NOVITA’ IN MATERIA DI LAVORO E PREVIDENZA AGOSTO 2019

LICENZIATO IN PROVA E JOBS ACT, TUTELA INDENNITARIA. Il lavoratore, assunto in prova in regime di Jobs Act, in assenza di un valido patto di prova o a periodo ormai trascorso, non Leggi tutto »

NOVITA’ IN MATERIA DI LAVORO E PREVIDENZA LUGLIO 2019

TERMINE DI IMPUGNAZIONE DI 60 GIORNI, PREVISTO DALL’ART 32 COMMA 4 LEGGE 183/2010 ( CD COLLEGATO LAVORO), QUANDO SI APPLICA? Il termine di impugnazione di 60 gg, previsto dall’art 32 comma 4 Leggi tutto »

Novità giugno 2019 in materia di lavoro e previdenza

INADEMPIMENTO DELL’AGENTE DI COMMERCIO DIMISSIONARIO DURANTE IL PERIODO DI PREAVVISO, NON INSORGE IL DIRITTO ALLA RESTITUZIONE DELLA RELATIVA INDENNITA’. L’inadempimento dell’agente dimissionario, verificatosi durante il periodo di preavviso lavorato, non comporta la Leggi tutto »

Novita’ in materia di lavoro, previdenza e famiglia maggio 2019

RENDITA VITALIZIA PER COPRIRE PERIODI CONTRIBUTIVI SCOPERTI, ATTENZIONE ALLA PRESCRIZIONE DELLA DOMANDA. La costituzione di rendita vitalizia, disciplinata dall’art 13 L 1338/1962,consente al lavoratore di coprire periodi lavorati, non coperti da contribuzione Leggi tutto »

Novità in materia di lavoro, previdenza e famiglia Aprile 2019

LICENZIAMENTO ILLEGITTIMO DI LAVORATORE ANDATO IN PENSIONE, ESCLUSA LA INDENNITA’ SOSTITUTIVA DELLA REINTEGRA. Nel caso di licenziamento, dichiarato illegittimo in sede giudiziale, di un lavoratore, che in seguito è andato in pensione, Leggi tutto »

Novità in materia di lavoro e previdenza Marzo 2019

REDDITO DI CITTADINANZA, MIGLIORATE LE CONDIZIONI PER FAMIGLIE CON DISABILI. Per le famiglie che hanno persone con disabilità grave o non autosufficienti, il valore del patrimonio finanziario resta di 6000 euro per Leggi tutto »

Novità in materia di lavoro e previdenza Febbraio 2019

LIMITI DIMENSIONALI DELLA IMPRESA ARTIGIANA. Affinchè una impresa possa essere considerata artigiana, essa non può avere un numero di dipendenti che ecceda: 1) per l’impresa che non lavora in serie, un massimo Leggi tutto »

Novità in materia di lavoro e previdenza Gennaio 2019

QUOTA 100, TEMPI STRETTI PER I DIPENDENTI PUBBLICI. I dipendenti pubblici che, avendone i requisiti, intendono accedere alla pensione anticipata con quota 100, devono presentare domanda entro oggi. In proposito, per effetto Leggi tutto »

Novità in materia di lavoro e previdenza Dicembre 2018

LE NOVITA’ IN MATERIA PENSIONISTICA DAL 1 GENNAIO 2019. Con la approvazione della legge di bilancio, sono legge le seguenti novità in materia pensionistica: 1) quota 100, pensione di anzianità con 62 Leggi tutto »

Novità Novembre 2018 in materia di lavoro e previdenza

RIPRISTINO DELLA CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI STRAORDINARIA IN CASO DI CESSAZIONE DELLA ATTIVITA’. Con legge 130/2018 di conversione del decreto legge 109/2018 è stata ripristinata la CIGS per cessazione attività ( eliminata con Leggi tutto »

Novita’ Ottobre 2018 in materia di lavoro e previdenza

PROSSIME NOVITA’ IN MATERIA PENSIONISTICA. La manovra pensionistica di prossima approvazione prevede quattro finestre trimestrali di uscita per i lavoratori privati, la conferma di due finestre semestrali per quota 100 dei dipendenti Leggi tutto »

Novità Agosto e Settembre 2018 in materia di lavoro e previdenza

LICENZIAMENTO COLLETTIVO E CRITERI DI SCELTA. Nel caso di licenziamento collettivo, la platea dei lavoratori licenziabili deve investire l’intero complesso aziendale. Tale scelta può essere ristretta ad una o più unità produttive, Leggi tutto »

Novità Luglio 2018 in materia di lavoro e previdenza

DA TEMPO DETERMINATO A TEMPO INDETERMINATO, RICONOSCIMENTO DELLA ANZIANITA’ DI SERVIZIO. Il lavoratore che, a seguito della stipulazione di un contratto di lavoro a termine, venga assunto con un nuovo contratto a Leggi tutto »

Le novità nel mondo del lavoro e della previdenza di giugno 2018

MOBBING, IL GIUDICE DEVE VALUTARE OGNI SINGOLO COMPORTAMENTO VESSATORIO. Nel caso in cui il lavoratore chieda il risarcimento del danno alla salute in conseguenza di una pluralità di comportamenti del datore di Leggi tutto »

Novità lavoro e previdenza Maggio 2018

LICENZIAMENTO E RISARCIMENTO DEL DANNO, LA INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE NON SI DETRAE. In caso di licenziamento, dichiarato illegittimo in sede giudiziale, la indennità di disoccupazione percepita dal lavoratore non deve essere detratta Leggi tutto »

Le novità del mese di aprile 2018 in materia di lavoro e di previdenza

ILLEGITTIMO LICENZIARE UN LAVORATORE PART TIME CHE RIFIUTA IL FULL TIME. L’orario di lavoro è un elemento qualificante del contratto di lavoro, pertanto la sua variazione, in aumento o in diminuzione,richiede una Leggi tutto »

ASSEGNAZIONE INFORMALE A MANSIONI SUPERIORI NEL PUBBLICO IMPIEGO, DIRITTO ALLA RETRIBUZIONE. Al lavoratore pubblico, il quale effettua mansioni superiori per disposizione informale del superiore gerarchico, spetta il trattamento retributivo proprio della qualifica Leggi tutto »

NULLITA’ DI UN PERIODO DI FRANCHIGIA PER IL LAVORATORE NEL CALCOLO DELL’ORARIO DI LAVORO. Non è consentito alla contrattazione collettiva ed individuale di neutralizzare, ai fini retributivi e contributivi, un periodo di Leggi tutto »

NOVITA’ IN MATERIA DI LAVORO E PREVIDENZA AGOSTO 2019

LICENZIATO IN PROVA E JOBS ACT, TUTELA INDENNITARIA.

Il lavoratore, assunto in prova in regime di Jobs Act, in assenza di un valido patto di prova o a periodo ormai trascorso, non ha diritto alla reintegrazione bensì alla sola tutela indennitaria, pari a 4 mensilità di retribuzione nelle aziende con più di 15 dipendenti o a 2 mensilità nelle aziende minori ( Trib Roma 8953/2017).

Avv Emanuela Manini. #jobsactpattoprova

JOBS ACT, IL TRIBUNALE DI MILANO RINVIA ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE EUROPEA.

Con ordinanza del 5 agosto 2019 il Tribunale di Milano ha ravvisato nel Jobs Act, per la parte in cui introduce una disparità di trattamento tra lavoratori assunti prima e dopo il 7 marzo 2015, un possibile contrasto tra la normativa interna e l’ordinamento europeo, pertanto ha rinviato alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per la verifica della corretta interpretazione del diritto eurounitario. Il rinvio pone un ulteriore tassello al progressivo smantellamento del Jobs Act, in parte attuato dal cd Decreto Dignità e dalla sentenza 194/2018 della Corte Costituzionale.

Avv Emanuela Manini.#jobsactcortegiustiziaeuropea

PREVIDENZA, OPZIONE DONNA E QUOTA 100.

Le lavoratrici che nel 2018 hanno maturato almeno 35 anni di contributi e 58 anni di età ( 59 per le autonome) possono andare in pensione con la Opzione Donna.I requisiti di accesso devono essere maturati nel 2018 ( nelle precedenti versioni erano maturati di anno in anno). Chi ha compiuto 62 anni di età ed ha almeno 38 anni di contributi può andare in pensione con Quota 100. Per i lavoratori del settore privato si applica una finestra di 3 mesi tra la maturazione del diritto e la decorrenza, per quelli del settore pubblico la finestra è di 6 mesi.

Avv Emanuela Manini.#previdenza

REGISTRAZIONE OBBLIGATORIA DEGLI STRAORDINARI, LE CONSEGUENZE DELLA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UNIONE EUROPEA.

A seguito della sentenza del 14/5/2019 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, i datori di lavoro dovranno dotarsi di un sistema di registrazione delle ore di straordinario effettuate dai lavoratori.In Italia la legge prevede un orario settimanale massimo di 40 ore ed il computo a parte delle ore di straordinario,la contrattazione collettiva prevede un massimo di 250 ore annuali di straordinario.La introduzione della registrazione dello straordinario renderà più agevole la prova della sua effettuazione da parte del lavoratore, con onere della prova a carico della azienda di avere adempiuto agli obblighi di precisa registrazione degli straordinari.

Avv Emanuela Manini. #straordinarioregistrazione

FAMILIARE COADIUTORE NEI SETTORI COMMERCIO E TURISMO, QUANDO SCATTA L’OBBLIGO DI ISCRIZIONE INPS?

Il familiare ( coniuge, figli legittimi, nipoti in linea retta, ascendenti, fratelli, sorelle, parenti ed affini entro il terzo grado), coadiutore del titolare di azienda nei settori commercio/turismo, è obbligato alla iscrizione nella gestione commercianti ed artigiani dell’Inps quando svolge una prestazione di lavoro abituale ( avente carattere di continuità e di stabilità) e prevalente ( resa per un tempo maggiore rispetto ad altre occupazioni del lavoratore. ( Cass civ 7336/2017).

Avv Emanuela Manini.#coadiutoreiscrizioneinps

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NOVITA’ IN MATERIA DI LAVORO E PREVIDENZA LUGLIO 2019

TERMINE DI IMPUGNAZIONE DI 60 GIORNI, PREVISTO DALL’ART 32 COMMA 4 LEGGE 183/2010 ( CD COLLEGATO LAVORO), QUANDO SI APPLICA?
Il termine di impugnazione di 60 gg, previsto dall’art 32 comma 4 L 183/2010, della decisione assunta dal datore di lavoro, si applica, oltrechè alla somministrazione irregolare di lavoro, espressamente richiamata dalla legge, agli appalti illegittimi, alla violazione di norme sul distacco ed a tutte le altre tipologie in senso lato interpositorie.Ne discende che anche in questi casi il lavoratore che sia stato licenziato dall’apparente datore di lavoro deve impugnare tale atto, entro 60 gg, anche nei confronti del terzo preteso effettivo titolare del rapporto di lavoro ( Cass civ 13179/2017).
Avv Emanuela Manini.#impugnazioneappaltoillecito

ROTTAMAZIONE TER ,ULTIMA CHIAMATA IL 31 LUGLIO 2019.
La riapertura dei termini ( scaduti il 30 aprile 2019) riguarda il termine di presentazione della domanda e non anche l’ambito di applicazione dei carichi rottamabili o stralciabili, che restano quelli affidati alla Agenzia delle Entrate dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. Per valutare se la cartella è rottamabile occorre avere riguardo alla consegna del ruolo, che di solito non coincide con la data di notifica della cartella. Ne discende che una cartella notificata nel 2018 può essere rottamabile se il ruolo è stato consegnato entro il 21 dicembre 2017.
Avv Emanuela Manini.#rottamazioneter

LEGITTIMA LA ASTENSIONE DAL LAVORO DURANTE LE FESTIVITA’. INFRASETTIMANALI.La astensione dal lavoro durante le festività infrasettimanali costituisce un diritto soggettivo pieno.Ne discende che un eventuale provvedimento con cui il datore di lavoro imponga al lavoratore di prestare attività lavorativa, anche se motivato da esigenze produttive, sarebbe da considerarsi nullo. Parimenti, i contratti collettivi, non avendo la capacità di derogare in senso peggiorativo ad un diritto soggettivo del lavoratore, non possono prevedere l’obbligo dei dipendenti di lavorare nei giorni di festività infrasettimanale ( Cass civ 18887/2019).
Avv Emanuela Manini. #lavorofestivitàinfrasettimanali

RISCATTO DI LAUREA PER I CORSI DOPO IL 1995, LE PRECISAZIONI DELL’INPS. Con circolare 106/2019 l’Inps ha apportato chiarimenti al riscatto della laurea per chi sia privo di copertura contributiva prima del 1996 ed intenda riscattare il corso di laurea, in particolare: il riscatto, operabile per un massimo di 5 anni, deve collocarsi tra l’anno in cui si colloca il primo contributo accreditato in una gestione pensionistica Inps e l’anno dell’ultimo contributo accreditato e comunque non oltre il 28 gennaio 2019; le rate mensili sono state elevate a 120, con accredito della contribuzione alla data del saldo dell’onere, in caso di interruzione del piano di pagamento, sarà riconosciuto l’accredito del periodo proporzionalmente coperto dal pagamento effettuato; per chi abbia studiato solo in parte dopo il 1995, i periodi in corso successivi potranno essere riscattati a scelta a 5240 euro l’anno o in modo proporzionale all’imponibile previdenziale delle ultime 52 settimane.
Avv Emanuela Manini.#riscattolaureapost95

COSA SUCCEDE SE IL LAVORATORE E’ IN MALATTIA AL MOMENTO DI ANDARE IN PENSIONE ANTICIPATA?
Il diritto alla pensione anticipata si consegue da parte del lavoratore subordinato con il perfezionamento dei requisiti anagrafico e/ contributivo ( dal 1/1/2019 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne), oltrechè con la cessazione del rapporto di lavoro. Ne discende che qualora il lavoratore versi in stato di malattia al momento della maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione anticipata, il rapporto di lavoro è ancora in essere, con la conseguenza che si dovrà attendere la chiusura della malattia per fruire della pensione.
Avv Emanuela Manini.

QUALI CONSEGUENZE SE IL DATORE DI LAVORO NON REINTEGRA IL LAVORATORE ILLEGITTIMAMENTE LICENZIATO?
A fronte di un provvedimento giudiziale di reintegra del lavoratore, a seguito di dichiarazione di illegittimità del licenziamento, intimato da un datore di lavoro con più di 15 dipendenti,l’inadempimento di quest’ultimo configura un illecito, da cui deriva l’obbligo di risarcire il danno al lavoratore non reintegrato. La indennità da corrispondere dal datore di lavoro ha natura risarcitoria, e non retributiva, con il conseguente obbligo di restituirla qualora l’ordine di reintegra non sia confermato nei successivi gradi di giudizio ( Corte Costituzionale 86/2018).
Avv Emanuela Manini.#mancatareintegraindennitàrisarcitoria

IL DATORE DI LAVORO CHE NON REINTEGRA IL LAVORATORE LICENZIATO COMMETTE REATO? In caso di mancata reintegra del lavoratore potrebbe configurarsi l’ipotesi del reato di cui all’art 388 cp-mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice- a carico del datore di lavoro quando quest’ultimo compie sui beni propri od altrui atti simulati o fraudolenti o fatti fraudolenti al fine di sottrarsi all’adempimento degli obblighi che derivano dalla sentenza di reintegra. In tutti gli altri casi, la inosservanza dell’ordine di reintegra non configura ipotesi di reato.
Avv Emanuela Manini. #mancatareintegrareato

NASPI, LIQUIDAZIONE ANTICIPATA PER IL LAVORATORE AUTONOMO.
Il lavoratore avente diritto alla Naspi (indennità di disoccupazione) può chiedere la liquidazione anticipata , in unica soluzione, dell’importo complessivo del trattamento spettante, a titolo di incentivo all’avvio di una attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una coopertaiva che prevede la prestazione di attività lavorativa da parte del socio. La erogazione anticipata in unica soluzione della Naspi non da diritto alla contribuzione figurativa, né all’assegno per il nucleo familiare ( art 8 DLGS 22/2015).
Avv Emanuela Manini.#naspilavoratoreautonomo

RESPONSABILITA’ SOLIDALE NEGLI APPALTI, IL TERMINE BIENNALE DI DECADENZA NON VALE PER I CONTRIBUTI.
Nel caso di appalto di opere o servizi il committente è obbligato in solido con l’appaltatore ed eventuali subappaltatori entro il termine di due anni dalla cessazione dell’appalto a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi ed i contributi previdenziali dovuti. Il termine decadenziale dei due anni non si applica all’ente previdenziale, il quale può invocare il versamento dei contributi nei confronti del committente anche dopo il decorso di tale periodo( Cass civ 18004/2019).Tale interpretazione della norma riconosce una ampia tutela all’Inps e causa un aumento del rischio imprenditoriale.
Avv Emanuela Manini.#solidarietàappalti

FONDO DI TESORERIA INPS, DI COSA SI TRATTA?
Dal 1 gennaio 2007 i datori di lavoro privati con più di 50 dipendenti hanno l’obbligo di versare al Fondo di Tesoreria le quote di TFR maturate da ciascun lavoratore e non destinate a fondi di previdenza complementare. La liquidazione della prestazione, una volta cessato il rapporto di lavoro, è effettuata integralmente dal datore di lavoro, al quale spetta inoltrare la domanda al Fondo di Tesoreria, anche per la quota di competenza del Fondo, al verificarsi delle condizioni di cui alla legge 296/2006. Anche le richieste di anticipazione del TFR vanno inoltrate al datore di lavoro, che, al verificarsi di determinate condizioni, inoltra la richiesta al Fondo. ( vedi anche circ Inps 21/2013).
Avv Emanuela Manini. #fondotesoreria

NIENTE ISCRIZIONE ALLA GESTIONE SEPARATA PER LE ATTIVITA’ CON ALBO.
Non sono tenuti alla iscrizione alla gestione separata dell’Inps coloro che devono essere iscritti ad Albi professionali per l’esercizio della professione oppure coloro la cui attività è collegata ad un ente previdenziale di categoria, in linea con la natura residuale della gestione separata , finalizzata ad attribuire una tutela previdenziale a lavoratori autonomi che ne sono privi. Il contributo integrativo versato dai professionisti alle Casse di appartenenza deve considerarsi un contributo previdenziale a tutti gli effetti ( Tribunale Palermo sentenza 11/7/2019).
Avv Emanuela Manini.#inpsalbi

ACCORDI TRA LAVORATORE E DATORE DI LAVORO, QUANDO SONO IMPUGNABILI?
La conciliazione stipulata tra un lavoratore ed un datore di lavoro è impugnabile nel termine di 6 mesi dalla sottoscrizione o dalla fine del rapporto, quando essa ha per oggetto diritti fissati dalla legge o dal contratto collettivo. Fa eccezione a tale regola l’accordo stipulato in sede protetta, ovvero presso l’Ispettorato del lavoro, una commissione sindacale, una commissione di certificazione.Tuttavia, se è pur vero che tali accordi protetti non sono impugnabili, la giurisprudenza ne ammette la impugnazione quando il consenso fu dato per errore, violenza, dolo ( Cass civ 8260/2017).
Avv Emanuela Manini.#conciliazioneimpugnazione

DIMISSIONI VOLONTARIE DELLA LAVORATRICE MADRE, SEMPRE DOVUTA LA INDENNITA’ DI PREAVVISO.
Nel caso di dimissioni volontarie da parte della lavoratrice madre, nel periodo in cui opera il divieto di licenziamento, essa ha diritto alla indennità sostitutiva del preavviso, indipendentemente dalle motivazioni delle dimissioni ( in questo caso preordinate alla assunzione presso altro datore di lavoro) ( Cass civ 16176/2019).
Avv Emanuela Manini.#dimissionilavoratricemadre

CONTRIBUTI VOLONTARI PER PERIODI SCOPERTI NEL PASSATO, NON AMMESSI, SALVO ECCEZIONI.
Il versamento dei contributi volontari è ammesso per il futuro e per i 6 mesi antecedenti la data di presentazione della domanda, sempre che tali periodi non siano già coperti da contribuzione. Solo per periodi successivi al 31/12/1996, di interruzione o sospensione del rapporto di lavoro, previsti da specifiche disposizioni di legge o contrattuali e privi di copertura assicurativa, il lavoratore può essere autorizzato al versamento dei contributi volontari ( art 5 Dlgs 564/1996).
Avv Emanuela Manini.#contributivolontari

AZIONE DI REGRESSO DELL’INAIL, TORNANO I LIMITI ALL’AZIONE RECUPERATORIA. L’art 1 comma 1126, lettere a,b,c, d, f, Legge 145/2018 aveva previsto che in caso di infortunio sul lavoro di un dipendente, da imputarsi a responsabilità del terzo ( si pensi ad un incidente stradale durante il lavoro), l’Inail potesse agire verso il responsabile dell’infortunio per tutte le somme pagate a qualsiasi titolo all’infortunato. Ciò comportava una contrazione del risarcimento a favore della vittima, posto che quanto pagato all’Ente assistenziale era detratto dal complessivo risarcimento dovuto alla vittima.La legge 58/2019 ( di conversione in legge del DL 34/2019) ha abrogato il sopracitato articolo, ristabilendo la intangibilità da parte dell’Inail delle somme spettanti alla vittima di infortunio sul lavoro , che rimangono nella titolarità del solo danneggiato.
Avv Emanuela Manini. #azioneregressoinail

IL SOSTITUTO ASSUNTO A TERMINE DEVE SVOLGERE LE STESSE MANSIONI DELL’ASSENTE?
La prevalente giurisprudenza ritiene che non si può disconoscere all’imprenditore la facoltà di disporre del personale, incluso il lavoratore assunto mediante contratto a tempo determinato , operando gli spostamenti che si rendano opportuni, così realizzando sostituzioni successive per scorrimento a catena. Ne consegue la possibilità di escludere la necessaria adibizione del sostituto temporaneo alle medesime mansioni ed allo stesso posto di lavoro del lavoratore assente.( Cass civ 20647/2017).
Avv Emanuela Manini. #sostituzionecontrattotermine

CONVERTITO IN LEGGE IL DECRETO CRESCITA.
Il decreto legge n 34/2019, recante misure urgenti di crescita e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi, è stato convertito nella legge 29 giugno 2019 n 58. La legge è in vigore dal 30 giugno 2019. Tra le novità in materia di lavoro e previdenza si segnala la sperimentazione del contratto di espansione per imprese con più di 1000 dipendenti, la previsione di un bonus assunzioni per i diplomati,e la introduzione del regime di flat tax pèer i pensionati.
Avv Emanuela Manini.#leggedecretocrescita

LICENZIAMENTO COLLETTIVO, QUALI SONO I CRITERI DI SCELTA?
I criteri di scelta da adottare in caso di licenziamento collettivo seguono regole diverse, in particolare:1) in caso di accordo sindacale i criteri costituiscono oggetto dell’accordo, si può arrivare a redigere una graduatoria specifica dei lavoratori da licenziare, ovvero si può tenere conto dei requisiti per accedere alla pensione, infine adottare criteri automatici senza spazi per l’azienda; 2) in assenza di accordo sindacale, la legge prevede criteri, da applicare in concorso tra loro: carichi di famiglia, anzianità, esigenze tecnico produttive e organizzative.Il lavoratore può sempre impugnare il licenziamento laddove ritenga violati i criteri di scelta.
Avv Emanuela Manini.#licenziamentocollettivocriteri

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Novità giugno 2019 in materia di lavoro e previdenza

INADEMPIMENTO DELL’AGENTE DI COMMERCIO DIMISSIONARIO DURANTE IL PERIODO DI PREAVVISO, NON INSORGE IL DIRITTO ALLA RESTITUZIONE DELLA RELATIVA INDENNITA’.

L’inadempimento dell’agente dimissionario, verificatosi durante il periodo di preavviso lavorato, non comporta la insorgenza del diritto alla retstituzione della relativa indennità in favore del preponente. Quest’ultimo, se creda, potrà recedere dal rapporto per giusta causa e formulare domanda di risarcimento del danno, fornendo prova del danno ( Cass civ 21821/2018).

Avv Emanuela Manini.#agentecommerciodimissioni

ESCLUSO IL RISCATTO DELLA LAUREA NELLA GESTIONE SEPARATA, RIFERITO AD ANNI IN CUI NON ESISTEVA LA RELATIVA TUTELA PREVIDENZIALE.

Un lavoratore ha chiesto il riscatto di laurea nella gestione separata , cui era iscritto, con riferimento agli anni accademici 1988-1992. Atteso che il periodo da riscattare si è svolto in epoca antecedente alla entrata in vigore della L 335/1995, che ha istituito la gestione separata, non è possibile effettuare il riscatto della laurea,per inesistenza della tutela previdenziale ( Cass civ 16828/2019).

Avv Emanuela Manini.#riscattolaureagestioneseparata

PENSIONE CON QUOTA 100 E REDDITI DA LAVORO, I CHIARIMENTI DELL’INPS.

I redditi derivanti da qualsiasi attività lavorativa, anche all’estero, successivamente alla decorrenza della pensione e fino alla data di perfezionamento della pensione di vecchiaia nella gestione a carico della quale è stata liquidata la pensione quota 100, comportano la sospensione della erogazione del trattamento pensionistico nell’anno di produzione dei predetti redditi ( circolare Inps 11/2019).

Avv Emanuela Manini.#quota100redditi

SOCIO DI SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA (SRL) E PRESTAZIONE DI LAVORO.

Il socio di una srl , che non sia amministratore, ed a prescindere dalla qualifica sociale, può prestare attività lavorativa all’interno della società attraverso varie tipologie di lavoro,in particolare, come lavoratore dipendente, lavoratore parasubordinato, lavoratore autonomo, sempre che sussistano i presupposti per la instaurazione di tali tipi di rapporti. Diverso è il caso del socio prestatore d’opera,la cui qualifica di socio è tale in ragione del conferimento della attività lavorativa.

Avv Emanuela Manini. #sociolavoratore

MANCATO VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI ENASARCO, CHE FARE?

Per il caso in cui un agente di commercio verifichi che non sono stati versati i contributi all’Enasarco dalla azienda mandante, se i contributi sono risalenti ad oltre 5 anni dalla data del versamento, essi vanno considerati prscritti, in applicazione dell’art 3, comma 9, L 335/1995, che ha fissato in 5 anni il termine di prescrizione della contribuzione( tra cui quella Enasarco) e dunque non più versabili. L’agente può tuttavia chiedere alla preponente che ha omesso il versamento la costituzione di rendita vitalizia, oppure , in assenza di quest’ultima, può provvedere l’agente stesso, purchè fornisca prova all’Enasarco del rapporto di agenzia e delle provvigioni spettanti.

Avv Emanuela Manini.#contributienasarco

IL CALCOLO DEL PERIODO DI COMPORTO NEL LAVORO PART TIME.

Ai fini del periodo di comporto nel rapporto di lavoro part time è necessario che il periodo di conservazione del posto di lavoro sia riproporzionato in relazione all’arco temporale di riferimento entro il quale computare il periodo stesso, atteso che per verificare l’eventuale superamento del periodo massimo di conservazione del posto di lavoro,si computano solo i giorni di malattia del lavoratore coincidenti con quelli nei quali il medesimo è tenuto a rendere la prestazione lavorativa ( Corte appello Aquila 15/1/2015).

Avv Emanuela Manini.#comportoparttime

RISOLUZIONE CONSENSUALE DEL RAPPORTO DI LAVORO, SPETTA LA NASPI?

Per il caso in cui il lavoratore venga a trovarsi in stato di disoccupazione a seguito di richiesta congiunta, con il datore di lavoro, di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro ,ai sensi dell’art 410 cpc,per aziende che occupino meno di 15 dipendenti, la Naspi non è dovuta. La indennità spetta solo nel caso in cui la risoluzione consensuale del rapporto sia intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’art 7 L n. 604/1966. Lo ha chiarito il Ministero del Lavoro con nota 12/2/2016.

Avv Emanuela Manini.#risoluzionelavoronaspi

CONTRATTO STAGIONALE E NASPI.

La indennità di disoccupazione ( Naspi) spetta al lavoratore stagionale che abbia perso il lavoro per motivi che non dipendono dalla sua volontà, come nel caso di scadenza del termine previsto nel contratto. Al fine di conseguire la Naspi occorre che il lavoratore vanti 13 settimane contributive nei 4 anni antecedenti la disoccupazione (che non abbiano già dato luogo alla Naspi), oltre a 30 giornate di lavoro nei 12 mesi precedenti.

Avv Emanuela Manini.#lavorostagionalenaspi

CONTRATTO DI LAVORO INTERMITTENTE, LE CARATTERISTICHE.

Si tratta di contratto di lavoro subordinato, con il quale il lavoratore mette a disposizione il proprio lavoro per prestazioni discontinue od intermittenti, per periodi predeterminati nella settimana, mese od anno, secondo due modalità: lavoro a chiamata con obbligo di rispondere alla chiamata del datore di lavoro, dietro rimessa di una indennità di disponibilità, lavoro a chiamata senza obbligo di rispondere alla chiamata, senza indennità di disponibilità.

Avv Emanuela Manini.#lavorointermittente

CONTRATTO DI LAVORO INTERMITTENTE, LE CARATTERISTICHE.

Si tratta di contratto di lavoro subordinato, con il quale il lavoratore mette a disposizione il proprio lavoro per prestazioni discontinue od intermittenti, per periodi predeterminati nella settimana, mese od anno, secondo due modalità: lavoro a chiamata con obbligo di rispondere alla chiamata del datore di lavoro, dietro rimessa di una indennità di disponibilità, lavoro a chiamata senza obbligo di rispondere alla chiamata, senza indennità di disponibilità.

Avv Emanuela Manini.#lavorointermittente

CONTRIBUTI A PERCENTUALE, LA PRESCRIZIONE DECORRE DAL TERMINE PER IL PAGAMENTO E NON DA ATTI SUCCESSIVI.

Nel caso di contributi “a percentuale” facenti carico al lavoratore autonomo,il momento di decorrenza della prescrizione si identifica con la scadenza dei termini per il loro pagamento, e non con l’atto, eventualmente successivo, con cui l’Agenzia delle Entrate abbia accertato, ai sensi dell’art 1 Dlgs 462/1997, un maggiore reddito ( Corte appello Bari 18/9/2017).

Avv Emanuela Manini. #contributipercentualeprescrizione

VERBALE DI CONCILIAZIONE TRA DATORE DI LAVORO E LAVORATORE STIPULATO IN SEDE PROTETTA, IMPUGNABILE SE SOTTOSCRITTO SOTTO MINACCIA .

Il verbale di conciliazione, con il quale il lavoratore rinuncia ad ogni rivendicazione nei confronti del datore di lavoro è nullo se sottoscritto sotto la minaccia di un male ingiusto. E’ il caso di un gruppo di lavoratrici, che avevano sottoscritto un verbale di conciliazione in sede sindacale, nell’ambito del quale avevano rinunciato ad ogni pretesa nei confronti del datore di lavoro uscente dietro la offerta di un posto di lavoro da parte del datore di lavoro subentrante. Il Tribunale di Napoli, con sentenza 3729/2019, ha annullato il verbale perchè sottoscritto dalle lavoratrici dietro la minaccia della mancata offerta di un posto di lavoro.

Avv Emanuela Manini. #verbaleconciliazioneimpugnazione

LICENZIAMENTO DEL LAVORATORE IN REGIME DI JOBS ACT, LA IRRILEVANZADISCIPLINARE DEL FATTO.

L’art 3 Dlgs 23/2015, il quale stabilisce che il licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, laddove non sia dimostrata la inssussistenza del fatto materiale contestato, deve essere dichiarato illegittimo dal giudice, con conseguente reintegra del lavoratore, si deve interpretare nel senso che anche per il caso in cui il fatto materiale sussista ma non abbia rilievo disciplinare o comunque non giustifichi la risoluzione del rapporto, il lavoratore deve essere reintegrato ( Cass civ 12174/2019). Avv Emanuela Manini.#licenziamentojobsact

MATERNITA’, ACCREDITO FIGURATIVO DEI CONTRIBUTI.

I periodi corrispondenti al congedo per maternità, verificatisi al di fuori di un rapporto di lavoro, danno diritto all’accredito figurativo, pari a 5 mesi ed un giorno per ogni figlio nato. L’accredito è utile sia ai fini della maturazione del diritto sia della misura della pensione. E’ possibile l’utilizzo dell’accredito prima del 31 dicembre 1995, con la conseguenza che il lavoratore, vantando una anzianità contributiva prima del 1996, entra nel sistema di calcolo pensionistico misto in luogo di quello contributivo puro.

Avv Emanuela Manini. #accreditocontributimaternità

PASSAGGIO DEL LAVORATORE AI TORNELLI, NON E’ ORARIO DI LAVORO.

Il tempo necessario per raggiungere il luogo di lavoro è parte dell’orario lavorativo a condizione che : 1)vi sia un nesso funzionale tra lo spostamento e l’attività lavorativa, nel senso che il primo sia strumentale al secondo; 2) che il lavoratore sia a disposizione durante lo spostamento. Nel caso di passaggio del lavoratore ai tornelli, questo può disporre del tempo all’interno della azienda come meglio ritiene dopo la timbratura.Pertanto, atteso che non esiste obbligo di osservare direttive aziendali durante tale momento, esso non costituisce orario di lavoro ( Trib Napoli 6357/2018). Avv Emanuela Manini. #tornelliorariolavoro

SOSPENSIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO, QUANDO SONO DOVUTI I CONTRIBUTI PREVIDENZIALI?

In caso di sospensione del rapporto di lavoro subordinato per assenza del lavoratore o per sospensione concordata della prestazione di lavoro, i contributi previdenziali ed assicurativi devono essere comunque versati. Infatti, la sospensione per accordo tra le parti ( al pari della assenza dal lavoro) non rientra nelle ipotesi, previste dalla legge, di assenza giustificata dal lavoro, quali malattia, infortunio sul lavoro,maternità, permessi, aspettativa retribuita, cassa integrazione ( Cass civ 15120/2019).

Avv Emanuela Manini. #contributispensionelavoro

SUPERAMENTO DEL COMPORTO DA PARTE DEL LAVORATORE, ILLEGITTIMO IL LICENZIAMENTO SE LE ASSENZE NON SONO PRECISATE.

Per il caso di licenziamento per superamento del periodo di comporto, qualora l’atto faccia generico riferimento al superamento del periodo di conservazione del rapporto, il dipendente può chiedere di specificare i singoli giorni di assenza, a garanzia del suo diritto di difesa.Nel caso in cui il datore di lavoro ometta di fornire indicazioni, il licenziamento deve dichiararsi illegittimo ( Cass civ 5752/2019).

Avv Emanuela Manini.#superamentocomportolicenziamento

LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA OBBLIGA AD ISTITUIRE UN SISTEMA DI MISURAZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO GIORNALIERO.

La Corte di Giustizia Europea chiede che gli Stati membri dell’Unione Europea impongano alle Aziende di istallare sistemi di rilevazione dei tempi di lavoro di ciascun lavoratore, al fine non solo di verificare il rispetto dei periodi di riposo, ma anche di disporre un sistema certo di misurazione dello straordinario nelle controversie di lavoro. La prova testimoniale non è da sola un mezzo di prova efficace, dal momento che i lavoratori potrebbero essere restii a testimoniare contro il datore di lavoro ( Corte giust UE 14 maggio 2019 C- 55/2018.).

Avv Emanuela Manini.#misurazionestraordinario

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