Monthly Archives: aprile 2013

ASPI

Ancora sulla Assicurazione sociale per l’impiego (ASPI).
La legge 28/6/2012 n. 92 (c.d. legge “Fornero”) ha realizzato la riforma dei trattamenti di disoccupazione (l’art. 2 della citata legge re-ca la rubrica “ammortizzatori sociali”) attraverso la graduale sostituzione di quasi tutti gli interventi, legati alla perdita del lavoro, previsti dalla vigente legislazione, e la introduzione della Assicurazione sociale per l’impiego (ASPI), demandata alla gestione Inps delle prestazioni temporanee, di cui all’art. 24 L. n. 88/1989, da applicarsi a tutti gli eventi di disoccupazione verificatisi a partire dal 1/1/2013.
L’ASPI si applica ai lavoratori dipendenti, compresi gli apprendisti ed i soci di cooperativa in regime di subordinazione, ad esclusione dei dipendenti pubblici assunti con contratto di lavoro a tempo in-determinato e degli operai agricoli.
Requisiti per l’accesso all’ASPI sono il possesso di almeno due anni di contribuzione, di cui uno nell’ultimo anno, nonché la involontarietà dello stato di disoccupazione. Pertanto sono esclusi coloro che abbiano cessato il rapporto di lavoro per dimissioni con esclusione del caso di dimissioni per giusta causa o per risoluzione consen-suale del rapporto, ad eccezione del caso in cui si addivenga alla ri-soluzione consensuale del rapporto di lavoro all’esito della procedu-ra di conciliazione, avviata nell’ambito di un licenziamento per giu-stificato motivo oggettivo (art. 7 L. n. 604/1966, come novellato dall’art. 1, comma 40, L. n. 92/2012).
Tuttavia, la perdita dello stato di disoccupazione non comporta la immediata cessazione della prestazione, bensì la sua sospensione, per il caso di instaurazione di rapporto di lavoro subordinato di du-rata non superiore a 6 mesi.
Per il caso di avvio di una attività di lavoro autonomo è necessario informare l’Inps entro un mese dall’inizio della attività (pena la perdita immediata del beneficio), indicando il reddito annuo che si pre-vede di conseguire.
Se esso risulta inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, la indennità sarà mantenuta, seppure in misura ridotta.
A partire dall’anno 2013 la indennità di disoccupazione con requisiti ridotti è sostituita dalla “mini ASPI”, la quale è riconosciuta a chi possa far valere almeno 13 settimane di contribuzione nell’ultimo anno (attualmente, per la fruizione della indennità con requisiti ri-dotto occorrono almeno 78 giornate lavorate).
Infine, è prevista la decadenza dalla fruizione dell’ASPI (o della mini ASPI), oltrechè per il caso di avvio di attività di lavoro autonomo senza comunicarlo all’Inps, per il conseguimento dei requisiti per la fruizione della pensione di vecchiaia o anticipata, ovvero per acqui-sizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, salva la opzione del soggetto per la conservazione della indennità di disoccupazione.
Avv. Emanuela Manini

Prescrizione contributi previdenziali circolare Inps 31/2012

Ancora sulla prescrizione dei contributi previdenziali ed assistenziali. Chiarimenti alla circolare Inps n. 31 del 2/3/2012 in materia di prescrizione della contribuzione e delle modalità di computo del termine prescrizionale.

Vengono spesso richiesti chiarimenti in ordine alla materia della prescrizione dei contributi previdenziali ed assistenziali, con particolare riferimento alle modalità di computo del termine prescrizionale ed ai requisiti dell’atto interruttivo della prescrizione inviato dall’Inps al datore di lavoro.

Con circolare n. 31 del 2/3/2012, rubricata “Prescrizione dei contributi previdenziali ed assistenziali. Denuncia del lavoratore e dei suoi superstiti”, l’Inps, recependo recenti orientamenti giurisprudenziali (Cass. Civ. sez. uni. 5784/2008, 6173/2008; sez. civ. 5811/2010, n. 22739/2010), nell’ambito dei quali è risultato chiarito che la denuncia del lavoratore deve avvenire prima dello spirare della prescrizione quinquennale, al fine di consentire il raddoppio dei termini di prescrizione (da 5 a 10 anni), ai sensi dell’art. 3, comma 9, L. 335/1995, ha fornito istruzioni specifiche in materia.

In proposito, preliminarmente l’Istituto ricorda che la denuncia costituisce lo strumento attraverso il quale il legislatore ha consentito al lavoratore o ai suoi superstiti la possibilità di ottenere il riconoscimento della contribuzione non versata dal soggetto tenuto per legge all’adempimento contributivo.

Legittimati ad effettuare la denuncia sono i lavoratori subordinati o a progetto, i lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, gli associati in partecipazione, i coodiuvanti dell’imprenditore artigiano e commerciante, i componenti del nucleo familiare dei lavoratori autonomi agricoli.

A partire dal 1/1/1996, i contributi dovuti al Fondo pensioni lavortori dipendenti ed alle altre gestioni pensionistiche obbligatorie, si prescrivono in 5 anni. Tuttavia, è consentito il mantenimento del termine prescrizionale di 10 anni qualora il lavoratore o i suoi superstiti presentino all’Istituto una denuncia entro il termine di 5 anni dalla scadenza dei contributi per i quali si chiede il recupero.

Ne discende che una denuncia presentata dopo lo spirare del termine di 5 anni dalla scadenza del versamento dei contributi non è idonea ad interrompere i termini di prescrizione, con la conseguenza che i contributi si considerano prescritti e non potranno essere recuperati nei confronti del datore di lavoro.

Per fare un esempio, per i contributi in scadenza a gennaio 2009, la prescrizione interviene a gennaio 2014. In presenza di una denuncia che interviene entro 5 anni dalla scadenza del contributo (ad esempio a gennaio 2012) la prescrizione maturerà a gennaio 2019 (ovvero entro 10 anni dalla scadenza del contributo).

Ai fini della interruzione della prescrizione, in presenza della denuncia del lavoratore o dei suoi superstiti, è comunque indispensabile che l’Istituto invii al datore di lavoro un atto interruttivo della prescrizione.

Chiarimenti alla materia sono stati apportati dall’Inps anche con il messaggio del 4/6/2012.

Avv. Emanuela Manini

Allegati: circolare Inps n. 32/2012

Scarica circolare Inps 31/2012