Monthly Archives: giugno 2018

Novità lavoro e previdenza Maggio 2018

LICENZIAMENTO E RISARCIMENTO DEL DANNO, LA INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE NON SI DETRAE.
In caso di licenziamento, dichiarato illegittimo in sede giudiziale, la indennità di disoccupazione percepita dal lavoratore non deve essere detratta dal risarcimento del danno, atteso che tale indennità ha natura previdenziale e la stessa può essere richiesta dall’Inps. Ne discende che il relativo importo non può configurarsi come incremento patrimoniale del lavoratore, detraibile dall’ammontare del risarcimento del danno ( Cass civ 11835/2018).
Avv Emanuela Manini.

CONDOTTA ANTISINDACALE,SI CONFIGURA SE HA CONSEGUENZE DUREVOLI.
Il caso prende le mosse da uno sciopero indetto da un sindacato autonomo di lavoratori dipendenti di Trenitalia spa, la quale aveva sostituito gli scioperanti con altri dipendenti di qualifica superiore, e ciò anche attraverso il ricorso allo straordinario. La Corte di cassazione, investita della questione nell’ambito di procedimento per condotta antisindacale, ha dato ragione al sindacato ( patrocinato dallo studio Braschi e Manini), nel senso che l’esaurimento del comportamento non preclude la condanna se esso ha effetti durevoli nel tempo, nel merito della questione,la sostituzione di lavoratori scioperanti con altri di qualifica superiore è possibile solo se marginale ed occasionale e comunque per compiti accessori e complementari, ciò che non si era verificato nel caso in esame. Di qui, la dichiarazione di condotta antisindacale da parte di Trenitalia spa ( Cass. civ 12551/2018).
Avv Emanuela Manini.

CONTROLLO DEL COMPUTER DEL LAVORATORE DA PARTE DEL DATORE DI LAVORO, LEGITTIMO SE A TUTELA DEI BENI AZIENDALI.
Il datore di lavoro può controllare il computer del dipendente al fine di verificare se esso venga utilizzato per scopi non rientranti nella attività di lavoro, senza che ciò costituisca un controllo a distanza della attività, in violazione dell’art 4 Statuto dei lavoratori. La acquisizione di dati personali del lavoratore ( connessioni ad internet, posta elettronica..), se finalizzata a tutelare il patrimonio e l’immagine aziendale, può essere utilizzata ai fini disciplinari contro il lavoratore.( Cass civ 13266/2018).
Avv Emanuela Manini. #controllocomputerlavoratore

QUOTA DI TFR ALL’EX CONIUGE, QUANDO SPETTA?
Ai sensi dell’art 12 bis L 898/ 1970 il coniuge, legalmente separato, ha diritto di ricevere dall’altro coniuge una quota di TFR da quest’ultimo maturata, purchè la maturazione avvenga in un momento antecedente al ricorso per la cessazione del matrimonio. La quota di TFR non spetta se il ricorso sia stato proposto successivamente alla maturazione del beneficio economico, a nulla rilevando il momento della effettiva disponibilità delle somme in capo all’ex coniuge ( Cass civ 7239/2018).
Avv Emanuela Manini.#quotatfrconiuge

PROCACCIATORE DI AFFARI E CESSAZIONE DEL RAPPORTO.
Al procacciamento di affari si applicano in via analogica le disposizioni relative al contratto di agenzia, in particolare le provvigioni, che non presuppongono un carattere stabile e predeterminato del rapporto, e non anche quelle, di legge e di contratto, che lo presuppongono, quali la indennità di mancato preavviso, la indennità suppletiva di clientela e la indennità di cessazione del rapporto ( Tribunale Bari 1/3/2018).
Avv Emanuela Manini.#procacciatoreaffaricessazione

CUMULO TRA RENDITA PERMANENTE INAIL E RISARCIMENTO DEL DANNO, IL CHIARIMENTO DELLE SEZIONI UNITE.
Un lavoratore subiva un infortunio sul lavoro durante il tragitto di andata e ritorno dalla abitazione al lavoro. L’Inail liquidava una rendita da invalidita’ permanente, la compagnia di assicurazioni del terzo investitore liquidava il risarcimento del danno. La Corte di Cassazione SSUU, investita della questione, ha chiarito che l’importo della rendita Inail va detratto dall’ammontare del risarcimento del danno, corrisposto per lo stesso titolo dal terzo responsabile dell’illecito, negando il cumulo tra le due indennità risarcitorie ( Cass Civ SSUU 12566/2018).
Avv Emanuela Manini.

ATTIVITA’ LUDICA DURANTE LA MALATTIA, LEGITTIMO IL LICENZIAMENTO. Lo svolgimento di qualsiasi attività, non solo lavorativa ma anche ludica, da parte di un lavoratore durante il periodo di malattia può giustificare il licenziamento potendo pregiudicare o ritardare la guarigione. Ciò determina una violazione dei doveri di correttezza e buona fede, nonchè degli obblighi contrattuali di fedeltà a carico del dipendente. ( Cass Civ 6047/2018). Avv Emanuela Manini. #malattiaattivitàludica

IL LICENZIAMENTO INTIMATO PRIMA DEL SUPERAMENTO DEL COMPORTO E’ NULLO, LO DICONO LE SEZIONI UNITE DELLA CASSAZIONE.
Un lavoratore veniva licenziato per superamento del periodo di comporto ( in relazione alla certificazione medica di prognosi oltre il periodo di comporto) nonostante tale arco temporale non fosse esaurito al momento del licenziamento. La Corte di appello riteneva il licenziamento valido, seppure inefficace fino all’ultimo giorno di malattia. La Corte di cassazione a Sezioni Unite, investita della questione, ha ritenuto il licenziamento nullo perchè disposto al di fuori delle fattispecie previste dalla legge e come tale privo di efficacia. ( Cass civ SS UU 12568/2018).
Avv Emanuela Manini.#licenziamentocomporto

LEGITTIMO IL BLOCCO DELLA PEREQUAZIONE DELLE PENSIONI SUPERIORI A SEI VOLTE IL TRATTAMENTO MINIMO.
La Corte Costituzionale, investita della questione di legittimità costituzionale delle norme contenute nel DL 201/2011 e nella legge 147/2013, che hanno disposto il blocco della rivalutazione automatica delle pensioni di importo superiore a sei volte il trattamento minimo Inps, ha dichiarato la legittimità delle leggi, a fronte di esigenze finanziarie sulla base delle quali il legislatore può decidere di sacrificare parzialmente l’interesse dei pensionati ( Corte Cost 11 maggio 2018 n 96).
Avv Emanuela Manini. #bloccoperequazione

APE VOLONTARIA, COSA C’E’ DA SAPERE. Può presentare all’Inps domanda di rilascio di certificazione di Ape chi abbia compiuto i 63 anni di età e non disti più di 3 anni e 7 mesi dal raggiungimento del diritto alla pensione di vecchiaia. Non è necessario cessare la attività lavorativa. Solo dopo il rilascio di certificazione si può presentare domanda di Ape, da effettuarsi entro il 31/12/2019. Con la domanda il soggetto accetta il finanziamento bancario e la assicurazione contro il rischio premorienza. Avv Emanuela Manini.#apevolontaria volontaria

SOSPENSIONE DEL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI ALLA GESTIONE SEPARATA.
La legge 81/2017 ha introdotto la possibilità, per il caso di malattia o di infortunio che non consenta al lavoratore iscritto alla gestione separata lo svolgimento del lavoro per oltre 60 giorni, di sospendere il versamento della contribuzione per l’intera durata della malattia o dell’infortunio, fino ad un massimo di due anni. Al termine della sospensione il lavoratore deve versare i contributi ed i premi non versati in rate mensili pari a tre volte i mesi di sospensione. La norma si applica ai titolari di partita Iva ed ai collaboratori coordinati e continuativi.
Avv Emanuela Manini. #contributigestioneseparatasospensione

CONTRIBUZIONE AOOBLIGATORIA ANCHE SENZA ISCRIZIONE ALLA CASSA.
Il professionista, quando emette fattura per i compensi percepiti, deve maggiorare l’importo della percentuale da versare alla Cassa quale contributo integrativo, a carico del committente,il quale è tenuto in concreto a sostenere il costo del predetto contributo. Il professionista è tenuto al versamento del contributo alla Cassa anche se non iscritto alla stessa, attesa la funzione solidaristica assegnata a tale contribuzione. ( Trib Salerno 5 ottobre 2017).
Avv Emanuela Manini. #contribuzioneobbligatoriacassa

OPERATIVO L’ACCORDO TRA INPS E CASSA FORENSE PER IL CUMULO DEI CONTRIBUTI.
Dal 15 maggio 2018 è operativo l’accordo tra la Cassa Forense e l’Inps per il cumulo gratuito dei contributi. Si ricorda che sono già operativi gli accordi con le casse di medici, ingegneri e architetti, infermieri, farmacisti, veterinari, psicologi, periti industriali, geometri, giornalisti e ragionieri. Il cumulo è gratuito e consente di sommare i periodi contributivi non coincidenti. ( comunicato Inps 15 maggio 2018).
Avv Emanuela Manini.#cumulocassarorenseinps

TUTELA REINTEGRATORIA, POSSIBILE ANCHE IN CASO DI LICENZIAMENTO PER MOTIVI OGGETTIVI. Nel caso di licenziamento per motivi oggettivi il lavoratore licenziato, che soggiace alla applicazione della legge Fornero, può essere reintegrato nel caso di manifesta insussistenza del fatto posto a base dello stesso. La verifica del requisito della manifesta insussistenza del fatto posto a base del licenziamento riguarda sia le ragioni inerenti alla attività produttiva, l’organizzazione del lavoro ed il regolare funzionamento di essa, sia la impossibilità di ricollocare il lavoratore altrove .Laddove il datore di lavoro non provi di avere effettuato il tentativo di ricollocazione, il lavoratore deve essere reintegrato ( Cass civ 10435/2018). Avv Emanuela Manini. #reintegralicenziamento

ASSUNZIONE DEL CONIUGE, SOLO SE C’E’ SUBORDINAZIONE.
Nel caso di una società, dove il socio di maggioranza sia anche amministratore, la assunzione con contratto di lavoro subordinato del coniuge da parte della predetta società potrebbe esporre il rapporto di lavoro a contestazione da parte dell’Inps, in applicazione del principio generale della volontarietà e della gratuità del rapporto tra coniugi. Affinchè il rapporto sia considerato autentico è necessario il requisito della subordinazione, inteso come effettiva dipendenza di un coniuge all’altro, con onere della prova a carico dei diretti interessati ( circolare Inps 179/1989).
Avv Emanuela Manini.#assunzioneconiuge

REGISTRAZIONE DI CONVERSAZIONI TRA COLLEGHI A LORO INSAPUTA, ILLEGITTIMITA’ DEL LICENZIAMENTO.
Un dipendente aveva effettuato fonoregistrazioni di conversazioni tra colleghi in orario di lavoro,ed a loro insaputa. Esibita la chiavetta in sede di procedimento disciplinare a suo carico, il datore di lavoro lo aveva licenziato per violazione delle disposizioni sulla privacy. La Corte di Cassazione, adita dopo due gradi di giudizio, ha ritenuto che le registrazioni effettuate dal lavoratore all’insaputa dei colleghi non costituissero una condotta scorretta, poiché essa era stata messa in atto al fine di dimostrare la conflittualità nel posto di lavoro e pertanto di precostituire prove a suo favore. La Corte ha pertanto disposto la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro ( Cass civ 11322/2018).
Avv Emanuela Manini.#registrazionilavoratore

CONTRIBUZIONE FIGURATIVA DURANTE LA ASTENSIONE OBBLIGATORIA, PRECISAZIONI.
I periodi corrispondenti a quelli per i quali è prevista la astensione obbligatoria dal lavoro in relazione alla maternità, ma che si collochino al di fuori del rapporto di lavoro, seppure riconosciuti come periodi contributivi attraverso la contribuzione figurativa, non sono utili ai fini del riconoscimento del diritto alla indennità di disoccupazione ( Cass civ 3042/2017). Avv Emanuela Manini. #contribuzionefigurativamaternità

COLLABORAZIONE O LAVORO SUBORDINATO, IL CASO FOODORA.
Alcuni lavoratori di Foodora, addetti a mansioni di fattorino in base a contratti di collaborazione coordinata e continuativa a tempo determinato, hanno chiesto l’accertamento della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato, con corresponsione delle differenze retributive. Il Tribunale di Torino ha rigettato la loro domanda poiché i lavoratori potevano dare la propria disponibilità o meno per uno dei turni indicati dalla società e, viceversa, questa non era obbligata ad assegnare un turno, inoltre mancava un potere direttivo ed organizzativo del datore di lavoro, che non poteva pretendere la prestazione. Di qui, anche se Foodora ha organizzato tempi e modalità di lavoro, senza la subordinazione il contratto resta di collaborazione ( Trib. Torino 778/2018).
Avv Emanuela Manini.

NOZIONE DI LAVORO INTERMITTENTE O ”A CHIAMATA”AI SENSI DELL’ART 13 DLGS 81/2015( JOBS ACT).
Il lavoro intermittente o a chiamata ( detto anche job on call) è un contratto con il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro, esclusivamente privato, per lo svolgimento di una prestazione lavorativa discontinua o intermittente. La legge fissa in 400, nell’arco di 3 anni, il limite massimo di giornate lavorative effettivamente lavorabili a chiamata, al superamento del limite il rapporto si trasforma in ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno ed indeterminato. E’ vietato il ricorso a tale tipo di lavoro per sostituire lavoratori scioperanti,qualora siano in corso interventi di integrazione salariale, per i datori di lavoro che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi.
Avv. Emanuela Manini.#lavorointermittente

CONFLITTO TRA DIPENDENTI, FISIOLOGICO CONTRASTO O MOBBING?
Qualora il luogo di lavoro sia inquinato da condotte, nei rapporti tra colleghi, che perseguono un intento persecutorio nei confronti di un lavoratore, grava in capo al datore di lavoro l’obbligo di garantire un ambiente scevro da tensioni, che possano determinare un danno alla salute psicofisica del lavoratore. Questi, nel momento in cui agisca contro il proprio datore di lavoro, è tenuto a dimostrare la condotta persecutoria ai suoi danni da parte dei colleghi, da non confondere con un fisiologico contrasto tra dipendenti, non concretamente eliminabile ( Cass civ 24358/2017).
Avv Emanuela Manini. #conflittodipendentimobbing

MANCATO GODIMENTO DELLE FERIE PER VOLONTA’ DEL LAVORATORE, NO ALLA INDENNITA’ SOSTITUTIVA FERIE.
Dal mancato godimento delle ferie deriva- una volta che sia divenuto impossibile per l’imprenditore, anche senza sua colpa, di adempiere all’obbligo di consentirne al lavoratore la fruizione- il diritto del lavoratore al pagamento della indennità sostitutiva, che ha natura retributiva e non risarcitoria. Il diritto a tale indennità viene meno qualora il datore di lavoro dimostri di avere offerto al lavoratore un tempo adeguato per il godimento delle ferie, di cui il lavoratore non abbia usufruito ( Cass civ 2496/2018).
Avv Emanuela Manini. #indennitàferie

SOSTITUZIONE DELLA MALATTIA CON LE FERIE, SI’ MA NON IN AUTOMATICO.
Al fine di evitare il superamento del periodo di comporto, ed il conseguente rischio di licenziamento, il lavoratore, che non è in condizione di riprendere il servizio, può sospendere il decorso del termine mediante richiesta di fruizione delle ferie maturate durante la malattia. La domanda del dipendente consente di superare la incompatibilità della malattia con le ferie, in ragione della sua funzione di evitare la perdita della occupazione. Tuttavia la fruizione di ferie non è automatica ma deve essere richiesta al datore di lavoro, cui spetta la decisione ( Cass civ 17538/2014).
Avv Emanuela Manini.#feriemalattia

DEMANSIONAMENTO DOPO LA RIFORMA DELL’ART 2103 CC AD OPERA DEL JOBS ACT.
A seguito della modifica apportata all ‘art 2103 cc ad opera del Jobs Act, il demansionamento è ora consentito in tre casi : 1) modifica degli assetti organizzativi aziendali che incidono sulla posizione del lavoratore; 2) ipotesi previste dalla contrattazione collettiva; 3) accordo in sede protetta. Con riguardo alla ipotesi n 3, ciò è consentito quando l’accordo sia sottoscritto nell’interesse del lavoratore alla conservazione del posto di lavoro; quando l’accordo è funzionale alla acquisizione di una diversa professionalità; quando l’intesa tenda ad un miglioramento delle condizioni di vita del lavoratore ( es, avvicinamento alla residenza).Al di fuori delle ipotesi di legge, il demansionamento è illegittimo ed il lavoratore può chiedere il ripristino delle mansioni nonché il risarcimento del danno. Avv Emanuela Manini

CRITICA DEL DATORE DI LAVORO SU FACEBOOK, LEGITTIMO IL LICENZIAMENTO.
La pubblicazione sulla propria pagina Facebook di un post dai toni fortemente critici e spregiativi nei confronti del datore di lavoro costituisce elemento idoneo a far venire meno il vincolo fiduciario tra lavoratore e datore di lavoro, e tale da giustificare un licenziamento per giusta causa, tenuto altresì conto della possibilità che il social network ha di propagare in maniera illimitata i suoi contenuti. Nè varrà dire che la bacheca FB è accessibile a pochi interlocutori, ammessi al profilo, atteso che, al contrario, proprio l’utilizzo del social è da considerare alla stregua di una diffamazione per essere uno strumento di diffusione sociale pressocchè illimitato. Di qui, la legittimità del licenziamento intimato al lavoratore ( Cass civ 10280/2018).
Avv Emanuela Manini.#criticafbdatorelavoro