scelta dei lavoratori da licenziare ai soli profili professionali del reparto, destinato alla chiusura, bensì deve procedere ad un raffronto tra tali profili e quelli presenti in altri reparti, secondo una valutazione che tenga conto di attitudini professionali, che possono essere desunte dallo svolgimento della propria attività in altri reparti. Pertanto, è illegittimo il licenziamento intimato ai soli dipendenti del reparto soppresso, senza un confronto con quelli presenti in altri reparti. ( Cass Civ sent 23347/2018).
Avv Emanuela Manini. #licenziamentocollettivocriteriscelta

SOCIETA’ DI COMODO, NON SONO DOVUTI I CONTRIBUTI PREVIDENZIALI SUL REDDITO VIRTUALE. La società che presenti dichiarazioni in perdita fiscale per cinque periodi di imposta consecutivi ( o quattro di perdita ed uno sotto l’imponibile reddituale) è considerata non operativa dal sesto periodo di imposta. Nessuna contribuzione deve essere versata sul reddito fittizio, determinato in via forfettaria, dichiarato ai soli fini fiscali. Pertanto, l’avviso di addebito, emesso dall’Inps nei confronti del socio di una società non operativa, sulla base del reddito dichiarato presuntivamente,deve essere annullato. ( Tribunale Cuneo sent 161/2018). Avv Emanuela Manini. #societàcomodocontributi

CESSAZIONE DEL CONTRATTO DI LAVORO SUBORDINATOA TERMINE PRIMA DELLA SCADENZA, QUALI CONSEGUENZE?
Il contratto di lavoro subordinato a termine può essere risolto prima della scadenza per giusta causa di licenziamento o dimissioni, morte del dipendente o accordo tra le parti. La cessazione anticipata del contratto da parte del datore di lavoro in assenza di una di tali ragioni comporta il diritto del lavoratore al pagamento della retribuzione che avrebbe percepito fino alla naturale scadenza del contratto.
Avv Emanuela Manini.#contrattoterminecessazioneanticipata

REGISTRAZIONI EFFETTUATE DAL DIPENDENTE SUL LUOGO DI LAVORO, LEGITTIMITA ‘DELLA CONDOTTA.
Un lavoratore era stato licenziato per giusta causa per avere consegnato, in sede di giustificazioni ad una contestazione, una chiavetta USB contenente registrazioni di conversazioni effettuate durante l’orario ed il posto di lavoro, coinvolgenti altri dipendenti, a loro insaputa. La Corte di Cassazione ha escluso la illiceità del fatto contestato poiché il dipendente aveva eseguito le registrazioni al fine di precostituirsi un mezzo di prova per la tutela dei propri diritti in giudizio( Cass civ sez lav 11322/2018) ( in senso contrario Cass civ sez lav 11999/2018).
Avv Emanuela Manini. #registrazioniluogolavoro

COMPORTO PER MALATTIA NEL SETTORE FERROVIARIO, L’INTERPRETAZIONE DELLA CORTE DI CASSAZIONE.
L’art 32 del ccnl Mobilità- Attività ferroviarie 2012 dispone che “qualora l’ultimo evento morboso in atto al termine del comporto risulti di durata superiore a 40 giorni “il periodo di comporto ( pari a 12 mesi) sale a 15 mesi. La norma si deve interpretare nel senso che la malattia in atto al termine del comporto si protragga anche dopo tale scadenza, fino a raggiungere una durata complessiva superiore a 40 gg. Tale valutazione deve essere compiuta dalla società ferroviaria non allo scadere del comporto ordinario, bensì successivamente a tale momento, come dimostra l’utilizzo del verbo “risulti”. Pertanto, il licenziamento intimato al lavoratore ammalato alla scadenza del comporto ordinario, è illegittimo, con conseguente reintegra del lavoratore nel posto di lavoro ( sent Cass Civ sez lav 23877/2018).
Avv Emanuela Manini.#licenziamentocomportomalattia

NULLITA’ DEL PATTO DI PROVA, CONVERSIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO IN TEMPO ORDINARIO.
Per il caso in cui difettino i requisiti di sostanza e di forma, richiesti dalla legge, la nullità della clausola che appone il patto di prova al rapporto di lavoro comporta la conversione del rapporto in prova in rapporto ordinario e trova applicazione il regime ordinario del licenziamento individuale, soggetto alla verifica di sussistenza della giusta causa o del giustificato motivo ( trib Milano, 730/2017).
Avv Emanuela Manini. #nullitàpattoprova