Illegittimità del licenziamento disciplinare intimato ad un dipendente di Trenitalia Spa per non avere ottemperato ad un trasferimento

Licenziamento disciplinare di un dipendente di Trenitalia spa, che aveva rifiutato di recarsi in un impianto diverso da quello di assegnazione, a seguito di un trasferimento. Legittimo esercizio di autotutela, di cui Leggi tutto »

TEMPO IMPIEGATO PER INDOSSARE LA DIVISA

IL TEMPO IMPIEGATO PER INDOSSARE LA DIVISA E’ DA CONSIDERARE LAVORO E VA PERTANTO RETRIBUITO? IL PUNTO ALLA LUCE DELLA RECENTISSIMA GIURISPRUDEN-ZA (Cass. Civ. Sez. Lav. 3/2/2017 N. 2965). —°— Disciplina Legislativa. Leggi tutto »

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Società di gestione di immobili ed iscrizione alla gestione commercianti Inps

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Ordine giudiziale di reintegra del lavoratore, illegittimamente licenziato, ed inadempimento da parte del datore di lavoro. Esecuzione coattiva della sentenza quanto agli adempimenti formali del rapporto di lavoro. Breve commento ad ordinanza Leggi tutto »

Decesso del familiare di lavoratore per esposizione all’amianto

Decesso del familiare di lavoratore dipendente di FS Spa/RFI Spa per mesotelioma pleurico a seguito di esposizione indiretta all’amianto. Risarcimento del danno agli eredi. Breve commento alla sentenza del Tribunale di Bologna Leggi tutto »

Alternanza scuola lavoro. Circolare INAIL 44/2016

Studenti impegnati in attività di alternanza scuola lavoro. Legge n. 107/2015. I chiarimenti apportati in materia dalla circolare Inail n. 44 del 21/11/2016. Con circolare n. 44 del 21/11/2016, l’Inail è intervenuta Leggi tutto »

Illegittimità della sanzione disciplinare inflitta ad un dipendente di Trenitalia Spa

Illegittimità della sanzione disciplinare inflitta ad un dipendente di Trenitalia Spa per omessa effettuazione della condotta nella giornata di sciopero. Tardiva affissione dei treni garantiti. Breve commento alla sentenza n. 4276/2016 del Leggi tutto »

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Licenziamento disciplinare di un dipendente di Trenitalia Spa, intimato a seguito del reiterato rifiuto del lavoratore a condurre il treno con modalità “ad agente unico”. Declaratoria di illegittimità del licenziamento ed ordine Leggi tutto »

Superamento del comporto per malattia nel settore ferroviario e dichiarazione di illegittimità del licenziamento.

COMPORTO PER MALATTIA NEL SETTORE FERROVIARIO. CORRETTA INTERPRETAZIONE DELLA CLAUSOLA COLLETTIVA IN MATERIA (ART. 32 CCNL ATTIVITA’ FERROVIARIE 2012) DICHIARAZIONE DI ILLEGITTIMITA’ DEL LICENZIAMENTO PER SUPERAMENTO DEL PERIODO DI COMPORTO. Si segnala Leggi tutto »

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Intermediazione illecita di manodopera negli appalti ferroviari. Prescrizione dei crediti retributivi

Intermediazione illecita di manodopera nell’ambito degli appalti ferroviari. Prescrizione delle differenze retributive maturate nei confronti della società intermittente. Insussistenza. Breve commento alla sentenza n. 146/2016, pronunciata in data 16/2/2016 dalla Corte di Leggi tutto »

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Legge di Stabilità 2016, le novità più rilevanti. 1) Nuove regole per la contribuzione Inps artigiani/commercianti. Viene modificato il regime previdenziale di vantaggio per gli artigiani e i commercianti iscritti alle relative Leggi tutto »

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Società di gestione di immobili ed obbligo contributivo

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Illegittimità del licenziamento disciplinare intimato ad un dipendente di Trenitalia Spa per non avere ottemperato ad un trasferimento

Licenziamento disciplinare di un dipendente di Trenitalia spa, che aveva rifiutato di recarsi in un impianto diverso da quello di assegnazione, a seguito di un trasferimento. Legittimo esercizio di autotutela, di cui all’art. 1460 cc.
Breve commento alla sentenza n. 18178/2017 del 24/7/2017 della Corte di Cassazione, sez. lav.
Con sentenza n. 5320/2014 la Corte di Appello di Torino, in riforma della sentenza di primo grado del Tribunale di Novara, dichiarava la illegittimità del licenziamento intimato per giusta causa ad un lavoratore, dipendente di Trenitalia Spa, patrocinato dall’Avv. Emanuela Manini, poiché esso non aveva ottemperato all’ordine di prendere servizio presso un impianto, ubica-to in altra regione, a seguito di un trasferimento, risultando assente ingiusti-ficato nel corso di alcune giornate.
La Corte di Cassazione, adita da Trenitalia Spa, ha rigettato il ricorso, con-fermando la statuizione della Corte di Appello di Torino, di declaratoria di illegittimità del licenziamento intimato.
In proposito, la Suprema Corte, richiamando consolidati orientamenti, ha precisato:
“il provvedimento del datore di lavoro avente ad oggetto il trasferimento di sede di un lavoratore, non adeguatamente giustificato a norma dell’art. 2103 cc., determina la nullità dello stesso ed integra un inadempimento parziale del contratto di lavoro, con la conseguenza che la mancata ottemperanza al-lo stesso provvedimento da parte del lavoratore trova giustificazione sia qua-le attuazione di un’eccezione di inadempimento (art. 1460 cc.), sia sulla base del rilievo che gli atti nulli non producono effetti, non potendosi ritenere che sussista una presunzione di legittimità dei provvedimenti aziendali che im-ponga l’ottemperanza agli stessi fino ad un contrario accertamento in giudi-zio” (cfr. fra le molte, Cass. n. 26920/2008).
Con riguardo al caso di specie, la Corte di Cassazione ha ritenuto corretta-mente compiuta la valutazione espressa con la sentenza impugnata della Cor-te di Appello di Torino, la quale ha dichiarato la legittimità dell’esercizio del potere di autotutela del lavoratore, all’atto in cui ha rifiutato il trasferimento in altra sede, ritenendo prevalenti le ragioni del dipendente su quelle fatte valere dalla società, a base del trasferimento.
Di qui, il rigetto del ricorso promosso da Trenitalia Spa e la conferma di ille-gittimità del licenziamento, intimato al dipendente.
Avv. Emanuela Manini
Allegato: sent. 18178/2017 Corte di Cassazione

20170724163057408

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TEMPO IMPIEGATO PER INDOSSARE LA DIVISA

IL TEMPO IMPIEGATO PER INDOSSARE LA DIVISA E’ DA CONSIDERARE LAVORO E VA PERTANTO RETRIBUITO? IL PUNTO ALLA LUCE DELLA RECENTISSIMA GIURISPRUDEN-ZA (Cass. Civ. Sez. Lav. 3/2/2017 N. 2965).
—°—
Disciplina Legislativa.
Per chiarire se il tempo impiegato per indossare e dismettere la divisa sia da considerare attività lavorativa occorre partire dalla definizione di orario di lavoro.
L’art. 3 D.L. n. 692/1923 ha definito lavoro effettivo “ogni lavoro che ri-chieda una applicazione assidua e continuativa”, in seguito, l’art. 1, comma 2, lett. a) Dlgs n. 66/2003 ha circoscritto il campo dell’orario di lavoro “a qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro e nell’esercizio della sua attività o delle sue funzioni”.
La sopracitata normativa, stante il carattere generico delle definizioni adotta-te, ha indotto la giurisprudenza, di legittimità e di merito, a ritenere che essa non preclude di ritenere che il tempo impiegato per indossare la divisa sia da considerarsi lavoro effettivo, e che come tale debba essere retribuito, tuttavia occorre che tale operazione sia diretta dal datore di lavoro, il quale ne disci-plina il tempo ed il luogo di esecuzione (Cass. Civ. 2965/2017; 1352/2016, 7396/2015; 9215/2012).
—°—
Eterodirezione ed orario di lavoro.
Una volta risultato chiarito che per qualificare il tempo impiegato per indos-sare la divisa come lavoro è indispensabile la soggezione del lavoratore al da-tore di lavoro, occorre individuare quali sono gli indici rivelatori della etero-direzione nella fase di vestizione/svestizione dell’abito da lavoro.
Le principali caratteristiche delineate dalla giurisprudenza sono:
– dove sia data facoltà al lavoratore di scegliere il tempo ed il luogo dove in-dossare la divisa (anche presso la propria abitazione, prima di recarsi al lavo-ro) la relativa attività costituisce atto preparatorio allo svolgimento della atti-vità di lavoro, e come tale non deve essere retribuito, al contrario, se tale operazione è diretta dal datore di lavoro, che ne disciplina il tempo ed il luo-go della esecuzione, essa rientra nel novero del lavoro effettivo e come tale va retribuita (Cass. Civ. 15734/2003);
– un indice assai rilevante della eterodirezione è costituito dall’obbligo di in-dossare la divisa all’interno del luogo di lavoro (Trib. Taranto 20/12/2012, Trib. Milano 6/6/2006), a maggiore ragione, qualora il datore di lavoro predi-sponga nell’ambiente di lavoro appositi spogliatoi tale circostanza conferma l’assoggettamento del lavoratore ai poteri datoriali anche nella fase prelimi-nare della vestizione.
Sul punto, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con risposta ad interpello n. 13/2010, ha chiarito: “ove l’accesso al punto di raccolta per pre-levare e riporre la divisa ed i dispositivi di protezione individuale costituisca una mera comodità per il lavoratore, l’orario decorre dal momento in cui il lavoratore è a disposizione del datore di lavoro…viceversa, se è richiesto al lavoratore di recarsi al punto di raccolta per utilizzare un particolare mezzo di trasporto o per reperire la strumentazione necessaria, o comunque, di por-si a disposizione del datore di lavoro presso detto punto raccolta entro un de-terminato momento, è da quest’ultimo che deve computarsi l’orario di lavo-ro”.
Conclusivamente, una volta accertata la sussistenza della eterodirezione, il tempo impiegato per indossare e dismettere la divisa, deve essere retri-buito (per tutte Cass. Civ. Sez. U. 11828/2013).
—°—
Quantificazione del tempo per indossare/dismettere la divisa.
La soluzione della quantificazione del tempo – tuta non è univoca e sconta la assenza della disciplina legislativa e contrattualistica in materia.
Per alcuni Tribunali, il riconoscimento della retribuzione deve essere parame-trato al tempo indispensabile per eseguire le operazioni in questione secondo la normale diligenza, esso, inoltre, deve essere retribuito solo in relazione alle giornate di effettiva presenza (Trib. Milano 13/12/2011; Trib. Latina 1/3/2011).
Di contrario avviso la Corte di Cassazione, la quale afferma che la determi-nazione del tempo in questione deve essere effettuata in via equitativa e for-fettaria, stante la difficoltà di accertare con precisione la durata del tempo in questione (Cass. Civ. 13010/2014).
Osservazioni conclusive.
Si può concludere che una volta che risulti accertata: la eterodizione ovvero l’obbligo per il lavoratore di indossare la divisa presso il luogo di lavoro (es-sendo preclusa la vestizione/svestizione presso la propria abitazione, si pensi al personale ferroviario); la dotazione di appositi spogliatoi all’interno del luogo di lavoro; la predeterminazione del tempo e del luogo di esecuzione, il tempo impiegato per indossare la divisa rientra nel lavoro effettivo e di con-seguenza deve essere retribuito.
—°—
Avv. Emanuela Manini

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Mansioni superiori per un dipendente di Trenitalia Spa

Dipendente di Trenitalia Spa con inquadramento nel livello D, operatori specializzati, CCNL della Mobilità 20/7/2012.

Svolgimento di mansioni superiori nel livello professionale B, tecnici specializzati. Riqualificazione del dipendente. Commento alla sentenza n. 302/2017 del Tribunale di Livorno, sez. lav.

Si segnala la sentenza n. 302/2017 del Tribunale di Livorno, sez. lav. pronunciata nell’ambito di controversia promossa da un dipendente di Trenitalia Spa, con inquadramento nel livello professionale D, operatori specializzati, patrocinato dall’Avv. Emanuela Manini, avente ad oggetto il riconoscimento dell’inquadramento nel superiore livello professionale B, tecnici specializzati, CCNL della Mobilità 20/7/2014.

Trattandosi di domanda volta al riconoscimento di mansioni superiori, il lavoratore ha ripercorso nell’ambito del processo le fasi del procedimento logico giuridico richiesto per tali tipi di controversie, ovvero la individuazione delle qualifiche e dei gradi previsti dal contratto collettivo di categoria, l’accertamento in fatto delle attività lavorative in concreto svolte, il raffronto dei risultati di tali due indagini.

All’esito di tale complesso procedimento, è risultato accertato che il lavoratore, inquadrato come operatore specializzato ed ammesso ad attività di manutenzione dei rotabili presso la officina di Livorno, a far data dal mese di maggio 2012 fosse stato trasferito presso l’impianto di Fiorentina di Piombino ed ammesso all’espeltamento dei processi di manutenzione dei carri in dotazione alla Divisione Cargo, effettuando in autonomia le operazioni di check in e check out, la assegnazione del mezzo in riparazione ed il successivo controllo di idoneità del lavoro svolto.

Aspetto qualificante del superiore livello professionale è risultato essere lo svolgimento della attività in piena autonomia operativa, nonché con margini di discrezionalità, e con assunzione della relativa responsabilità, seppure nell’ambito delle procedure ed istruzioni ricevute, proprie della superiore declaratoria contrattuale.

Di qui, il Tribunale ha concluso nel senso del riconoscimento al lavoratore del diritto al superiore livello di inquadramento B CCNL Mobilità a partire dal mese di agosto 2012, ed ha condannato Trenitalia Spa al pagamento delle relative differenze retributive, oltre interessi e rivalutazione, e spese processuali.

Firenze lì, 15 giugno 2017

Avv. Emanuela Manini

Allegati: sentenza 302/2017

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