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circolare inps n. 108 del 9.8.10

EM/commento circolare inps n. 108 del 9.8.10

ISCRIZIONE A RUOLO DA PARTE DELL’INPS DEI CONTRIBUTI E/O PREMI NON VERSATI. ARTT. 30 E 38, COMMA 12, d.l. N.78/2010, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. N. 122/2010. POTENZIAMENTO DEI PROCESSI DI RISCOSSIONE DELL’INPS E MODIFICHE AI TERMINI DI DECADENZA, DI CUI ALL’ART. 25, COMMA 1, DLGS N. 46/1999. CIRCOLARE INPS N. 108 DEL 9/8/2010.

Importanti novità legislative sono contenute negli artt. 30 e 38 del D.L. n. 78/2010, convertito con modificazioni dalla L. n. 122/2010 in materia di crediti previdenziali di competenza dell’Inps e di processi di riscossione.

Sul punto, l’art. 30, comma 10, del D.L. n. 78/2010, rubricato “Potenziamento dei processi di riscossione dell’Inps”, ha abrogato l’art. 25, comma 2, Dlgs n. 46/1999, in materia di sospensione della attività di recupero dell’Agente di riscossione da parte dell’Ente previdenziale in pendenza di gravame amministrativo.

Recitava, in proposito, il sopra citato art. 25, comma 20: “Dopo l’iscrizione a ruolo l’ente, in pendenza di gravame amministrativo, può sospendere la riscossione con provvedimento motivato notificato al concessionario ed al contribuente. Il provvedimento può essere revocato ove sopravvenga fondato pericolo per la riscossione”.

Pertanto, a seguito della abrogazione, con efficacia immediata, della sopraindicata norma per effetto dell’art. 30, comma 10, D.L. n. 78/2010, non sarà più consentito all’Ente previdenziale di disporre provvedimenti di sospensione derivanti dalla presentazione di un ricorso amministrativo, ovvero riguardanti ricorsi amministrativi ancora pendenti, ferma restando la emissione di provvedimenti di sospensione della attività di recupero dei crediti contributivi per ragioni contabili (es. pagamenti già effettuati), amministrativi (es. crediti dilazionati), giudiziari (es. ordinanza di sospensione della esecutività della cartella).

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Altra importante novità è contenuta nell’art. 38, D.L. cit., rubricato “Altre disposizioni in materia tributaria”, il quale ha effettuato modifiche ai termini di decadenza, stabiliti dall’art. 25, 1 comma, Dlgs n. 46/1999, il quale prevede che gli Enti previdenziali, in via generale, debbano procedere all’iscrizione a ruolo dei contributi o dei premi non versati entro il 31 dicembre dell’anno successivo al termine fissato per il versamento.

L’art. 38, 2 comma, cit, modificando la sopracitata disciplina, ha previsto che “Le disposizioni contenute nell’art. 25 del decreto legislativo 26 febbraio 1999 n. 46, non si applicano, limitatamente al periodo compreso tra l’1/1/2010 e il 31/12/2012, ai contributi notificati successivamente alla data del 1 gennaio 2004, dall’Ente creditore”.

Tale previsione normativa, sospendendo nel predetto periodo gli effetti della decadenza, di cui al citato art. 25, consente pertanto all’Istituto previdenziale di procedere alla iscrizione a ruolo di tutti i crediti, anche riferiti a periodi di competenza precedenti, omessi, accertati e notificati a decorrere dal 1/1/2004, seppure nel rispetto dei termini di prescrizione.

Vi è dunque da aspettarsi che l’Istituto previdenziale avvii, previa ricognizione delle posizioni, riportate negli archivi, la iscrizione a ruolo di crediti contributivi, per i quali, per effetto della nuova disciplina legislativa, deve dirsi venuta meno la decadenza.

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Per completezza, si precisa che prime istruzioni applicative del nuovo dettato legislativo in materia di crediti previdenziali, di competenza dell’Istituto, sono state dettate dall’Inps con circolare n. 108 del 9/8/2010.

Avv. Emanuela Manini

artt. 30 e 38 D.L. n. 78/2010;

circolare Inps n. 108/2010.

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circolare Inps n. 106 del 2010 rateazione debiti contributivi

EM/mg commento modifiche alla disciplina in materia di rateizzazione dei debiti contributivi inps e procedure

MODIFICHE ALLA DISCIPLINA IN MATERIA DI RATEAZIONE DEI DEBITI CONTRIBUTIVI NEI CONFRONTI DELL’INPS. PROCEDURE DA SEGUIRE AL FINE DI OTTENERE LA DILAZIONE DEL PAGAMENTO NON EVASO DELLA CONTRIBUZIONE PREVIDENZIALE ED ASSISTENZIALE. NOVITA’ INTRODOTTE IN MATERIA DALLA CIRCOLARE INPS N. 106 DEL 3/8/2010.

Con propria circolare n. 106 del 3/8/2010 l’Inps, prendendo atto della crisi imprenditoriale del Paese, ha inteso ridefinire le modalità di dilazione dei debiti contributivi da parte di datori di lavoro in situazione di momentanea ed obbiettiva difficoltà economica, favorendo il pagamento della contribuzione inevasa.

Queste le più significative novità introdotte dalla circolare in commento.

Facoltà per l’azienda con lavoratori subordinati di dilazionare la obbligazione di versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali, operate sulle retribuzioni corrisposte ai dipendenti e non versate all’Inps.

A decorrere dalla pubblicazione della circolare è consentito al datore di lavoro, quale unico ed esclusivo responsabile dell’adempimento della obbligazione contributiva, di assolvere, anche in forma rateale, all’obbligo del versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali, operate sulle retribuzioni e non versate all’Inps.

Tuttavia, precisa l’Istituto previdenziale, tale facoltà non produce effetto sulla permanenza dell’obbligo da parte dell’Istituto di inoltrare denuncia alla competente autorità giudiziaria della fattispecie di reato (punita con la reclusione o con la multa), costituita dal mancato versamento delle ritenute operate sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori (salva la speciale causa di non punibilità in favore del datore di lavoro per il caso di pagamento, entro tre mesi dalla contestazione dell’illecito, delle somme dovute per il predetto titolo).

Esclusione dell’obbligo di versamento della quota pari ad 1/12 del dovuto prima della emissione del piano di ammortamento.

Il soggetto che intende accedere alla rateazione dei debiti contributivi non dovrà provvedere al versamento della rata provvisoria nella misura del dodicesimo dell’importo dei contributi (o delle sanzioni) da rateizzare, in attesa della sottoscrizione del piano di ammortamento, essendo sufficiente che all’atto di presentazione della domanda di rateazione il richiedente sottoscriva l’estratto contributivo relativo ai crediti oggetto di dilazione, cui farà seguito la sottoscrizione del piano di ammortamento (a rate mensili, pari al numero accordato) entro 10 gg. dalla delibera di accoglimento della domanda, ed il pagamento della prima rata, nella misura stabilita, prima o contestualmente alla sottoscrizione del predetto piano.

Competenza dell’Agente di Riscossione alla concessione della rateazione dei crediti iscritti a ruolo dall’Ente previdenziale.

Dalla pubblicazione della circolare i soggetti che intendano regolarizzare in forma dilazionata la propria esposizione debitoria relativa a contributi, iscritti a ruolo, dovranno inoltrare la domanda di rateazione non all’Ente Previdenziale impositore, ma all’Agente di riscossione, al quale spetta valutare la sussistenza, o meno, delle condizioni per l’accoglimento della domanda. Sul punto, si ricorda che è consentita, sussistendone le condizioni, la ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo fino ad un massimo di 72 rate.

Avv. Emanuela Manini

Circolare Inps 106/2010

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Intermediazione illecita di manodopera

EM/mg commento intermediazione illecita di manodopera

Intermediazione illecita di manodopera e versamento della contribuzione da parte del datore di lavoro fittizio (appaltatore od interposto). Efficacia non estintiva del debito contributivo gravante sul datore di lavoro effettivo, attraverso il pagamento dei contributi da parte dell’intermediario. Breve commento alla sentenza della Corte di Cassazione n. 17223 del 22/7/2010.

Con la recentissima sentenza n. 17223 del 22/7/2010, la Corte di Cassazione torna della intermediazione illecita di manodopera nonchè sulla efficacia estintiva, o meno, del debito contributivo, gravante sul datore di lavoro effettivo, attraverso il pagamento dei contributi da parte dell’intermediario, concludendo nel senso che per il caso di accertata intermediazione illecita di manodopera, il versamento dei contributi, effettuato dal datore di lavoro apparente, non estingue la obbligazione contributiva gravante sul datore di lavoro effettivo.

Tale pronuncia giudiziale interrompe la serie delle sentenze, emessa dalla Corte di Cassazione in tema di efficacia liberatoria, o meno, del versamento dei contributi effettuato dal datore di lavoro interposto (sentenze n. 12509/2004, n. 6649/2004, n. 6144/2004, da ultimo, n. 17501/2009, n. 8451/2010) le quali hanno affermato il principio di diritto che i pagamenti dei contributi da parte dell’intermediario (cd. datore di lavoro apparente) hanno effetto estintivo del debito contributivo gravante sul datore di lavoro effettivo, in ossequio al principio dell’effetto liberatorio, di cui all’art. 1180 cc. (pagamento ad opera di un terzo), in forza del quale la obbligazione contributiva, gravante sul datore di lavoro effettivo, si considera, ai sensi del citato articolo, utilmente adempiuta per effetto del versamento contributivo effettuato dal datore di lavoro fittizio.

Andando di contrario avviso, la Suprema Corte, con la sopra citata sentenza, esclude che l’effettivo datore di lavoro possa invocare la applicazione dell’art. 1180 cc., da intendersi riferita ad un unico rapporto di lavoro, estinto da persona diversa dal debitore, con la conseguenza che questi sarà tenuto al versamento, per l’intero, della contribuzione dovuta per tutto il periodo della illecita intermediazione, a nulla rilevando il pagamento dei contributi effettuato dal datore di lavoro solo apparentemente titolare del rapporto di lavoro.

Avv. Emanuela Manini